E’ mia abitudine ogni anno scrivere la letterina a Babbo Natale.
Che poi è la scusa per fare un pò il punto della situazione di ciò che ho e di ciò che vorrei per il mio futuro.
Allora Babbo Natale, Gabibbo natalizio, Cicciobello comunista, signor che se la con le renne cornute quest’anno da parte mia sei libero, disoccupato, disimpegnato.
Si.
Io non ti voglio chiedere nulla.
Ho già con me tutto quello che vorrei.
Il dono più grande che potevo ricevere nella mia vita me lo sono costruito io con le mie manine il 28 settembre: la mia scuola di Danza. Il mio mondo! Ad aspettare gli altri sarebbero tornati gli egiziani. Il proprio successo bisogna costruirselo da soli, con i propri sacrifici, sogni, delusioni, batoste e forza di volontà accompagnati dalla gente che davvero ti vuole bene. Ecco, io non volevo aspettare più! Ho anticipato un pò le cose e con un pò di paure ma tantissima voglia di spaccare mi sono regalato la cosa più bella che potevo farmi! E oplà la Danza&Passione finalmente ha preso vita …e che vita!
Mi sono regalato un’altra occasione di amare con tutto me stesso quella persona che si sceglie per tutta la Vita. Le tempeste aiutano a fortificare le vele delle barche e a convincerti in quale orizzonte andare. Mi sono regalato proprio questo: la voglia di amare la stessa persona una seconda volta ma con più sentimento.
Mi sono regalato la sincerità della mia famiglia: guardarli in faccia e negli occhi e farmi riconoscere al 100% senza maschere , ombre. Mi sono regalato un amore talmente incondizionato e puro che farebbe invidia anche alla Dea Venere tanto sincero e grande è questo sentimento.
Mi sono regalato la possibilità di scegliere le persone di cui fidarmi. Non sono gli anni di conoscenza che fanno di un’amicizia qualcosa di vero. Spesso chi ti ha visto crescere non è proprio la persona che ti vuole più bene al mondo. Sai Babbo idealizziamo così tanto le persone da omettere o far finta di non vedere le cose che noi a non piacciono. Ma poi il Tempo rivela sempre ciò che è vero da ciò che è falso. Dare il tempo al tempo serve anche a questo: a capire. Uomo Comunista natalizio ora io non voglio dire che io non abbia mai sbagliato, sarà successo anche a me ci mancherebbe pure… eppure sono convinto che ho ingoiato troppe volte il rospo in questo mondo e ad un certo punto l’ho buttato fuori… forse troppo tardi, forse troppi in una volta sola… ma per lo meno, anche se il mio mondo è meno pieno di figure vicine so per lo meno che chi c’è è perchè prova per davvero amore e amicizia…
Mi sono regalato e ho regalato così tante esperienze diverse in questo anno che ci potrei scrivere un libro… in Toscana, a Milano, gare, concorsi, spettacoli, esibizioni in ogni dove… un anno così ricco che a volte non riesco a ricordare tutto quello che ho fatto…
E poi Babbo loro… i miei allievi… loro sono un regalo di cui non posso fare a meno.
Tanti, tantissimi.
E’ difficile gestirli… è difficile a volte capirli … è difficile a volte far capire che hanno il diritto di sognare… che loro devono sperare in un sogno, in una meta…. è difficile accettare a volte qualche delusione dopo che hai dato tutto il tuo cuore solo per il loro bene… ma è anche tanto meraviglioso raccogliere i loro sorrisi, le loro lacrime di gioia… la loro voglia di stare insieme a me… è meraviglioso vederli ballare … è meraviglioso vederli crescere… sono come dei figli per me… e uno per uno li custodisco gelosamente e con amore… si sa: quando un regalo ci piace così tanto mica lo molliamo facilmente…
Babbo quindi avrai capito che da casa mia puoi anche non passare …
Io davvero tutto ciò che desidero…
E quello che mi manca me lo costruirò con le mie mani col tempo… al tempo debito…
E se proprio mi vuoi regalare qualcosa fai che tutto rimanga così inalterato… così tutto in serenità… in pace con me stesso e col mondo che mi circonda e che quotidianamente scelgo.
E a chi ha avuto la pazienza di leggere questo mio pensieri auguro un sincero e felice natale…
Quest’anno ho avuto prova che a Natale le cose possono cambiare… che le liti possono tramutarsi in abbracci… che una donna in carrozzina può alzarsi e ballare sorridendo di pieno cuore… che si può essere normali anche se per qualcun altro possiamo sembrare strani…
Auguri di Buon natale…
Che il vostro cuore possa avere sempre il conforto e l’amore di cui ha sempre bisogno…

Auguri :*
By Mino Bianco
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Questo blog nasceva quasi dieci anni fa con la voglia di mettere per iscritto tutto ciò che vivevo, di bello e brutto, come una valvola di sfogo per buttare giù tutte quelle emozioni che a volte si accumulano dentro di noi. 

Col passare del tempo, facendomi grande, conoscendo nuova gente e nuove storie ho capito che non ero più libero di esternare i miei pensieri così come quando ero un ragazzetto di venti appena affacciato alla vita.

Ora ho quasi ventinove anni eppure sento quel bisogno di buttare fuori quello che ho dentro.

Sarà che sto tornando infantile, megalomane, o semplicemente mi sento più solo nonostante il mondo che ho attorno.

Allora oggi scrivo con l’illusione che fra uno, due tre mesi a rileggere questi frasi mi possa fare una grande risata e dire “santoDio come stavo depresso” così come facevo fino a poco tempo quando mi mettevo a rileggere quelle due tre cose iper tristi del passato.

Nei film o sui libri spesso si legge di quando magari uno viene lasciato e si sente un nodo alla gola, un mal di pancia perenne.

Io ogni volta mi dicevo “ma che cavolo dicono… sono proprio cose che non possono accadere.. piangi qualche volta ma poi ti passa tutto”

Ora vi posso confermare che ho cambiato idea.

Sentire un groppo li nella gola, come se volessi piangere e non farlo. Se piangi le lacrime escono fuori, vanno via, spariscono. Così invece rimangono li dentro, pesanti, pronte a buttarti sempre giù. 

Sentire una palla accartocciata nella pancia, un peso enorme, come se non avessi mangiato niente e sentirsi pieni, gonfi, una palla che gira e si rigira dentro, senza tregua, che fa male, sempre , parecchio, una palla che spesso sale al cuore che si sente punto, infilzato da qualcosa. Dai ricordi.

Sentire la sua voce ovunque, sognare la sua persona ogni notte, vedere il suo viso negli occhi di tutti.

Vi assicuro io davvero non capisco come certa gente ce la fa a vivere serenamente sapendo di essere il malessere di un’altra persona.

Io davvero non so come si può rifiutare un amore così dato gratuitamente, senza remore, senza costi, senza indugi.

Io davvero non capisco come chi lascia riesce a essere forte cancellando l’altra persona come se niente fosse al punto di rifiutarla continuamente.

Direte se non c’è amore tutto ciò è possibile.

Ed io mi chiedo perchè allora non lo accetto? Non lo vedo? NOn lo comprendo?

Io che so che tutto è finito, che quel “non ti amo” me lo sono sentito dire, una , due volte perchè sono ancora qui aspettando una speranza che non arriverà?

Quanta altra vita dovrò sprecare pensando al passato?

Quanto altro tempo dovrò bruciare aspettando che la storia possa cambiare?

Perchè quando guardavo i suoi occhi, quei occhi che solo io conosco davvero, vedevo ancora tutto il sentimento della nostra storia?

Perchè sono ancora qui ad aspettare chi è già andato via senza pace?

Mi guardo allo specchio e non mi riconosco più.

Non parlo con nessuno.

Non esco più.

Non sorrido più.

Non vedo occasioni per me.

Porca troia ci sto sotto e il problema che da questo tunnel non ne so davvero uscire.

Che il Buon Dio mi aiuti a smuovere quello che per adesso non è Vita.

 

Scusate lo sfogo, a volte sono più bravo a scrivere che a parlare con la gente. 

Ma tu ora dove sei?Immagine

 

Buon San Valentino

Pubblicato: febbraio 14, 2014 in Di Tutto e di Più
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Allora oggi è San Valentino e anche io voglio dire la mia.
Io personalmente adoro questa giornata.
Perché detestare una ricorrenza che mette al centro il sentimento più bello del Mondo?
Perché insultare tutti quelli che hanno la fortuna di condividere emozioni con un’altra persona?
Perché molti si soffermano solo sull’aspetto materiale di questa giornata? Credo che due veri innamorati oggi desiderano come prima cosa stare insieme tutto il giorno, abbracciati, uniti, trascurando tutte le altre fatiche che quotidianamente si affrontano. 
E’ come se oggi fosse il compleanno dell’Amore, voi non lo festeggiate il vostro ogni anno? E allora stiamo tutti calmi e più sereni, senza ostentare giudizi e critiche fondate a volte su una acerba e silenziosa invidia.
Tutti amiamo qualcosa. Una persona, una passione, la famiglia, gli amici, un cane, una macchina, una squadra, un fiore …
Tutti siamo nati da un gesto d’amore e si spera di rimanere nei ricordi di chi ci ha voluto bene.
Tutti siamo stati delusi e abbandonati da questo sentimento almeno una volta eppure la sete d’amore è stata sempre più grande, esperienza dopo esperienza . 
E tutti, chi più e chi meno , cercano l’Amore, cercano quella persona sulla quale fare affidamento sempre, in ogni momento, in ogni situazione, quella persona che è li a poterti dire senza dubbi “stai tranquillo ci sono io per te”.
E allora ragazzi innamorati auguroni di cuore!
Perchè l’Amore non ha colore, sesso, età, limiti, frustrazioni, rancori, illusioni,cattiveria. E’ Amore ed è meraviglioso già per quello che è!
E magari se tutti fossimo poco poco più sensibili capiremmo quanto siamo fortunati nel momento in cui il nostro percorso incrocia questo sentimento.
Auguri allora a chi in un modo o nell’altro ama qualcuno o qualcosa Image

E’ da ieri che mi gira in testa una parola, impegnativa e concreta ma che a 28 anni suona con tutto il suo valore: “responsabilità “.

In giorni in cui bisogna fare tante scelte e saper discernere cosa è giusto dal sbagliato, questa parola inizia ad avere un colore e un suono ben diverso.

Dovremmo capire che ognuno di noi nella propria vita ha sempre una forma di responsabilità. Sia come amico, madre, padre, lavoratore, fidanzata, figlio o semplicemente perchè siamo delle persone che interagiscono con altre e quindi si ha comunque sempre una posizione o un ruolo nei confronti degli altri. Non esistono persone che non hanno una responsabilità.

Ognuno di noi prende delle scelte con le parole, le azioni, le decisioni, i silenzi o le strade che si iniziano a percorrere. Sarebbe semplice sempre addossare le colpe agli altri per qualcosa che non ci piace. Ma non e’ così. Ogni cosa che viviamo e’ la conseguenza di piu’ responsabilità. Così come non possiamo accollarci i pregi  di qualcosa che e’ andata bene perchè anche in questo caso è l’insieme di più circostanze che l’hanno permessa.    

La responsabilità dovrebbe andare di pari passo con la parola “maturità”.

Una persona matura diventa responsabile e cosciente di ciò che fa e sceglie.

Una persona matura dovrebbe essere consapevole dell’impegno che prende o meno.

Ma più volte succede che la materia grigia non si e’ del tutto evoluta nella gente e allora ci si sente esenti da qualsiasi forma di responsabilità. Eppure tutto sarebbe molto più semplice se un attimino, prima di parlare e/o fare qualche scelta, chiudessimo gli occhi, trovassimo 5 secondi di respiro, ascoltassimo meglio ciò che abbiamo dentro e poi solo dopo capire cosa fare. Sarebbe molto più semplice vivere se capissimo che siamo tutti diversi, che abbiamo modi di pensare, agire e provare sentimenti differenti.  Che “quello che penso io” non è legge. “Che io mi sarei comportata così” è qualcosa di personale. Che “tu…tu… tu..” accusando sempre l’altro non è certo il modo migliore per convivere in questa società, che dovremmo usare tutti e sempre un “noi” che ci metta sempre in discussione come singoli, coppie, gruppi e famiglie.

Trovare la responsabilità di accettare ciò che c’è di diverso in chi ci sta vicino e conviverci con saggezza e serenità. Ammettere che ognuno di noi fa delle scelte in un modo o nell’altro, senza addossare sempre le colpe agli altri credendosi divinità in terra, tralasciando quell’arrogante convinzione che c’è in chi si crede meglio di qualcun altro in questo mondo. Siamo tutti alla pari, siamo tutti buoni e cattivi, tutti santi e demoni, tutti assassini e vittime. Tutti.

Ecco forse, secondo me, questo sarebbe vivere con responsabilità.    

 

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Tutto e’ iniziato da ieri mattina quando qualcuno mi ha detto “Mino hai gli occhi infelici, non ti riconosco”.

E’ imbarazzante quando chi ti vuole bene ti mette a nudo. 

Mette a nudo il tuo malessere.

Vengo da un periodo difficile.

Delusioni, litigate, falsita’, addii, freddezza e di tutto di piu’.

In troppi mi dicevano che ero cambiato, che ero diventato un altro, diverso dal solito mino… ma sai, quando sei in gioco poche volte capisci l’errore che stai commettendo.

Tu giochi per te e per raggiungere la tua meta, poco importa se perdi qualche pezzo di te, dicono che si fa così… sfortunatamente di me ho perso troppi pezzi…

Prima l’indifferenza, i dispetti, i rinfacci poi un insieme di urla, di parole inventate, di accuse false come le grigie nuvole,  di presunzione ed egoismo hanno colorato questi ultimi mesi.

La dignita’ quella non va mai dimenticata nemmeno quando si e’ in due… io la mia un pochino l’avevo smarrita… anche se dall’altra parte non si e’ visto. Anzi mi si accusa stranamente dell’esatto contrario.

Poi il cuore si e’ proprio fermato quando ieri notte mi e’ arrivato un messaggio “D. e’ morta.” Una mia vecchia e carissima amica e’ scomparsa.

Il dolore, il pianto continuo, l’assurdita’ di una vita così giovane finita, il senso di colpa nell’essermi allontanato, nell’aver rimandato sempre quel caffe che ci avrebbe potuto riunire, che mi avrebbe potuto dare l’occasione ad aiutarla un po’. Tanti anni di amicizia che bruciano così in poche ore. 

Una mattinata in cui le lacrime sono scese di continuo, senza mai fermarsi. 

Troppo dolore per un cuore come il mio che non lo sa sopportare.

Poi un’amica mi ha mandato una frase che D le aveva scritto : “Tieni chi ami vicino a te, digli quanto bisogno hai di loro, amali e trattali bene, trova il tempo per dirgli “mi spiace”, “perdonami”, “per favore”, “grazie” e tutte le parole d’amore che conosci.”

Ho messo da parte l’orgoglio e tutte le parole sentite in questi giorni e sono andato a regalare un abbraccio a chi volevo darlo. 

E ho ricevuto un rifiuto.

Ecco. In tanta assurdita’ ho spalancato gli occhi. 

D. forse mi ha aiutato a vedere meglio questo dolore. 

Forse la scelta poi non e’ stata mia. 

Chi non ti aiuta quando gli stai affogando davanti e’  perche’ non ti vuole salvare.

E chi non ti salva, non ti ama.

Ecco questo ho imparato in questo giorno triste.

Che i veri problemi sono altri nella vita.

Una morte precoce e’ la VERA tragedia, non il resto.

Che questa vita e’ così piena di imprevisti che non bisogna aspettare che si sistemi da sola, tocca a noi rimboccarci le maniche e cambiarla così come la desideriamo, nel limite delle possibilita’ che il destino ci da.

Soffrire e’ giusto, ma per le cose giuste, per le persone giuste.

Sara’ ancora un giorno triste quello di oggi ma ora ho imparato qualcosa.

Vivere non e’ mai poi così scontato. 

 

E a te D chiedo scusa.

Scusa per essermi allontanato.

Scusa per aver rimandato il nostro momento.

Scusa per essermi dimenticato di noi. Image

Stanotte riflettevo.

Morfeo non voleva arrivare nel mio letto e il mio cervello viaggiava coi pensieri.

Un tema che mi rincorreva era analizzare il “Tempo”, anzi per la precisione quel’istante in cui qualcosa cambia colore, odore, forza. Si, perche’ credo che durante la nostra vita ci sono quei “momenti” di pura coscienza in cui qualcosa cambia.  Fortemente, definitivamente. Non ne parliamo se uno sta attraversando un periodo un po’ difficile dove tutte le percezioni aumentano il loro valore.

Ecco quelli sono i momenti in cui gli occhi si fanno piu’ grandi e riescono a vedere realmente quello che c’è’.

Sono anche i piu’ pericolosi: in genere da quelli non si torna piu’ indietro. 

Arriva il momento in cui per esempio la tristezza diventa orgoglio.

Il momento in cui il dolore diventa rancore.

Il momento in cui la cuorisita’ diventa desiderio puro.

Il momento in cui il dubbio diventa sfiducia.

Il momento in cui la Paura diventa Rabbia.

 Il momento in cui l’autocommiserazione diventa egoismo.

Il momento in cui la Nostalgia diventa Ricordo.

Il momento in cui la spontaneita’ diventa abitudine.

Il momento in cui l’illusione diventa realta’.

Il momento in cui la Pazienza diventa Freddezza.

Il momento in cui l’amore diventa odio.

Il momento in cui la solitudine diventa una scelta.

Il momento in cui il vittimismo diventa Forza.

Il momento in cui la morte diventa Vita.

Il momento in cui la pigrizia diventa Intraprendenza.

Il momento in cui qualcosa che non esiste inizia a vivere.

Il momento in cui qualcosa che vive poi muore. 

Il momento in cui una conoscenza diventa un’amicizia.

Il momento in cui un sogno diventa concretezza.

Il momento in cui il buono diventa il cattivo.

Il momento in cui un “io” diventa un “noi”.

Il momento in cui un “noi” diventa un “io”.

Il momento in cui un arrivederci diventa un addio. 

 

Ecco, stanotte pensavo a questi momenti… e mi hanno fatto compagnia per tutta la nottata. Ognuno di noi merita uno di questi istanti. Bisogna stare attenti a cogliere quello giusto, quello che fa per noi. E’ un gioco arduo. Se sbagli non torni indietro. Ecco perche’ ci vuole tutto il Tempo necessario per afferrarlo questo “momento”.

Chi rompe paga.

In ogni caso, in ogni situazione, sia se tu sia vittima o carnefice.

Chiudo gli occhi e inizio a scegliere per me.

E’ giunto quel “momento”.

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Ma cosa sono tutte queste polemiche che leggo dovunque sull’essere “insegnante professionista o improvvisato”. 
I toni a mio parere si stanno facendo troppo esagerati ed esasperati. 
Prima di tutto la gente non e’ così stupida da notare se una Scuola porta a casa buoni risultati o meno: e’ vero c’è chi si improvvisa nel nostro settore, ma se un Centro studi non fa esperienze, non raggiunge qualche premio o non si mette in gioco seriamente con esami e rassegne, una mamma o un papà lo nota eccome, e se e’ un saggio genitore ha anche il coraggio di cambiare… 
Poi non so nemmeno quale sia il termine di valore che differenzia uno che e’ professionista seriamente e da uno che se lo inventa un mestiere: spesso un diploma lo si compra e basta senza avere la giusta conoscenza… uno che e’ stato un bravo ballerino non e’ detto che sia un bravo insegnante… e poi ancor piu’ se uno non ha avuto la possibilita’ di far carriera perchè non aveva le spalle coperte non significa che non sappia essere una buona maestra o un bravo coreografo…
Poi a parere mio il binomio “prezzo- qualità ” e’ proprio fuori luogo: in un periodo di crisi una persona onesta (di qualsiasi mestiere) abbassa il suo prezzo per avvicinarsi alla gente comune che se non ha soldi per comprarsi una maglia in piu’ pensa tu se li spende per un aspirante sogno… e ce ne sarebbero di cose ancora da dire… 
Mi limito a sostenere che al giorno d’oggi la gente non e’ poi così sciocca… che sa distinguere il “ballo” dal “fitness” la “danza” dall'”animazione”. Ognuno prende quello che cerca … Non sta a noi sindacare la liberta’ della clientela… E poi e’ sempre la solita storia: se si vede sempre quello che fa l’altro significa che si ha troppo tempo da perdere.

Mi auguro di non offendere nessuno con questo pensiero, ma visto che noi insegnanti di Danza rappresentiamo anche la “figura di educatori” facciamo meno la guerra e danziamo insieme che eImage ‘ meglio! 
Buona Danza a tutti! 

 

 

 

… silenziosamente sono giorni che rimuovo gente dai miei contatti.
Gia’ il mondo reale e’ complicato, difficile e pieno di stress da sopportare. Se poi accendi il pc e leggi persone che buttano frecciatine continuamente su chiunque, stati tristi e ricchi di vittimismo gratuito, gentaglia che sul piedistello impartisce lezioni di vita e di professionalita’ ogni secondo, spioni che stanno li sempre col dito puntato … be’ dopo tutto questo ti passa pure la voglia di giocare su facebook! 
Quindi se per caso noterete che non farete piu’ parte dei miei contatti per favore non prendetevela a male… Nella mia vita mi voglio circondare di positivita’ e buona energia… Come si suol dire : “il bene genera il bene”.. e cosi’ sia ….

 

A cosa sto pensando?
Eh facebook … A tante cose… Troppe forse… Penso Alle soddisfazioni che arrivano dopo i sogni frantumati … Al rispetto che uno si costruisce con l’esperienza … All’allegria illimitata dei miei allievi a lezione… Ai tanti soldi che servono per vivere… Alle persone che si nascondono dietro quel dito che poi ti puntano addosso… All’arroganza della gentaglia che sporca questa società .. All’amore quel sentimento tremendo do cui cmq siamo purtroppo dipendenti … Agli amici a quelli che vanno, a quelli che restano, a quelli che tornano… Ai ragazzi di oggi troppo poveri di sogni e fantasia… All’ educazione quel valore civico dimenticato in cantina…. Ai ricordi che ci perseguitano come un continuo ammonimento per gli errori… A me, lunatico , indisponente, ribelle, orgoglioso, testardo, presuntuoso e diffidente … A me che nonostante tutto questo non mi cambierei mai al mondo! … Ecco stasera sto pensando un po troppo…

 

…. qualche tempo fa ho preso una decisione molto importante. 
Ho scelto di smettere di inseguire le persone, gli amici, il lavoro, i sogni e l’altrui approvazione. Mi sono fermato e mi sono chiesto: “ma ne vale la pena? C’è davvero bisogno della presenza di chi scappa così facilmente? E’ così essenziale avere affianco chi e’ pieno di dubbi e confusione sulla tua persona? E’ giusto perdere il proprio passo per inseguire quello del nostro amico che correo troppo veloce? Serve davvero piacere a tutti? ” 
La risposta e’arrivata molto lentamente, come ogni cosa giusta pretende.
Ho capito che non bisogna mai cambiare per gli altri o con gli altri. 
Ho capito che forse a volte non bisogna chinare il capo per andare d’accordo con chiunque, perche’ non e’ detto che questo chiunque lo faccia con noi. 
Ho capito che nessuno e’ inferiore a qualcun altro semplicemente perche’ e’ impossibile trovare due persone uguali nello stesso mondo, così come non c’è nessuno che sta piu’ sopra o sotto del proprio compagno.
Ho capito che bisogna pretendere rispetto per quello che si e’ e non per quello che gli altri vorrebbero che fossimo.
Ho capito che nessuno ha il dovere di inseguire qualcosa.
Insomma ho capito che in ogni forma di rapporto o si cammina uno affianco all’altro oppure e’ inutile viaggiare falsamente insieme.

 

Il Pittore

C’era una volta un Pittore.
Non era né famoso, né il migliore, ma era un Pittore con la P maiuscola perché sapeva realmente dipingere.
Amava in modo smisurato l’Arte e cercava in ogni secondo della sua vita un imprevisto che potesse ispirargli qualche motivo per creare.
Diceva che dagli errori spesso escono le cose più belle ecco perché attendeva gli sbagli.
Era un pittore della corrente naturalistica.
Adorava dipingere di natura e per la natura.
Un giorno era vicino al fiume come ogni sabato pomeriggio e ricreava sulla sua tela l’arcobaleno di colori che il flusso dell’acqua giocava con la luce del sole.
Si avvicinò una signora.
Benestante.
Discreta nel suo portamento.
A bassa voce gli disse: “vorrei commissionarle un dipinto per la mia villa.”
Lui: “mi dica pure signora, cosa preferisce?”
“Vorrei che dipingesse il mio giardino”
“Perfetto signora mi dia l’indirizzo e da domani potrò iniziare”.
Così fu.
Il giorno seguente, pur essendo una domenica, lui si recò nella grande villa della Signora , si posizionò in un angolo e incominciò a fissare ogni angolo di quel verde giardino. C’erano statue di bambini, fiori colorati, palme, querce, piante esotiche e poi una grande gabbia piena di uccelli colorati.
Il Pittore perse tutto il pomeriggio per fissare quelle immagini nella sua memoria.
Quando si stancò, prese il suo sgabello e disse alla signora “A domani”.
La proprietaria un po’ incredula lo salutò.
Fece così per vari giorni.
Voleva cogliere ogni minimo scorcio di quel piccolo capolavoro.
Era un giardino maestoso, ben curato e pieno di colori.
Lui per sua indole non poteva perdere nemmeno uno di questi dettagli.
Poi però , così all’improvviso, iniziò a dipingere con calma.
Pomeriggio dopo pomeriggio.
In silenzio.
Dopo circa un mese la Signora curiosa si avvicinò al quadro per capire come stessero evolvendo i lavori.
E lo vide già concluso.
“Ma e’ bellissimo, e’ così reale. Complimenti mio caro, le devo fare i miei più sentiti ringraziamenti. Tanta e’ la perfezione che sembra più una foto che un dipinto, davvero complimenti. ”
“No Signora, non e’ finito.”
“Come no? Ha dipinto tutto, in ogni minimo dettaglio, ed e’ meraviglioso quello che oggi già vedo.
Era ed E’ quello che voglio. Rappresenta al meglio e fedelmente il mio giardino.”
“Le ho detto signora che non e’ concluso!”
E con un tono severo prese il quadro e se andò per tornare il giorno dopo.
La Signora non capiva.
Il Quadro era concluso. Era la giusta proiezione del suo giardino eppure il Pittore si rifiutava di definirlo finito.

Spesso non ci accontentiamo di quello che riusciamo ad avere nelle nostre mani.
Osare e’ sempre una cosa buona per chi cerca di superare i propri limiti ma e’ pur vero che bisogna riconoscerli e non peccare di presunzione andando oltre quella linea che e’ lecita.
Osare quando si può, quando e’ giusto, quando ne vale la pena.
Il giorno dopo il Pittore prese il suo sgabello e ricominciò a dipingere.
Fece così per ancora due settimane.
Poi incartò il quadro e lo consegnò alla signora.
Lei immediatamente lo aprì e ne rimase sconvolta.
L’elegante dipinto che aveva visto poco tempo prima era diventato una cozzaglia di colori sovrapposti per nulla fedeli alla vera natura.
Piante inventate, statue deformate e un disordine che non apparteneva per nulla alla villa della signora.
Arrabbiata si avvicinò e gli gridò addosso: “perché ha fatto questo? Perché ha rovinato il dipinto?!”
Lui, forte delle sue certezze “Signora questo e’ quello che vedo io”.
“Allora ci vede male perché non corrisponde per nulla a quello che c’è qui fuori.”
“Infatti, questo dipinto e’ quello che vedo io e come dovrebbe essere il suo giardino”
La signora indispettita lo cacciò assieme al suo quadro.
Nel chiudergli la porta lo salutò dicendo: “spesso ci sono persone che in un primo momento vedono quello che e’ davanti a loro e lo accettano di buon grado facendone persino risaltare le migliori qualità. Ma quando subentra la presunzione tutto si rovina. Imporre il proprio sguardo agli altri non e’ giusto ma soprattutto non e’ leale. Lei aveva un giardino avanti e quello doveva dipingere, con il rispetto e la fedeltà che le sono state richieste. Nella vita e’ giusto cambiare ed evolvere, ma solo se parliamo di noi stessi e non degli altri. Impari la lezione. A volte e’ più gradito accettare quello che si ha attorno che stravolgerlo solo per i propri gusti. Ad imporre il proprio Io, perdiamo gli altri. ”

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A poche ore da questo Concorso l’unica cosa onesta che mi viene da dire e’ “impegnatevi!”.
Io, da insegnante, il mio lavoro credo di averlo fatto.
Altro non posso fare.
L’impegno di un maestro e’ quello di creare nelle sue possibilita’ qualcosa che sia bello, tecnico, originale.
Insegnarvela nel modo migliore, accettando i pregi e i difetti di ogni singolo allievo, senza creare illusioni o false speranze, senza demotivare inutilmente o creare disarmonia nel suo gruppo studentesco.
Ecco, dopo circa un mese di prove oggi si conclude il mio impegno.
Non so se ci sono riuscito, ma l’impegno personale credo che non sia discutibile.
Ora tocca a voi.
Sul palco, su quel palco che vi ha visto piangere di rabbia, ci andrete con le vostre motivazioni e le vostre emozioni. Con il vostro corpo, le vostre ansie (se ci sono), le vostre mani e gambe.
C’è chi danza per Passione augurandosi di diventare una ballerina e oggi se la giochera’ per farsi almeno notare dalla Giuria, in positivo ovviamente.

C’è chi balla per piacere e oggi eseguira’ la coreografia per lo meno per fare bella figura e per non far perdere punteggio alle compagne.
C’è forse chi balla solo per se stessa, come valvola di sfogo, e oggi deve essere così altruista da sembrare la prima ballerina per aiutare chi nella Vita ha scelto questo percorso.
Sapete benissimo come la penso io e come vedo la Danza, ma ho accettato in qualche modo anchi chi non la pensa come me.
Ma stasera un favore ve lo chiedo io.
Anche se e’ difficile per tante di voi, timide e introverse, su quel palco sentitevi “ballerini”.
Ballerini significa tante cose per me.
Bravi e precisi nella coreografia e nella tecnica, spingendo le proprie doti.
Espressivi e capaci di emozionare chi vi sta davanti, senza mai dimenticare che la Danza e’ un mezzo di comunicazione e non una disciplina sportiva vuota. Bisogna parlare mentre si danza.
Ma soprattutto sentitevi padroni di quel palco, pronte a sfidare a testa alta, braccia decise e petto in fuori le altre scuole e la Giuria.
Si va per vincere in un Concorso.
A nessuno piace perdere, questo e’ poco ma sicuro.
Quindi stasera ognuno con le proprie motivazioni deve spingere al massimo le proprie possibilita’ almeno per ricevere un forte applauso e poi Dio vedra’ e provvedera’.
A chi da “grande” sogna di fare la “Ballerina” non perda l’occasione di mostrare quello che sa fare e vuole dire con il corpo. E’ da queste esperienze che escono i futuri talenti e le vere occasioni importanti.
Impegnatevi piu’ di come avete gia’ fatto o di come avreste potuto fare.
Danzate e non eseguite.
Parlate e non rimanete muti.
Siate ballerini e non allievi.
Io da giu’ faro’ il tifo per voi in modo incondizionato.
Fate onore a voi stesse, ai vostri gruppi, alle vostre famiglie, alla vostra Scuola di Danza, al vostro insegnante.
Dita incrociate e in bocca al lupo allieve.
Che Tersicore ci protegga anche questa volta.

Senza mai dimenticare che senza PASSIONE NULLA SIGNIFICA.
E non e’ solo uan frase, credetemi.

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