Archivio per marzo, 2009

 
 
…oggi è stata una giornata dalle poke parole… sono stato sempre in silenzio…
… non avevo voglia di parlare… (sarà stata l’abitudine dei giorni scorsi, visto ke avevo le tonsille gonfie e dovevo per forza stare zitto?)
… mi facevano le domande e rispondevo, altrimenti zitto…
… eppure per un momento ho dimenticato tutto ciò ke mi sta capitando e ho sorriso: ero a lavoro, a Magliano, tutti i piccoli contenti ke dopo una settimana si rifaceva danza e mi rivedevano… mi kiedevano "Mino come stai???"… "Maestro stai meglio???"…. "Mino stai bene???"… e già ma sorridevo"maestro, come è andato il provino????"…"si, dai raccontaci tutto"….  ma vedili, così premurosi…. e poi eccola lì… si avvicina Chiaretta e mi dice "lo sai Mino, io tifo per te!"…"pure io"…"pureio!" e tutti ad aggiungersi…. ho sorriso… un bel sorriso pieno di gioia…. ke non mi vedevo da un pokino… sorridevo perkè vedevo queste creature così innocenti ke mi guaradvano con quegli okki sgranati… quasi pieni di non sò cosa…entusiasmo…ammirazione… bene… mi hanno fatto stare bene…  
 
 
… e vabbè…. vado a nanna con qst dolcissima immagine… 

….questi bambini, i miei bambini, e i loro okki…

 
 

notte by Mino il ballerino "e i suoi bambini"
 
 
 
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sette giorni

Pubblicato: marzo 29, 2009 in Di Tutto e di Più
 
 
…sette giorni…
… troppi….
…pesanti…
… ke non passano…
… non lo so, oggi avevo la mente completamente ferma…
… gli okki fissavano la TV ma non la guardavano….
… sette giorni…
…già troppi?….
… poi qst canzone ke dice "non impari mai"… ha ragione…
… domani inizia una nuova settimana…
… prefiggersi degli obbiettivi per distrarsi?… speriamo…
… nel frattempo sono qui ad aspettare me stesso…
… a capire come posso rialzarmi…
… a inventarmi una meta…
… altri sette giorni…
… ed io…
 
 
 

by mino il ballerino "e il suo tempo"

 
 

Il Granchio e la Conchiglia

Pubblicato: marzo 29, 2009 in Di Tutto e di Più
 

Il Granchio e la Conchiglia

 

Possiamo crescere insieme…

Possiamo condividere ricordi e sentimenti…

Possiamo aggrapparci al nostro passato…

Ma prima o poi dobbiamo volare  da soli… dobbiamo fare affidamento solo alle nostre umili ali e spiccare verso il nostro viaggio di iniziazione… dobbiamo gettare quel bellissimo vestito che da bambina  mettevamo ogni giorno perkè ora non sei più una bambina… dobbiamo smettere di guardare dietro solo perkè avanti è buio…. cerca, ci sarà una candela che illuminerà anche il tuo cammino…

E  forse la conchiglia era troppo presa dalla sua paura per non vedere questa candela…

C’era una volta un piccolo granchio e una bellissima conchiglia… entrambe erano nate lo stesso giorno… entrambe vivevano nello stesso mare… entrambe condividevano la stessa tana… divennero pian piano amici.. erano molto uniti… c’era confidenza… complicità… leatà… ki li guardava li confondeva quasi per sorella e fratello tanto forte era il loro legame… la conchiglia divenne persino il riparo del granchio, la sua casa… poi passarono gli anni… anche loro cambiarono… si accesero altri impulsi… altri desideri.. altri sogni… i due si guardavano negli occhi… ma non vedevano più l’amico di sempre ma qualcosa di più… si guardavano ore ed ore.. in silenzio perché a volte le parole sono inutili e potrebbero distruggere l’armonioa del momento… in questo silenzio le loro labbra si avvicinarono… e da quel bacio l’amicizia lasciò spazio all’amore… un amore sincero.. puro… quasi da rubare per quanto era innocente.. il granchio e la conchiglia erano innamorati… felici… sorridevano… si amavano… l’innamorata guardava continuamente la sua amata e le diceva :“io ti amo… posso amare solo te… sei il mio passato…sei il mio presente… sei il mio futuro… io ti amo, sei l’unica che posso amare”..la conchiglia imbarazzata non sapeva mai come rispondere, era troppo fragile e ingenua… lei viveva l’amore come un bambino vive la sua infanzia: inconsapevolmente … senza farsi nessuna domanda.. senza preoccuparsi di nulla… lei viveva..le bastava questo…  sempre uniti… lei era la sua corazza, lui il suo cuore… Passarono innumerevoli giornate insieme… possiamo quasi dire ke vissero un’unica vita… tutte le esperienze ke questa vita ci obbliga ad affrontare loro riuscirono a condividerle… il granchio ammirava quotidianamente la sua bellissima conchiglia e ne era follemente innamorato… la conchiglia guardava il suo granchio e capiva ke non aveva più bisogno di nient’altro altro in questo mondo… 

Ma il tempo passa… un ramoscello pian piano diventa un albero…  se da fanciullo vedeva un filo d’erba come una potenta pianta, da grande lo poteva guardare in modo ben diverso…

Noi cresciamo… e nel nostro cammino ci guardiamo attorno… e in questa visione cambiano i nostri modi di pensare… di riflettere… a volte capovolgiamo il nostro essere… è la natura… non possiamo rimanere sempre bambini… i nostri occhi cambiano… perdono l’innocenza  per cercare di capire questo mondo… il tempo passa… siamo obbligati a cambiare…

Ma c’è qualcuno ke ha paura di cambiare e preferisce chiudere gli occhi per ricordare di avere con sé l’immagine di quel bambino ke ora non c’è più….

Il granchio non aveva paura… quando altra sabbia cadde nella clessidra e lui divenne adulto si accorse ke quel mare che abitava era enorme… che non esisteva solo la sua tana… provò per la prima volta il desiderio di viaggiare.. di curiosare… di guardare al di là del proprio orizzonte.. e disse alla sua conchiglia “amore, io voglio scoprire cosa c’è fuori…  ho provato il sentimento della curiosità… voglio vedere questo mondo, vuoi venire con me?” …. la conchiglia era troppo impaurita “ma perkè vuoi abbandonare questo nostro piccolo mondo, se sei davvero felice  non avrai bisogno di avere o scoprire altro…” …. Ma come si fa ad essere felici di ciò ke si ha, se non conosciamo ciò ke non abbiamo???? Chi ci permette di essere così sicuri della nostra felicità se non abbiamo il coraggio di provarne una diversa???  La conchiglia in questo sbagliava… il granchio lo sapeva e partì ad ogni modo… viaggiò moltissimo… vide cose sconosciute ai suoi okki e alla sua mente… imparò molte cose… e per la prima volta fu conosciuto come il singolo granchio e non come il compagno della conchiglia… per la prima volta conobbe la sua personalità…la sua individualità…

La conchiglia aspettò… a lei bastava il suo amore.. il resto non serviva…

Dopo vari mesi finalmente il granchio tornò… la conchiglia gli corse incontrò… si abbracciarono e subito lei capì qualcosa… lui era cambiato… era cresciuto.. maturato..era diverso… appena provò a porsi su di lui come aveva sempre fatto ,capì ke quel granchio non era più il suo… allora disse “amore ma cosa è successo??? Non riesco più a essere la tua difesa, perkè???” .. il granchio divenne rosso… la conchiglia preoccupata “amore? Perkè sei così diverso???… che cosa è successo???”… il granchio le si allontanò e disse “ho viaggiato… ho visto cosa c’è fuori…  ho visto il mondo… ho fatto molte esperienze da solo… sono maturato… ora sono un altro granchio… sono diverso…”… la conchiglia per l’ennesima volta chiuse gli okki per non capire… il granchio continuò “io riparto… amore.. io ti amo… ma il tempo passa… e come ogni cosa in questo mondo anche noi cambiamo se abbiamo la curiosità e la voglia di scoprire noi stessi… apri gli okki… e guarda…” dicendo questo si allontanò… la conchiglia non aprì gli okki e si aggrappò a quel “ti amo”… ke forse non era altro ke un ricordo di un sentimento…

Il granchio tornò più volte dalla conchiglia ma ogni volta era un granchio diverso…

La conchiglia ogni volta chiudeva gli occhi… voleva avere solo l’immagine di quel granchio ke l’amo e amò…

Solo dopo tanto tempo… aprì gli occhi e si guardò in una bolla: anche lei era cambiata…  non  si riconosceva più… ora era una conchiglia… sola… delusa…  ma soprattutto consapevole di aver avuto un passato… ma ke per paura ,aveva rinunciato al suo presente… e non pensava più a un futuro…  capì ke era giunto anche per lei il momento di cambiare, di aprire gli okki, di curiosare in quel mare ke le metteva tanta paura…

 

by mino il ballerino

…stupida…

Pubblicato: marzo 28, 2009 in Di Tutto e di Più
 
 
 
 
 
… che stupida che sei, tu non impari mai…
…il tuo equilibrio è un posto ke tu passi e vai avanti…
…e da stupida che sei fai pure finta di niente…
 
By Mino il ballerino "io ke non imparo mai…"

Un’estate e un girasole

Pubblicato: marzo 28, 2009 in Di Tutto e di Più

Un’Estate e un girasole

 

Come può la cosa più bella della nostra vita riuscire a distruggerci?

Tu ricordati di questa storia ke sto per raccontare e forse capirai…

Estate…  fa caldo… il cielo è vuoto… niente nuvole… solo un grande e caldo sole…

Era appena trascorso un inverno gelido… così freddo che nessun frutto, nessun fiore, nessun seme aveva il coraggio a prendere vita… tutta la natura aspettava con ansia la primavera ma anche questa aveva deluso perché aveva portato con sé solo pioggia e nebbia… quasi a sdramatizzare una farfalla disse alla margherita “ho sentito dire ke non esistono più le mezze stagioni…”… e la margherita ridendo le rispose “mi sa ke non ci sono più stagioni… solo questo freddo, solitario e grigio inverno”… passarono i mesi… la pazienza era finita… la speranza non era nemmeno nata fino a quando un raggio di sole riuscì a strappare le nuvole diffondendo la sua luce  e il suo calore… la natura si destò… tutti si rallegrarono… le nuvole finalmente avevano perso… il sole vincitore si era riappropriato del suo regno, il cielo, e si manifestava con tutta la sua magnificenza… gli animali uscirono dai letarghi … i primi semi iniziarono a fiorire… tutti i campi e i boschi iniziarono a ripopolarsi… era arrivata l’estate… la stagione del calore, del sorriso, dell’allegria, dell’energia, dell’entusiasmo… l’estate, la stagione ke riscalda ciò ke era morto… ke abbraccia ki era kiuso nella propria tana…  ke bacia ki  ha sempre sentito freddo… tutti furono felici… e ringraziavano con tutto l’affetto ke avevano nel cuore il Sole, unico loro amico…  l’unico ke era riuscito a riscaldare questa terra fredda e desolata…  tutti lo chiamavano…  tutti lo acclamavano… tutti lo amavano… eppure in tanta felicità c’era qualcuno ke rimaneva zitto… impaurito e soprattutto molto arrabbiato… era il solo girasole ke era nato in quel prato… mentre la natura era impegnata nell’interminabile festa dell’estate, lui eseguiva il suo lavoro… e  rimaneva in un silenzio quasi gelido… in pieno dissacordo con  tutto quell’entusiasmo ke lo circondava…

La farfalla si avvicinò e gli kiese “Girasole, ma perkè non festeggi? Perkè non ridi insieme a noi?”… gli si avvicinò anche la margherita “devi gioire perkè dopo tanta solitudine è arrivato finalmente il sole… è lui ke ci ha ridato la vita!”… ed entrambe scoppiarono in una rumorosa risata… il girasole si girò verso di loro e con aria malinconica rispose “a volte, più ci avviciniamo alle cose belle e più ci bruciamo…. Bruciamo i nostri occhi ke non comprendono cosa pian piano accade attorno a noi… bruciamo la nostra mente ke non riesce a guardare le conseguenze del nostro agire … bruciamo il nostro udito ke forse ci avverte di qualke pericolo prossimo… bruciamo le nostre mani e i nostri piedi cosicché diveniamo solo esseri immobili e senza facoltà di scegliere… ora il sole riscalda i nostri cuori… le nostre giornate… le nostre vite… ma se poi si stancasse? Se a un certo capisse ke non siamo noi il suo amore? Potrebbe andare via… ci lascerebbe portandosi via il suo calore… farebbe tornare le nuvole… le piogge … il cielo grigio… il freddo gelido e noi moriremmo in un solo giorno… E se invece ci amasse troppo si avvicinerebbe sempre più a noi… non ci lascerebbe mai… farebbe prosciugare tutti i fiumi… tutti i mari… farebbe seccare tutte le piante… farebbe perire di sete tutti gli essere viventi… non ci permetterebbe di avere più la notte e così nemmeno il riposo… moriremmo in modo lento,  doloroso… e forse inconsapevole.. e poi potrebbe comportarsi come fa con me… io lo amo… io lo inseguo… ogni giorno cerco un suo sguardo… vivo solo grazie e per lui… il nome ke ho porta la sua effige… lui è la linfa della mia vita… eppure io per lui non sono nulla… non mi kiede come sto… cosa io faccia… o per lo meno ki io sia… e quando, dopo i miei giorni di vita, morirò, non verserà nemmeno una lacrima per me perkè in fin dei conti io ero per lui un ammasso di petali…”

la farfalla e la margherita rimasero colpite da quelle parole e per la disperazione corsero via, senza dire nulla…   il Girasole rimase lì, fermo e attese … attese la reale faccia di quell’estate….

Ora la storia la puoi concludere come vuoi tu….

Puoi pensare ke il Sole rimase consapevole del suo potere e riuscì a donare la sua luce e il suo calore nel modo e nel tempo giusto….

Puoi pensare invece ke il Sole egoista si stancò di quei campi e di quei boschi e si allontanò, lasciando tutta la natura in un nuovo inverno…

Puoi pensare ke il Sole amò troppo quella natura tanto da soffocarla nel suo abbraccio….

Puoi pensare ke il Sole si innamorò invece di quel Girasole… e ke lo trattò come l’unico fiore di questo mondo…

La storia la puoi concludere come vuoi tu… a me bastava pensare a questo… ke anke la cosa più bella di questo mondo in fin dei conti può diventare la più crudele…  ke anke il “sole” più splendente ci può ributtare nell’ombra più oscura…  Dobbiamo vivere la nostra “estate” sempre in modo vigile e attento… lasciandoci andare al nostro istinto al momento giusto… non spegnendo l’entusiasmo  ma ricordandoci sempre dell’ “inverno” appena passato… di quel freddo ke abbia dovuto subire… del  “sole” ke è tramontato prima di questo…

By Mino il Ballerino

era solo un fiocco di neve

Pubblicato: marzo 27, 2009 in Di Tutto e di Più

 


A volte siamo noi stessi che cerchiamo di trovare il possibile nell’impossibile .
Anche quando tutto un mondo ci consiglia di fermarci, che ci stiamo inoltrando nella via sbagliata, che ci stiamo facendo del male, noi imperterriti continuiamo con la nostra scelta, che ovviamente si rivelerà sbagliata.

In una notte d’inverno scoppiò una bufera di neve ; su quella alta montagna era una cosa normale: tutte le piante e gli animali che ci vivevano erano pronti. Persino gli uomini, pigri e accomodanti, avevano imparato a convivere con quelle tempeste. Nevicava, Tantissimo. Quel mondo sembrava coperto interamente dalla neve e dal freddo: in questo frastuono un singolo fiocco di neve si appoggiò sulle foglie di una stella di montagna. Sbigottita la stella disse “perchè ti sei fermata? Perchè non partecipi alla bufera?”
Il fiocco di neve rispose “perchè sono stanco, ma se ti do fastidio ti prego di dirmelo e andrò via”.
La stella rispose “no, no, non ti preoccupare. Puoi rimanere qui su di me…”.
Passò la nottata e arrivò il giorno anche se questo non sembrava perchè il sole era coperto dalle nuvole e il freddo sembrava quello della notte appena trascorsa.
La stella si svegliò e notò che aveva ancora addosso il fiocco di neve sulla sua foglia; lo guardò, sembrava un bambino innocente, così piccolo. Anche il fiocco si svegliò, si vide attorno e disse “oh no, la bufera è finita ed io sono rimasto qui da solo… la mia famiglia sarà già andata via… oh no… sono solo…come farò ”e si mise a piangere.
La stella, mossa dalla sua bontà immatura, gli disse: “non sei solo… ora sei qui con noi… con me… aspetteremo la prossima tempesta e ritroverai i tuoi familiari e i tuoi amici ”… il fiocco di neve emozionato smise di piangere e ringraziò la stella.
Passarano i giorni e i due divennero grandi amici… inseparabili … chiacchieravano ore ed ore… si erano talmente legati che tutte le altre piante dicevano “ma guarda che strana coppia.. come già si vogliono bene”.
Nonostante ciò una notte si avvicinò alla stella un albero di pino e gli disse a bassa voce “piccolo, non ti legare troppo a questo fiocco. A volte le cose più belle svaniscono quando meno ce lo aspettiamo. Ascolta un vecchio albero come me, questo fiocco fra poco non ci sarà più e ti lascerà un vuoto così grande che non riuscirai più a colmare, fermati finchè puoi”.
Ma la stella non capì e disse “il mio amico non andrà via, mi vuole così tanto bene che ha deciso di rimanere qui ancora per molto. Anke se arriverà un’altra bufera mi ha detto che rimarrà qui con noi, con me; è mio amico e lui non mi tradirà!”
Il pino sorrise, diede una carezza alla stella e si allontanò. Alla fine, pensò, che non bisogna rubare il sorriso dell’innocenza… mai… ma il saggio pino sapeva di aver ragione.
La stella e il fiocco continuarono la loro amicizia, ridevano, giocavano, scherzavano. A un certo punto così all’improvviso il fiocco disse “stella, io non ti tradirò mai… sei mio amico… sto benissimo qui…e voglio stare con te ancora per molto… è la prima volta che trovo un amico meraviglioso come te e non ti lascerò” …e la stella rispose “lo so, ed io mi fido di te…”
Ma le tragedie avvengono proprio quando siamo presi interamente dalla nostra felicità. La Sfortuna coglie sempre il Sorriso più grande, raramente l’Occhio triste.
E fu così che dopo una nottata, all’alba, dopo vari giorni uscì il sole. Un caldo sole.
La stella si svegliò e vide che sulla sua foglia non c’era più il suo amico fiocco di neve.
“Fiocco dove sei????” gridava e non lo trovò “Fiocco mi avevi promesso che non mi avresti mai tradito e invece ora mi hai abbandonato. Ti odio! Dovunque tu sia… io ti odio!” e la stella scoppiò in un pianto pieno di angoscia e delusione.
Sentendo il lamento dello sfortunato gli si avvicinò il pino e gli disse “il tuo amico non ti ha tradito, ma come ti avevo preannunciato prima o poi non ci sarebbe più stato. Perchè lui è solo un fiocco di neve, se avesse potuto sarebbe rimasto qui con te… “
La stella gli rispose “pino non sto capendo….dove è il mio amico? Perchè mi ha lasciato?”
Il pino sapeva benissimo che non poteva dire la verità, che quel piccolo fiocco di neve era morto già con il primo raggio di sole, non poteva dirlo…allora decise che era più giusta un’illusione che la cruda e cattiva realtà … “bambino… non ti chiedere il perchè di questa sofferenza, la vita è fatta anche di questa, di Gente che arriva, lascia la sua traccia e poi va via, anche quando non è lei a decidere. Ora tu vai sulla tua strada. Forse un giorno quel fiocco potrà tornare… ora doveva andare via… lui era solo un fiocco di neve, senza colpe .“

Mino bianco

 

by Mino il Ballerino

… sospiro…

Pubblicato: marzo 27, 2009 in Di Tutto e di Più
 
..e in qst due giorni di "solitudine forzata" a causa della mia alta febbre (mai avuta così… molti mi hanno detto "non è ke una cosa psicofisica legata al provino???…" ma no no…) ho avuto modo di pensare tantissimo… forse anke troppo… e la mia mente viaggiava e viaggiava… si poneva molte domande senza trovare risposte…dubbi venivano a galla… paure si sono fatte avanti…
mannaggia, quando si dice "sai, non sto vivendo un bel periodo…"
… fino a qualke giorno fa era tutto diverso, poi…BUM! il mondo, il mio mondo, si è capovolto senza capire qualcosa…  e sinceramente non ero pronto a tutti qst cambiamenti… cerco di guardare il passato…cerco di trovare gli errori commessi… cerco di capire cosa veramente volevo e voglio… cerco di capire se era Destino… cerco di capire… e non capisco….
Per ora, l’unica cosa ke posso fare è stare qui seduto… in silenzio…fermo… cercando di capire tutto quello ke mi è successo… 
 
 
by Mino il Ballerino "zitto con se stesso"
   

… by redazione endemol…

Pubblicato: marzo 26, 2009 in Di Tutto e di Più
 
 
Bravo Mino così ci piaci!
Ricordati che Einstein è stato bocciato a scuola,
Baci dalla redazione di Academy
 
…bravo Cosimo ) sono contenta che l’esperienza sia stata positiva. se sei arrivato fin qui significa che hai già raggiunto una bella maturità tecnica ed espressiva quindi concediti quest’anno ancora per prepararti e migliorare ulteriormente
a questa e a mille altre esperienze di vita bellissime
silvia

 

Qst sono le l’email ke i ragazzi della redazione mi hanno mandato oggi per salutarmi…. un bel gesto…lo ricorderò..e qst frase diverrà il mio motto!!!

 

 

 

 

Ki ha detto ke vince solo ki è più forte? Leggi questa favola e forse cambierai idea….

C’era una volta un popolo di formike…  le formike sono laboriose … hanno  un senso di gruppo incredibile… e sono furbe: capiscono come ci si deve adattare ad ogni eventuale situazione….  Questo popolo migrò dalle  terre fredde cercando un nuovo regno dove fondare la loro città… nel loro viaggio videro molti luogi fantastici e meravigliosi ma nessuno così fertile per loro… un giorno arrivarono sotto un albero di pesco… enorme… pieno di fiori… bellissimo… vicino ad un fiume ke li poteva dissetare …in una terra dove splendeva sempre il sole … allora il re delle formike disse alla sua gente“sarà questo il luogo del nostro nuovo regno!!” iniziarono subito i lavori per costruire la città… tutti si misero all’opera.. dalla più piccola alla più anziana…  insieme per fondare qualcosa ke apparteneva a tutti… quando  ormai la città era completamente costruita, arrivarono tre ragni.. i ragni sono insetti prepotenti…  loschi … e furbi ma in questo caso nell’accezione negativa: basti pensare alle loro ragnatele, invisibili,  uccidono i più deboli… i tre ragni gridarono contro le formike “ke fate qui??? Ki siete? Abbandonate la nostra terra…” le formike risposero “ma perkè ?possiamo convivere felicemente.. noi sotto l’albero…e voi sopra… ognuno con il suo regno…”

i ragni non lo accettarono… scesero dall’albero di pesco… distrussero la città delle formike… ne uccisero parekkie… così deboli e piccole non potevano fronteggiare i ragni… questi erano più forti… e il debole davanti alla battaglia persa deve solo fuggire… I crudeli ragni non si fermarono  e iniziarono a gridare“Ora andate via! Altrimenti il vostro Fato sarà sinistro… vedrete la fine della vostra stirpe! Fuggite… lasciate il nostro albero…”.. le formike disperate furono costrette ad abbandonare quella terra… e si misero in viaggio… il re delle formike cercò di confortare la sua gente dicendo “mio popolo, non sempre il forte vince… solo ki è tenace e ha l’intelligenza sopravvive… il forte canta vittoria solo una volta… poi alla seconda difficoltà cade come una foglia di autunno!”… e queste furono parole provvidenziali… infatti laddove splendeva sempre il sole … scesero le nuvole e la pioggia..un fulmine colpì l’albero di pesco e lo incendiò… e i ragni  perirono  fra quelle fiamme… il fiume straripò allagando tutta la terra circostante… dove c’era anke al città delle formike…

quando ormai le formike si erano abbastanza allontanate,  videro quel fuoco e capirono ke non sempre da un fallimento si esce perdenti… se avessero risposto alla violenza dei ragni con altrettanta guerra sarebbero rimaste lì… e sarebbero state vittime di quell’incendio… o della pioggia o del fiume….invece loro.. intelligenti e pronte al futuro, hanno abbandonato quel fallimento per cercare fortuna altrove… e la loro tenacia e la loro saggezza è stata premiata contro la prepotenza dei ragni….

Non sempre vince il più forte…  anke il perdente può vincere…

Mino Bianco    

 

… e ora ke sono docciato… rilassato… e ho la mente lucida posso raccontarvi la mia "AVVENTURA ROMANA"…
… ieri notte..erano le 00;00 mio padre come un orologio svizzero dice "PARTIAMO!!!"
…un viaggio interminabile… io ke kiudevo gli okki cercando di addormentarmi… e la mia mente volava..e nemmeno sul provino…ma su altri, come dire, problemi ???? fatto stà… ke arriva l’alba…e arriviamo a Roma!!!! meravigliosa come sempre…
…ma la domanda della mattinata è "Dove caxxx è stò Teatro Cassia?????" … dopo un’ora… lo troviamo… nascosto in un palazzo…condominio..
Sotto le 7 e mezza, mi giro verso i miei e in modo brusco e violento dico "ora… VIAAAAAA…. devo stare solo…per favore…." e a malincuore lasciano il loro figlioletto lì, da solo, con quell’"in bocca al lupo" di mia madre tenerissimo…
Entro… ovviamente faccio subito conoscenza…. a un certo punto tutti sapevano ke ero Mino Bianco…Arrivano quelli delal redazione (ke diventeranno i miei migliori amici)… si kiakkiera… "tu ke porti?" "dove hai studiato?" "dove lavori??" "ki è il tuo insegnante???"… da queste poke battute capisco ke ho a ke fare con gente ke di provini ne ha fatti un casino… ke già lavorano come ballerini… e con nomi importanti… ed io????????? mi sento un pò come un pesce fuor d’acqua….
… "ragazzi potete cambiarvi… allora i primi due a sfidarvi saranno Cosimo e Riccardo!"…. COSA!!!!!!!!!!!!!!! Cosimo per primo!!!! IO???? SFIDA KE??????????? e l’ansia cresce…
… Quando siamo tutti pronti… ci fanno vedere come ci dobbiamo "comportare" davanti alla telecamera, visto ke tutto ciò andrà in trasmissione dal 13 Aprile (quindi alla fine i miei 5 minuti di celebrità li ho presi)… e poi ci kiamano una alla volta per fare un piccolo "confessionale"…. è qui ke mi illudo!!! Me ne fanno girare 3… (mentre agli altri solo 1)… "Cosimo parla… bravo… si perfetto così… come ripeti anke questa cosa in telecamera…" … tutti mi sorridono… tutti mi parlano come se fossi uno di loro… Cosimo di qua…Cosimo di là… ed io mi illudo perkè mi dico "anvedi quanta importanza mi stanno dando"…
poi "ragazzi facciamo il promo con Lucilla (la conduttrice)",,,, ovviamente ci scambio due tre battute… e poi via…e indovinate ki intervistano??? ME! "Ki è Cosimo??? vieni vieni…" e parliamo… ed io mi illudo ancora di più…..
In tutto ciò ho fatto amicizia con tutti… ke spasso… tutti simpatici.. tutti ke mi illudono… ke bello… 😦 😦 😦
POi tocca la sfida … vado sul palco tranquillo…  sincero??? pensavo di vincere… qnd ho visto l’altro ragazzo (bravissimo…) non sò perkè mi sn tranquillizato…. è qui ke ci casca l’asino!!!! Perkè entro subito nel pallone e dimentico la prima parte della coreografia… improvviso… poi recupero… Lucilla kiede agli insegnanti "Bhe Cosimo???" Paganini: "Ho visto ke hai una bellissima apertura…." Frassini "Ma hai studiato anke moderno???? molto bella la tua esibizione…mi sei piaciuto"… L’insegnante di Hip Hip (e il nome nn me lo ricordo) "BElla esibizione… bella energia… devi pulire i movimenti, a volte non si capivano i singoli movimenti" (aveva ragione)….
Poi tocca la prova di improvvisazione e ke ci mettono????? "Ballo" di Raffaella Carrà!!!!!!!!!!!!!! E come si balla sta cosa??????? Prima cerco di ballarla seriamente.. poi dico "mah!…. ci gioco sopra…."…. forse è stato il mio errore…
Finiamo…. Lucilla "adesso il momento più brutto… il giudizio della Commissione":
Frassini "Cosimo… mi è piaciuto di più!"
Hip Hop Teacher "Riccardo"
Paganini "ehm… me ne posso già andare???? non lo so…. Riccardo!"
Lucilla "ok, Cosimo mi dispiace ma devi lasciare il teatro di Academy…."
 
No comment….
 
Salgo su… Tutti mi abbracciano, sbigottiti per la scelta…. anke quelli della redazione… anke loro mi dicono "Cosimo, ci dispiace, ma davvero… vedrai ke tu ce la farai… non dare troppa importanza a questo no… vai avanti…. "…. e ovviamente mi fanno fare un altro confessionale "Cosimo sei d’accordo con il giudizio?" "Assolutamente no!" …. … bla bla bla…. "ci sei rimasto molto male?" io dico " Guardate personalmente no, perkè me lo aspettavo… non mi sono mai illuso… ma… mi dispiace per la mia famiglia e per tutti i miei amici perkè loro davvero ci credevano… e li ho delusi… " poi come al mio solito sdramatizzo "Ma dai…. ottimismo… il mondo è grande… ci sono tanti teatri, ci sarà pure un posto per me, no?"….
Esco… ancora abbracci… ancora "ci dispiace…"
 
Mamma e papà mi raggiungono e viaaa…. ce ne andiamo subito…. quanti messaggi ho ricevuto di conforto???? E tutti ke mi dicevate "è solo l’inizio di qualcos altro…"…. dopo un lungo e disperato viaggio… arrivo a casa… vedo sulla mia Mimì un foglietto con su la mia immagine e la scritta:
 
"Hai volato, ma forse non troppo in alto….e poi non è semplice spiccare il volo
a primo colpo….
tu danza e fai provini che noi le tenismo sempre le dita incrociate per te!
Un "no" è solo l’inizio…
 
il tuo fan club
 
Mi sono commosso lo ammetto…. perkè sono stati tutti i miei amici a darmi la carica di superare qst delusione e a trovare qst carica per provare provare e provare…. non mi fermo…. voglio andare avanti… voglio mettermi in gioco… il fatto ke sia arrivato tra i primi 120 di Tutta Italia è già un buon inizio… oggi ho imparato molto… e lo metterò subito all’opera…. non mi voglio fermare…. lo voglio inseguire stò sogno… e lo voglio pigliare e tenermelo stretto…. lo sò, avrò altri "no" ma io no noglio mollare… ho la voglia di farcela… per me… per la mia famiglia e per tutte le persone ke mi vogliono bene… ce la farò anke solo per loro…. giuro….

Notte By Mino il Ballerino "grazie a voi"