Archivio per maggio, 2011

… manca poco…
Due Spettacoli in due settimane, 10 Giugno e 17 Giugno.
L’ansia cresce assieme alla voglia di dimostrare la crescita personale sia da danzatore che come coreografo.
Ma ahimè cresce anche la paura per qst gamba che ogni tanto cede, ma ora come ora non ci voglio pensare….
Due spettacoli . Nel primo sarò protagonista come ballerino. Mi ero ripromesso di smettere ma alla fine il palco mi chiama sempre. Sentire l’odore del Teatro, l’adrenalina prima che si apra il sipario, e l’orgoglio dell’applauso ricevuto… forse, ancora non ce la faccio a rifiutare tutto ciò…
E poi il 17 Giugno, lo Spettacolo della mia scuola…
Ormai sta diventando un evento vero e proprio.. dopo la lunga e incessante pubblicità che sto facendo.. le tante persone che vogliono vederlo… oramai anche le famiglie sono in ansia… per esempio ieri abbiamo fatto la riunione con i genitori, come sempre tutti presenti (ammazza!!!) e li vedevo tutti lì, attenti a quel che si diceva, domandando, consigliando… “io cerco il nastro”,,., “io il tulle…” ecc… era molto rincuorante vedere tutto ciò… ma ammetto anche stressante …
E poi gli allievi di Nardò, che hanno sicuramente cambiato atteggiamento e si impegnano come non hanno fatto mai, forse perchè ci stiamo avvicinando al giorno in cui ci saluteremo….
Infine l’orgoglio di poter creare una coreografia per una professionista… per una maestra… un onore che a 25 anni ho potuto avere….
Insomma… la danza invade la mia vita come fa l’aria nei miei polmoni…
E cosa più bella non poteva accadere proprio a me…
Lei sempre pronta ad abbracciarmi come una mamma ke lo fa con il suo bambino dopo un incubo…
Lei ke mi rimprovera come una maestra severa…
Lei ke mi accarezza come ki solo ama sa fare…
Lei ke è tutta la mia vita…
Come una mia allieva ha detto in un video “io non riesco a staccare la danza da me, è talmente mia, ke non riesco a pensarmi senza di lei”,,, ed è vero… entra così tanto dentro nella tua anima al punto di coincidere con essa… e se una mia allieva è riuscita a dire lo stesso concetto mio di Danza, allora, forse, qualcosa di buono l’ho insegnato…
E poi loro i miei ragazzi.
Rimproverati sempre, criticati, esausti dalle mille prove e dall’ansia… eppure sono li, a ballare sempre e comunque, chi con una passione spropositata e ki forse un pò meno, come il gioco pretende… ma ci sono con i loro cuori, le loro storie, le loro lacrime, i loro sacrifici… e come non mai quest anno sono completamente soddisfatto del lavoro fatto e dell’incredibile affetto e complicità ke è nata 🙂 sono il mio orgoglio ma per ora non glielo dico… poi dopo… ihihi..

E allora torniamo ancora a lavoro…
C’è ancora tanto da fare, dimostrare, …
Incrociamo le dita e via…. il palco ci aspetta…

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Se insisti e credi nei tuoi sogni, qst prima o poi diventano realtà.
E il mio si sta avverando.
Ieri finalmente avevo in mano quel cd con tutta l’Operetta registrata.
Chiudevo gli occhi, ascoltavo il racconto e le sue musiche.
Ammiravo quelle casse dalle quali uscivano qst magici suoni come se fossi un papà che vede suo figlio per la prima volta.
Per noi artisti, se tale mi posso reputare, vedere le proprie idee che diventano opere tangibili è una sensazione meravigliosa, appagante, emozionante.
Un pensiero, un’idea astratta che diventa concreta.
Questo racconto, o come la chiamo io Operetta, mi è molto a cuore perchè spiega tante cose di me, della mia vita e delle mie scelte. Era un’ emozione vissuta nella realtà, che nel tempo poi si è trasferita su un foglio di carta e li ì rimasta in segreto per tanto tempo e ora è diventata un puzzle di suoni, musiche e movimenti.
Ieri sorridevo e avevo gli occhi lucidi, oggi sono fiero e orgoglioso perchè se vuoi i tuoi sogni diventano realtà.
E mi bastava guardare il viso dei miei collaboratori, anche loro emozionati e coinvolti, per capire che nulla stavo sbagliando, che forse tutta qst mia fatica avrà un senso fra 30 giorni.

E ora aspettiamo e lavoriamo ancora di più affinchè la mia prima Operetta inedita lasci il segno nella mia vita e in quella del mio pubblico 😉
“Ciò che non sono stato io” 17 Giugno 2011, teatro Antoniano Lecce

In bocca al lupo Danza&Passione

La gente prova a deluderti continuamente. Ed io dall’alto del mio piedistallo dico pure inutilmente.
Ma la cosa essenziale è saper reagire a queste mancanze.
Bisogna partire da una bella dose di egoismo e di amor proprio, ancor più quando si è nel giusto.
Queste due doti, spesso salvano ki ha un animo un pò più sensibile, soprattutto quando la delusione può tuonare come un fulmine a ciel sereno.
Ma credo anche che la gente sensibile al giorno d’oggi, si sia abituata alla falsità, alle menzogne o semplicemente all’immaturità di persone che credono di essere sempre i “grandi puffo” della proprio minkia (scusatemi il francesismo), elogiando la propria dialettica, illusoria intelligenza o il loro esser “sopra le righe”.
Al paese mio innanzitutto si dice “parla comu mangi”…
Nella vita, per quel poco ke ho visto, due cose sono importanti: la semplicità e i fatti!
I giri di parole lasciamoli alla poesia.
I pensieri filosofici ai libri di letteratura.
Qua vogliamo i fatti, concreti, tangibili, certi.
Quelli che puoi vedere, sentire e toccare.
Quelli sui quali puoi riflettere seriamente!
Ma ahimè, anche qst non serve forse, perchè se Einsten diceva “tutto è relativo” a quanto pare per qualcuno anche la verità diventa una moneta da girare e rigirare a proprio piacimento.
Ma nelle tante fregature che mi sono arrivate in 25 anni, una cosa l’ho imparata ed è brutta assai: il menefreghismo.
Nessuno, e dico nessuno merita una persona che lo insegua.
Nessuno merita l’infinita comprensione dell’amico sensibile.
Nessuno merita il perdono ad ogni caduta.
Davanti a chi ti fa male, volontariamente e no, bisogna voltare le spalle e correre oltre.
Siamo 6 miliardi al mondo.
La solitudine la vive chi la cerca.
E se tutte le strade portano a Roma, facciamo così, io cambio meta, affinchè il mio cammino non si incroci mai col tuo.

Tò, gli ultimi 5 minuti che ti regalo.

Ognuno di noi ha un sogno nel cassetto.
Io, i miei, nel tempo ho dovuto cambiarli.
Ma nel cambiare cresceva l’ambizione e l’aspettativa.
E se da “piccolo” (… a 18 anni mi sentivo ancora piccolo quando ho messo il primo passo in quella sala di danza) sognavo di fare il ballerino, a 23 per “ovvi” motivi decisi ke il mio sogno era quello di insegnare Danza.
Da lì stage, accademia, corsi, video tutto per diventare un bravo maestro.
Fare il Maestro?
Vi siete chiesti mai se qst lavoro è facile o difficile?
Bhe, vi rispondo io. E’ pericoloso e mette un’ansia incredibile.
Nelle nostre mani noi abbiamo il corpo dei nostri allievi da modificare nel modo giusto.
Nelle nostre mani abbiamo una grande dose della loro educazione e disciplina.
Nelle nostre mani abbiamo i loro sogni, le loro speranze, i loro desideri.
Oltre a questo abbiamo il giudizio della gente addosso.
Piacerà la mia coreografia?
Gli allievi saranno pronti a esibirsi?
Il costume costerà poco così tutti lo potranno comprare?
Lo spettacolo è bello ed emozionante?
Insegno nel modo giusto?
Queste sono solo alcune delle domande che noi insegnanti ci poniamo, non dico sempre, ma di più!
Lo sconforto arriva spesso quando quello ke ti aspetti non arriva, cosi come la consolazione e la soddisfazione quando vedi i tuoi bambini cambiare e crescere con te, le tue ragazze emozionarsi davanti a un costume, una coreografia compiuta, oppure come ieri arrivare su un podio.
Si, perkè il posto in classifica a me poco importa, ma certo può essere una conferma alle speranze ke uno porta in cuore.
E quel secondo posto in un Concorso Internazionale di danza mi ha dato tanta fiducia e conforto.
Bisogna ballare per passione e per essere se stessi, non mi stancherò mai di dirlo, ma noi insegnanti, quanto tecnici dobbiamo dar conto anche ai numeri. E ieri era il momento giusto per capire se questi numeri potevano arrivare anche a me.
Sono un insegnante che si è costruito da solo, con tutti i suoi pregi nel dirlo e tutti i difetti del percorso vissuto. E’ come imparare a camminare senza che nessuno ti dia la spiegazione giusta per farlo. Tu vedi gli altri che si alzano su due gambe e si spostano un piede alla volta. tu li guardi e impari.
Io con la Danza ho fatto così. Dopo solo due anni di studio mi hanno lasciato a terra, o forse mi sono messo da solo per terra,e mi sono messo a guardare gli altri… e piano piano provavo a imparare…
Ieri quel bambino che ha imparato a camminare da solo, ha partecipato alla sua prima corsa.
Abbiamo ballato con tutto il cuore nella gola.
Ora lo posso dire.
Ero cacato sotto.
Era il mio primo concorso come ballerino e come insegnante.
L’ansia era talmente grande che ormai aveva invaso il mio corpo da giorni e ci convivevo.
Agli occhi degli altri e delle mie ragazze non potevo mostrarlo, perkè “tu sei il maestro e devi infondere serenità e tranquillità alle ragazze”, così mi è stato detto.
Si ma io dentro stavo crepando di paura!!!!
Ballerò bene?
Dimenticherò sequenze? (visto le 50 coreografie che ho in testa!!!)
Le ragazze sono davvero pronte al giudizio tecnico altrui?
E soprattutto piacerà la mia coreografia????
Mi mettevo in completa discussione davanti ai miei colleghi e al pubblico.
Potevo rischiare tanto, col senno di poi, l’ho capito.
Ma volevo mettermi alla prova, cavolo, sono anni ke ballo da solo, vediamo ke succede!
E poi la nostra esibizione, gasatissimi anche troppo, gli sguardi compiaciuti della giuria, un applauso timido, i dubbi che iniziano a salire e a moltiplicarsi.
Poi il momento del giudizio: “Il terzo posto dalla giuria non è stato classificato perchè non idoneo”
Ecco un posto in meno con questa frase atroce e pubblica.
Il cuore batte forte, fortissimo.
Mino stai rischiando grosso….
“Il Secondo posto va….. alla Hip hop School, coreografia Live your Dance di Mino Bianco”!
NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO ci siamooooooooooooooooooooooooooooo
Ce l’abbiamo fatta!!!!!!!!!!!!!!!!
La felicità mi ha violentato come uno schianto su un muro.
Soddisfazione, orgoglio, serenità.
Dopo anni di lavoro, di sacrifici, di critiche, di dubbi, la prima reale prova che forse non sto sbagliando!
Che forse questa è davvero la mia strada.
Che forse ora è giusto crederci ancor più.
Perchè questo mio sogno ha avuto un bell’ abbraccio caldo e affettuoso.
E oggi a qualche ora da quel podio mi guardo nello specchio felice e tranquillo e con tanta voglai di ballare e insegnare ancor più di prima.
Perchè come dico nello spettacolo ke ho scrtto per quest’anno :i sogni a volte cadono a terra allora bisogna raccoglierli, conservali e cercare altri sogni…..e crederci finchè ne abbiamo respiro…
Io nel mio sogno ci credo ancor di più! 😉

Credo che mettersi continuamente alla prova sia la cosa più giusta per chi vuole crescere e migliorare.
Certo, mettersi sotto i riflettori degli occhi altrui mette sempre ansia e preoccupazione.
Il Mondo non è buono, lo sappiamo tutti, e anche il diamante più luminoso per qualcuno sarà sempre imperfetto.
Ma l’umiltà e la voglia di andare avanti spingono ogni tanto a mettersi sotto giudizio, accettando a priori i complimenti e soprattutto le critiche.
E così, un mese fa ho deciso di voler partecipare insieme alle mie allieve più grandi a un vero Concorso di Danza.
Non le stupide gare della domenica dove già si sa chi deve vincere.
No quelle garette dove persino la giuria ti chiede “come si chiama questo stile?”
No quelle manifestazioni dove voci di corridoio ti dicono “tanto non vincerai mai se non paghi il brevetto”.
NO, questo è un Concorso, con tanto di giuria esterna, palco enorme, un vero service e soprattutto una concorrenza alta e forse anche spietata.
Ma come ballerino e come insegnante volevo mettermi alla prova dopo tanto tempo.
Chiudersi in una scuola, attorniato dalle famiglie e dagli amici, non fa crescere ne l’allievo ne il maestro, ed ecco la decisione(ansiosa) di iscriversi.
Li per li forse non capivo a cosa andavamo incontro. Poi ieri durante le prove sul palco, vedere la scaletta e le prime facce “nemiche” mi ha aperto gli occhi, anzi me li ha spalancati!
Ci mettiamo sotto il giudizio di tutti.
Ci mettiamo davanti ai sorrisi ironici degli avversari.
Ci mettiamo contro una giuria che non sappiamo cosa deciderà di noi.
Vedevo le mie ragazze ballare . Il timore e la paura di sbagliare. Mi immedesimavo in loro. Poi sono salito anche io:” ok ragazze riproviamo, possiamo pure accennare”… musica, iniziamo, ho ballato con loro… no, non ce la facevo ad accennare! Hi ballato, ho sudato, mi sono stancato. Avevo già degli occhi davanti a me, per me la sfida era già iniziata.
Ho ballato perchè a me piace ballare.
Una cosa che tento di insegnare è che non si deve mai danzare per essere i primi ma bisogna ballare per essere se stessi, per dimenticare in quei pochi minuti la nostra vita e toccare un livello superiore, dove ci sei solo tu, il movimento e la musica.
Ballare per passione, non per egocentrismo, perchè va di moda, per essere più belle. Ballare fino all’ultimo respiro, con la faccia piena di sudore, il fiatone nei polmoni e la gambe pronte a cedere.
Ballare come se volessi distruggere un muro.
Ballare gridando un casino senza aprire bocca.
Ed io mi aspetto questo dalle mie ragazze!
Si sono impegnate tantissimo.
Prove e riprove ogni santo giorno.
Le mie infinite critiche.
I miei continui “che schifo”.
Sono un insegnante poco digeribile, lo so ragazze, in tanti me lo hanno detto. Ma se sono così duro ricordatevi è solo per voi. Mai contro di voi, ma solo per voi. Perchè in passato con me sono stati buoni, fin troppo, e il “primo cattivo” che ho trovato sulla mia strada ci ha messo poco a strapparmi le ali dei miei sogni. E consapevole di questo mi sono ripromesso dal primo giorno che mi sono messo a insegnare che sarei stato severo e puntiglioso con i miei allievi, sia per prepararli tecnicamente alla danza, ma anche per creare una forte personalità pronta a sfidare chiunque e dovunque.
Ma ora come ora solo una cosa vi auguro: divertitevi 😉
Siete pronte, sapete ballare, la coreografia la conoscete nella perfezione.
Ora è l’anima che deve liberarsi e gridare.
Fatela gridare!!!!
Chi se ne frega della pulizia dei passi.
Chi se ne frega degli schieramenti.
Chi se ne frega degli stili, del cappello del centro del palco.
Gridate!
Quando sarete li sopra voglio e pretendo che vi divertiate, che siate voi stesse con tutti i vostri pregi e difetti. Ma soprattutto con tutta la passione che avete nel cuore e nella mente.
Quel palco deve tremare non per un primo posto da conquistare ma perchè ci sono dei leoni pronti a mordere.
Consapevole che portiamo sempre qualcosa di diverso dagli altri, anche troppo per essere capito nella sua vera essenza, voi state tranquille e ballate ballate e ballate!!! (l’ansia me la prendo tutta io che mi metto sotto giudizio non solo come ballerino ma soprattutto come coreografo…ihihih…)
La danza, dal classico all’hip hop, è solo una cosa: un dialogo con il pubblico. Chi parla lentamente e senza crederci veramente fa addormentare chi sta davanti, se qulcuno gli grida addosso, lo spettatore sarà sempre li con gli occhi aperti pronto a d ascoltare sempre più quello che voi state raccontando!
Divertitevi ragazze e fate gridare la vostra anima, perchè io sono onorato e felice di ballare insieme a voi!
Live your Dance. (L.Y.D Crew!)
In bocca al lupo my dancers 😉
Vi voglio bene
(Fate schifo! uahuahuahu ) ❤

Ora capisco perkè ti ho pensato tanto

Pubblicato: maggio 3, 2011 in In Love

Sono giorni che ti penso molto, anche troppo.
Proprio oggi la canzone ke era nella mia testa era “Nostalgia” di Elisa.
Non capivo perchè c’era sempre il tuo viso nei miei sogni, nei miei pensieri, nei miei discorsi.
Poi il tuo messaggio… il tuo compleanno… e tutto mi è stato chiaro.
Come ho fatto a dimenticarlo?
Il mio incoscio viaggiava da se… lui lo sapeva….
Poi le nostre due voci al telefono.
Il mio cuore.
Io so ke diceva.
E forse tu lo hai sentito.
Che dire?
Il destino nonostante il tempo non ci vuole separare, perchè lo facciamo noi?
E così torna la nostalgia del nostro amore….

Anna era stanca, lo sapeva, ma non sapeva fermarsi.
Come le lancette di un orologio lei girava attorno al suo mondo pieno di ore, minuti e secondi.
Tutti la chiamavano, tutti la vedevano, tutti la cercavano, ma lei spesso si perdeva nella sua solitudine piena di gente. Era una donna d’affari, non poteva perdere nessuna chance che il destino le stava regalando.
Aveva rinunciato ai sentimenti.
Aveva rinunciato alla famiglia.
Aveva rinunciato a proprio benessere .
Era sola e doveva cavarsela da sé, senza chiedere niente a nessuno, perché il predatore è sempre pronto a divorare le carni di chi è più debole, e Anna non voleva essere la reda di nessuno.
Correva dovunque cercando sempre qualcosa da fare.
Forse se fosse stata ferma solo un secondo avrebbe visto cosa le mancava e ne avrebbe sofferto.
E allora correva cosicché i suoi occhi non potessero mai diventare lucidi per quel che non c’era.

Ma un giorno , mentre cercava di prendere un taxi una mano la fermò.
Ebbe paura, perché nella sua corsa quotidiana mai nessuno si ero permesso di ostacolarle il percorso.
Era una zingara.
“No signora, non ho spicci, mi dispiace, vado di fretta!”
La zingara per nulla turbata dalle sue parole disse: “Bella Donna, se io ti chiedessi che animale sei, tu come mi risponderesti?
Anna non capiva. Guardò l’orologio ”No .Signora vado di fretta, davvero, il tempo passa e devo fare mille cose”.
“Tu rispondimi ed io ti lascerò, c’è sempre Tempo per capire chi si è e cosa si vuole veramente”.
Anna ci pensò un secondo : “Signora, mi scusi…. faccia queste cose con qualcun altro…” Provò a distaccarsi ma nulla da fare. Quella mano sembrava di pietra tanto la forza che la teneva. Eppure quella stessa mano la rincuorò e alla fine decise di stare al gioco della zingara. “Allora vediamo sarei… sarei … sarei la gazzella.”
La zingara sorridendo: “perché?”
“Perché la gazzella ogni giorno deve correre tantissimo nella savana. Corre per sfuggire ai leoni, corre per trovare la poca acqua che è rimasta nel torrente, corre perché deve seguire il suo gruppo che migra, corre perché questo le hanno insegnato.
“Eppure secondo te questa gazzella sarà mai felice? ”
Anna la guardò: “no so, non credo. Forse la gazzella che corre sempre non riuscirà mai a godere della lentezza di un bacio, del calore di un abbraccio, della serenità di un corpo sdraiato sulla spiaggia sotto un sole primaverile, della quiete di una dolce dormita, della piacevolezza dell’ozio, non capirà mai il senso del Tempo visto che non l’avrai goduto.”
La zingara riprese a dire: “e la gazzella si stancherà di tutto ciò?”
“Si, signora, la gazzella è stanca e forse ha bisogno ora di qualcuno che la fermi.”
“Fa sì che domani non ci sia la mia mano, ma quella di chi ami, perché è vero le gazzelle corrono sempre ma le sue gambe prima o poi cadranno a terra e non sapranno più cosa fare, perché anche l’orologio più efficace di questo mondo prima o poi si fermerà e guardandosi dietro vedrà il tempo perduto.”

on era così.