Archivio per gennaio, 2012

Quando si è bambini tutto sembra più facile e bello perché è la curiosità degli occhi innocenti spinge questi animi nuovi a scoprire sempre cosa c’è dietro l’angolo, non capendo magari che questo si trova chissà a quale lontananza.
Poi si cresce e la curiosità lascia spazio troppe volte alla pigrizia e alla comodità, tanto che ci si annoia facilmente anche di una semplice passeggiata di pochi passi per scoprire la grandezza del mare.
Due formiche erano li, sotto quella piccola collina che per loro sembrava una montagna enorme.
La Regina aveva ordinato la raccolta delle ghiande più pregiate per l’inverno pronto ormai ad arrivare.
Il campo del formicaio era pieno di alberi e di ghiande a terra ma queste due formiche, forse troppe ambiziose per le loro possibilità, avevano scelto quelle appoggiate sulla vetta della “montagna” perché a quanto si diceva erano le più preziose e le più saporite.
“Sai la grande soddisfazione che avrà la Regina nel riceverle?
Ci pensi alla riconoscenza che avrà nei nostri confronti?
Ti immagini quanto saremo orgogliosi dopo averle donate alla nostra Donna?”
Questi i primi pensieri delle nostre due amiche.
Per amore si fa di tutto.
Si lotta contri i “No” di qualcuno.
Si combatte per le Guerre già perse in partenza.
Ci si da, completamente e totalmente, senza nemmeno accorgersene.
E allora iniziò la prima scalata.
Era difficile, ripida, piena di pietre e spine.
Le cose più belle si trovano sempre dove c’è il dolore e la fatica. Per questo sono più belle delle altre, perché sono conquistate con il coraggio di chi è in guerra.
Altri insetti provarono a ostacolare i nostri due amici.
Persino un serpente sinuoso cercò di corteggiarli sviando il loro cammino.
Ma l’amore per la Regina era così forte da rendere sorde le orecchie delle due formiche al canto di chi appare e non è.
Scese anche la pioggia e la grandine quasi a voler fermare il coraggio di questi due piccoli ometti. Loro erano pure intelligenti e sapevano benissimo che anche il cavaliere più forte deve chinare ogni tanto il capo quando il Destino ti chiede di fermarti. Riposarono. Le loro zampette ne avevano bisogno. E forse quella pioggia distruttrice, che all’occhio dello stolto poteva sembrare una “perdita di tempo” non era altro che il momento di tregua che il fato donava ai nostri due amici.
A volte non capiamo che il mare agitato serve per far riposare le vele stanche delle nostre barche.
Tornò il Sole cosi come la voglia di viaggiare delle due formiche.
Una pietra cadde su di loro e del sangue tinse quelle giornate. Ci si ferisce sempre quando si vuole qualcosa.
Ma poi un giorno dopo tanta pazienza e costanza eccoli li, loro due sulla vetta della loro impresa.
Le uniche due formiche che ce l’avevano fatta.
Di eroi ce ne sono sempre troppo pochi, ecco perché non si vedono tanto in giro.
Dopo sofferenze, pause, dolori e tanta speranza ce l’avevano fatta, la loro impresa era riuscita.
Presero due grandi foglie e le riempirono del frutto di quella terra tanto sconosciuta.
Erano grandissime le ghiande, di un colore vivace e di un odore nuovo e invitante.
La discesa fu molto più semplice e veloce.
Quando hai scalato le tue paure tutto ti sembra più facile.
Ritornarono nel formicaio.
Fra gli occhi invidiosi dei compagni.
E’ ovvio: chi vince con le proprie mani è sempre odiato da chi non sa nemmeno cosa significa lottare. La gente che si accontenta è così, vuota e comoda, e non conosce la parola “emozione”.
Le due formiche si presentarono dalla Regina che avendo ascoltato le avventure dei due piccoli cavalieri seppe apprezzare più il gesto che il dono ricevuto. Lei era saggia, non era la ghianda saporita a essere il suo trofeo, ma l’amore incondizionato di queste due piccole amiche pronte a morire per dimostrare questo grande amore.
E lei scese dal suo trono, cosa che non aveva mai fatto prima, si avvicinò alle due e regalò loro due baci.

Le due formiche conobbero l’amore, quello vero, quello invidiato dagli stupidi, quello magico, quello che vi è solo una volta nella vita, quello che riconosci subito nella più grande confusione.
Quell’amore che hai saputo aspettare e per il quale hai dovuto lottare.
Quell’amore di cui ora sei degno di vivere.

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Siamo strani noi cuori sensibili.
Tanto cerchiamo qualcosa che poi quando l’abbiamo trovata ci spaventa.
Sembra persino che amiamo più stare nella sofferenza, nella illusoria speranza o nella triste malinconia che viverci a pieno quello che ci rende felici e sereni.
Non è masochismo secondo me, ma è paura.
Timore di lasciarsi andare totalmente, perdere il proprio orientamento e il proprio egoistico equilibrio per seguire il nostro istinto, il nostro cuore o quello che in quel momento sembra “sentimento” e poi ricevere all’improvviso un bel calcio in culo.
E’ come quando sei su uno scoglio davanti a un mare azzurro… la voglia di buttarsi in acqua c’è, ma hai paura che sotto, nelle sue profondità ci sia qualche spuntone pronto a ferirti.
Ma a vivere così che serve?
Quando mai proveremo l’adrenalina, l’emozione del rischio, la soddisfazione di aver fatto qualcosa che per te è unico e pericoloso?
Se sei una sirena perchè devi avere paura del tuo mare?
Se sei aquila perchè hai paura delle nuvole?
Se hai la voce perchè hai paura di gridare?
Maledetta paura… maledetta razionalità… maledetto autocontrollo direbbe qualcuno…
E ha ragione…
E allora il consiglio, o la riflessione che faccio questa mattina a me stesso e a chi mi legge è uno e molto semplice: BUTTATI!
Per una volta nella vita dobbiamo rischiare di farci male per avere in cambio la spensieratezza di chi vive per il gusto di vivere e non di sopravvivere.
Di prendere quello che viene così al volo come se la Fortuna giocasse con le nostre pedine.
Come prendere una piuma che vola grazie a un vento irrazionale.
E se poi se tutto finisce, pazienza… avremo avuto modo almeno di sorridere a 36 denti, di aver detto tutto quello che si pensava, di aver corso tutti i km che si volevano visitare, di aver fatto tutto quello che desideravamo senza rimorsi, rimpianti o remore. E le lacrime, le parolacce, le bestemmie e le maledizioni che un giorno dirai avranno davvero motivo si esistere. Sarà giusto lamentarsi e anche odiare quel giorno.

Ma poi chi lo sa, magari non finisce e continuerai a fare tutto questo chissà per quanto tempo…
Non c’è nemmeno bisogno di chiederselo.
Vivi, perchè vivere non è mai scontato.
Perchè aver paura di ciò che ti far star bene?

Se non ti aspetti nulla, la sorpresa sarà più bella.
Ed è la cosa che ho imparato ultimamente o forse dovrei dire che la sto ancora imparando.

Non sono uno che crede nell’oroscopo ma qualcosa questo gioco lo azzecca.
Dicono, che noi della Vergine siamo abituati a progettare tutto, razionalizzare ogni cosa che ci capita, organizzare fino all’esaurimento tutto ciò che viviamo e ci circonda. E devo ammettere che questo è vero.
E qst smania nel progettare tutto spesso ci porta a illuderci, a voler organizzare e velocizzare cose che magari all’indomani saranno già andate via. Eh si, perchè se vuoi prendere il pullman ti organizzi per la fermata e l’orario e a priori hai deciso anche dove arrivare e quando non mettendo in conto che questo si può fermare, ritardare o persino cambiare tragitto. E se questo passa e ti lascia alla fermata sbagliata e cazzo che ci rimani male.
Ecco con le persone accade lo stesso.
E noi della Vergine, o forse solo io, sono spesso lasciato alla fermata sbagliata, perchè noi coincideva con quella che mi aspettavo.
Ecco il termine incriminante.
“Aspettare”.
I nostri viaggi mentali che fanno giri enormi e che spesso perdono la visione della realtà.
Si pensa fin troppe volte che la gente la pensi allo stesso tuo modo tuo,.
Niente di più sbagliato.
Ognuno di noi ha la sua testa, il suo cuore, la sua vita, la sua storia, ognuno è diverso dall’altro persino nei singoli ciuffi di capelli, pensa tu se i pensieri, che sono la cosa più volubile che abbiamo, possano essere uguali.
E allora cresci e impari che tu ragioni a modo tuo senza costringere i pensieri degli altri a essere simili ai tuoi.
La Vita ti insegna a non aspettare nulla, a vivere, a correre, a stare attento a dove metti i piedi.
Ti insegna che è meglio camminare che immaginare una passeggiata.
Ti insegna che è meglio dire che solo pensare.
E si vive meglio così.
Perchè poi la sorpresa prima o poi arriva e avrà un gusto nuovo, bello, più maturo.
O semplicemente avrà finalmente il vero gusto della sorpresa, visto che davvero non ti aspettavi nulla.
Ecco, questo è il mio pensiero di oggi.
Io sorrido, felice e sereno.
Non mi aspetto nulla nè dalle persone nè dal Destino, prenderò quello che viene nel miglior dei modi.
E se nulla arriverà, qual’è il problema?
Io camminerò finchè non giungerò alla meta che vorrà fermarmi.
Viaggiate ragazzi senza meta, finchè potete, finchè i vostri occhi vorranno esplorare questo mondo: sarà poi il cuore a fermarvi quando avrà trovato casa.

… Gente nullafacente che vicino ad un semaforo attende con ansia il rosso facendoti perdere tempo utile: VI ODIO!!!!!!!!!!!!!

Solo io trovo ogni santa mattina codeste persone…
Già di mio sono ritardatario e che faccio le cose sempre all’ultimo momento, ma poi trovo sulla strada di tutto di più! In particolar modo la mattina, quando vado a Trepuzzi a lavoro mi succede di tutto.
Io ho lezione di ginnastica dolce alle 09.30… quindi mi sveglio alle 08.15… colazione, buongiorno su facebook, controllo e mail, doccia e silenzio stampa… alle 09.15 sono già in macchina pronto a partire.
Si e no, Lecce-Trepuzzi sono 7 minuti di strada…
Il mio viaggio dura il doppio se non il triplo.
Nel mio tragitto incontro solo tre semafori.
Ora dopo due anni che faccio questa strada ho capito che la Gente non sa come si usa il semaforo.
Ve lo spiego io.
VERDE: Cammina, corri, vattene, falle girare queste ruote che hai sotto le palle!
ARANCIONE: Sbrigati, fai ancora a tempo ad attraversare, accellera, sparisci dai coglioni.
ROSSO: Fermati stronzo!
Ok ora vi mostro cosa vede la gente che incontro la mattina:
VERDE: C’è tempo, posso andare in seconda, anzi rallento casomai divenata arancione. Anzi quasi quasi mi fermo.
ARANCIONE: OH cazzo è arancione. Mi devo fermare. Subito, ora, non fa niente che mi tamponano, l’arancione è un colore simile al rosso, mi devo fermare. Così riposo.
ROSSO: Ok, posso fumarmi tutta la sigaretta! (Intanto è scattato il verde già due volte)

E così ogni santa mattina arrivo con i miei 5 se non 10 minuti di ritardo.
Ma cazzo, sotto quei brutti piedi che hai ci sono 3 pedali: Frizione, freno ma soprattutto l’ACCELLERATORE!!!!!!!!!!!!!!!!!!si si esiste pure quello usalo!!!!!!!!! E quando scatta l’arancione, quando la strada davanti a te è vuota, quando vedi uno con l’Ape che fa a 10 all’h lo puoi schiacciare e andare più veloce, veloceeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!!!!!!!!!!!!
Vabbè per non palare che a Lecce forse nelle scuole guide non hanno insegnato che nelle macchine ci sono le frecce, quello strumento che si utilizza quando devi svoltare o sorpassare… molto leccesi forse credono ke le frecce siano strumenti di lotta medievali e invece no… tranquilli… si possono usare e non fanno male…
A Trepuzzi invece c’è un’altra usanza strana: parcheggiare in mezzo alla strada… ma proprio in mezzo… sai dove c’è la linea che divide le due corsie? ecco li… forse la confondono con quella del parcheggio… bhu… fatto sta che proprio oggi ho visto una oper corsa di quelle lunghe così in mezzo… mah…
Infine la categoria dei camionisti… pazzi, folli, fatti… se tu hai un camion di 3 metri di altezza e largo non so quanto potrai capire che non porti un giocattolo… allora, beddhu mia, perchè sulle superstrade , qnd devi entrae in corsia, non dai la precedenza a noi che già la stiamo percorrendo???? perchè ti infili come se portassi una micro machine??? perchè devo rischiare di morire pezzente e tossico che non sei altro???? Perchè??????????????????

Insomma ogni santo giorno quando torno a casa vivo ringrazio la Madonna…
Di pazzi in giro ce ne sono troppi…
E forse bisogna essere più pazzi per mettersi alla guida nonostante tutto ciò!

Oh si, si, si e ancora si!
Sono due giorni ke vivo con il buon umore, sperando che nessuno me lo tolga!
Da dove lo si capisce quando sono così sereno?
Da due cose: dal mio tono di voce che diventa all’improvviso fin troppo alto tanto che in un locale pieno di gente anche l’ultimo tavolo mi può sentire, e poi dalle innumerevoli figuracce di cui sono vittima! Il mio buon umore è infatti sempre in proporzione alle figure di cacca che faccio pubblicamente, come cadere in macchina, sporcarsi la faccia di nutella in un locale, gridare “questo negozio fa schifo” con la commessa davanti, o dire continuamente cazzate al punto che gli amici si domandano “ma è ubriaco?”.
Questo bel sorriso nasce da un bel “vaffanculo” detto ad alta voce a tutto ciò che non andava, e ancora non va, bene.
Un giorno di questi mi sono fermato e mi sono detto “ma perkè rattristarsi per chi ora se ne sta fottendo di te? Se loro non soffrono per te , perchè lo devi fare tu per loro?”
Domanda esposta in un modo molto semplice e popolare quanto la risposta che è stata “Allora vaffanculo!”.
Superbo, egoista ed egocentrico come sono, ho deciso che prima mi salvo io e poi aiuto gli altri!
Perchè rovinarsi le giornate per ciò che non fa parte di queste?
Perchè continuare a lamentarsi, cosa che moralizza cuore e mente e ci fa sentire più “vecchi” di quello che realmente già siamo?
Perchè cercare , cercare e cercare quando forse ciò che cerchi non si vuol far trovare perchè dovrà farti una bella sorpresa a farsi vedere quando meno te lo aspetti?
Perchè essere vittime del nervosismo, meglio far innervosire gli altri, è più divertente!!!
E allora si cambia, si trasforma una bocca storta in una bocca serena…
Si sorride a tutto e a tutti.
Nel lavoro, fra gli amici, davanti a chi hai appena conosciuto e dietro a chi ti odia, davanti al tuo specchio, dentro la tua macchina, sotto la finestra di chi ti ha fatto male, affianco a chi ti fa stare bene, abbracciato ai tuoi allievi, mentre danzi, mentre canti a più non posso durante la tua guida sfrenata, in famiglia, alla cassa di un negozio. Sorridi. Sempre!
Il sorriso, anche il mio senza un dente, è sempre più piacevole di una smorfia nervosa o triste.
Sorridi a chiunque come se volessi gridare un grande e bel “vaffanculo” a tutto ciò che è pronto a ferirti e a deluderti.
Sorridi a chi ti ha già ferito perchè per loro sarà il calcio in culo che materialmente non hai potuto dare.
Sorridi a chi ti fa stare bene perchè sarà il tuo “Grazie” a quello che fanno per te.
Ma soprattutto sorridi a te e per te stesso, perchè vivi, cammini su due gambe e il cuore ti batte, perchè bisogna sempre ricordarsi che vivere non è mai scontato…

E allora esci i tuoi 36 denti (se ce li hai tutti) e dì “Vaffanculo” (senza rabbia però) ma solo con la convinzione che meriti cosi tanto che non bisogna mai far scendere il proprio prezzo all’asta, semmai farlo salire.
Vaffanculo a chi ti ha tradito.
Vaffanculo alle malelingue.
Vaffanculo a chi si offende con te, da solo.
Vaffanculo a chi ti fa perdere tempo.
Vafafnculo a chi ti illude.
Vaffanculo a chi non ti dice mai “Bravo”!
Vaffanculo agli e alle stalker!
Vaffanculo ai dolori articolari.
Vaffanculo alle bugie.
Vaffanculo a chi ti spia.
Vaffanculo a chi non capisce.
Vaffanculo ai pettegoli.
Vaffanculo a chi non ha stima di te.
Vaffanculo ai km.
Vaffanculo a tutto ciò che prova a distruggerti, INUTILMENTE.

E dopo tutto ciò finiamo di dire l’ultimo messaggio positivo :sorridi, si, sorridi sempre pensando che molte cose nella Vita , e qui cito la mia maestra di cinismo Littizzetto, si risolvono solo con un grande VAFFANCULO!

Cogito, ergo sum!

Mi sono fatto Vecchio!

Pubblicato: gennaio 11, 2012 in Smile ;)

Lo dico da un pò.
E non è una battuta.
Ho 26 anni e me ne sento, da alcuni punti vista, 50!
Ma è soprattutto da due giorni che ho fatto una cosa che davvero mi fa sentire non più un giovincello.
Una signora della Ginnastica di circa 70 anni due mesi fa mi ha regalato un’agenda… “é grande così ci segni tutti gli impegni che hai e non ti dimentichi più nulla”.
Ecco lei ha 70 anni e ha regalato a me un’agenda per “ricordare”.
Dopo un mese pure una mia coinquilina me ne ha regalata un’altra, piccola, così la puoi mettere in borsa!
Lei è più piccola di me e me l’ha regalata, così mi può accompagnare dovunque.
Mai Regalo fu più utile.
Io e la Memoria abbiamo smesso di essere amici.
Dimentico Compleanni, appuntamenti, visite, nomi e persino le persone che conosco.
Ieri ero in mezzo la strada, una bella ragazza mi ha salutato ed io non ho risposto non riconoscendola.
Non si sa mai stava salutando il tipo che avevo dietro.
Lei,un pò nervosetta “Mino non mi saluti?”
“Cazzo sa pure il mio nome e non so chi è”
Io scandalizzato dalla mia figuraccia “scusa tesò ma ho la testa fra le nuvole”
Il “Tesò” ti salva sempre!
Morale della favola: ho chiacchierato con non so chi per 10 minuti! E se ora ti stai riconoscendo ti chiedo scusa e ti chiedo: ma chi sei??? ahhahaha
Per non parlare che ho rimandato un appuntamento tre volte perchè ogni volta mi dimenticavo che ero già occupato con il lavoro o qualche visita…
Fatto sta che la mia agenda “salvavita” è utilissima… ci scrivo di tutto… impegni lavorativi, stipendi, visite, incontri del terzo tipo, stage… e poi mi piace che quando una cosa l’ho fatta la cancello.
Sono un tipo strano. Odio scarabocchiare e cancellare con la penna. Sarà che così mi hanno traumatizzato alle scuole elemenari, che se devo scrivere qualcosa ne devo essere sicuro. Un pò come nella Vita. E proprio perchè sono sempre così “formale” ho deciso ke su qst agenda sarò un Anti Mino… anti regole, anti non so che altro… ma anti! E quindi lunedi Lezione HIP HOP Lory: PAGATO- CANCELLA!
Che soddisfazione stupida, ma soddisfazione!
Dovrei fare così anche con alcune persone e con alcuni ricordi!
Tornando alla vecchiaia…
Sempre ieri ho incontrato un’altra amica, ma questa l’ho riconosciuta 😛
Lei no.
Perchè ero così coperto da cappello, sciarpe e occhialoni che sembravo la Befana.
Vabbè abbiamo scambiato due chiacchiere e poi come l’ho salutata alla fine?
“Tante belle cose cara mia”
Mino! Tua Nonna diceva così!
Infatti credo che la mia amica ci è rimasta a sentirmi così.
Ma insomma…?
Poi ci sono i miei bambini che ormai mi vedono come un Papà, o come un Nonno, al quale bisogna prendere il cd che cade a terra, a buttare la carta nel cestino al posto mio o a portarmi il cioccolatino così rimango sveglio.
Oimmè…
Sono talmente vecchio che mi scambio le ricette con le signore … parlo con la proprietaria di un negozio vicino casa mia sulle “nuove generazioni” ma lei è del 1950 io dell’85, ho mille dolori articolari ma evito di lamentarmi, mi da fatsidio se penso a chi davveor sta male, ho un portaspicci come le signore anziane e ci metto due ore per contarli, vedo Beatiful a tutti i costi e poi si, anche io metto due paia di calze, eh si…
La vecchiaia ahimè si sente anche nella sfiducia verso il mondo circostante, ma oggi vado di buon umore e non me lo voglio rovinare con qst pensieri un pò tristi.
La mia carta d’identità dice che ho 26 anni… secondo me c’è qualcosa che non va!

Il significato di un lungo viaggio

Pubblicato: gennaio 8, 2012 in Black Time

Sono ritornato da due ore nel mio paese di periferia e sembra di essere stato assente chissà per quanto tempo. E invece si trattava di soli tre giorni.
Tre giorni sentiti, eccome.
Occasione è stato il matrimonio della mia cara cugina milanese.
1100 km per sentire il suo “si”. Ma per lei qst e altro.
Ancora ricordo quando ero ragazzino.
Lei veniva una volta all’anno. L’estate.
La vedevo come un “mito”.
La cugina del Nord. Bella, della grande metropoli, alla moda, tecnologica, ed io mi ci confrontavo, proveniente dalla periferia del sud, al tempo disprezzato, oggi al primo posto nel mio cuore.
Tre giorni e la mia terra mi è mancata come l’aria quando sei in apnea.Come fai a lasciare il nostro Sud? La nostra Puglia? Il mio Salento? Pazzi!!!
Vabbè siamo andati in trasferta nella lontana e permettetemi di dire fredda Milano.
Tre giorni in famiglia.
Tre giorni con le grida dei bambini delle orecchie.
Di vestiti eleganti, di chi mi diceva ” e tu quando ti sposi?”, di battute e risate, di famiglia, e anche qst forse serviva per il mio animo e per il mio presente.
Ma ora sono ritornato e la voglia di fare un viaggio è volata via.
Sarà la stanchezza, la malinconia, o non so che , ma sto bene qui dove sto.
Anzi domani si riprende a lavorare quindi basta viaggiare con il fisico e con la testa!
Vabbè oltre alla bella esperienza vissuta le riflessioni in 10 ore di viaggio sono state tante, troppe.
Fondamentalmente un viaggio può essere anche il momento giusto in cui capire chi ti manca e a chi sei mancato.
Bene. La risposta è delle più negative.
Non sono mancato a nessuno se non alla mia coinquilina che mi ha chiamato ma anche per dirmi pettegolezzi dell’ultima ora. Pettegolezzi che poi mi sono scivolati addosso visto che riguardavano la persona che meno mi interessa al momento.
Ieri ho fatto io la mia unica telefonata. Alla mia amica Roby.
Sentivo il bisogno di ascoltare una voce amica.
E non mi ha deluso.
Ma non ho avuto la forza o la voglia di chiamare qualcun altro.
Forse non sono più essenziali alcune persone.
Ancora più sconvolgente nessuno mi ha cercato.
A parte la fiamma di “Napoli” e che mi ha fatto pure piacere sentire e vedere, per la serie Dio da il pane a chi non ha i denti… e del mondo restante solo il silenzio.
Ah si qualche allieva si è fatta sentire. E’ abitudine oramai 😉
La mia amica Maria Lucia.
Ex corteggiamento bloccato a priori pure.
Ma tutti gli altrI?
Nada!
E soprattutto da chi mi aspettavo qualcosa di più non è arrivato nulla. Anzi si, una telefonata piuttosto “fredda e dura” per chiarire che non c’è tempo per me… va bene… prenderò atto di questo. Da qui il suo silenzio.
In tanto vittimismo ammetto che a me non è mancato nessuno, quindi un pò cattivo sono pure io.
Cattivo.
Lo sono diventato e lo sto diventando.
E’ stano come tanto vogliamo una cosa e non riusciamo mai a trovarla.
Perchè?
Eppure si lotta, si cerca, si resiste ma poi le mani risultano sempre vuote.
Sarà l’ambizione troppo alta?
L’egoismo?
Le aspettative che non coincidono con la realtà?
O l’infinito e continuo desiderio di ciò che non si ha?
Non so… nel viaggio di ritorno, alla Luna chiedevo qst.
Ma le risposte non sono arrivate.
Anzi una si.
Mi sono detto che forse chiedo troppo.
Troppo dalla Gente, dal MOndo, dal Lavoro, dagli amici e dal Cuore.
Sarà.
Ma il verbo accontentarsi non mi è mai piaciuto e penso che mai mi piacerà!

Il significato di questo lungo viaggio, quindi?
La certezza del’amore dei miei genitori, amore scoperto tardi ma con la maturità di un uomo di 26 anni.
La voglia perenne di avere il meglio, senza mai umiliarsi. Solo Dio si prega!
La consapevolezza di essere diverso, ma amandomi proprio per quello che sono e che sarò.
La strana nostalgia di cose forse che non ci sono mai state.
E l’impegno di costruire in futuro rapporti sempre più veri e meno artificiosi.

Bhe direi che qst viaggio è servito non solo a dare gli auguri a una bella cugina…

Se hai fame devi mangiare!

Pubblicato: gennaio 4, 2012 in Smile ;)

Gesù Mio!
Quanto odio le persone indecise e che ti fanno perdere tempo.
Il Tempo non ti aspetta e c’è gente che si permette di farti stare fermo li, in attesa di una loro scelta.
Scelta che poi più delle volte non coincide con quella che immaginavi, e da qui il tuo pensiero “ma vedi te che cosa mi ha fatto fare poi per niente!”.
Detesto le persone indecise.
Si è indecisi solo quando quello che abbiamo davanti non è essenziale.
Se tu hai fame e stai crepando dai dolori la prima cosa che vuoi e devi fare è mangiare!
Non ci sono dubbi.
E se la pagnotta non la trovi sul tavolo te la vai a cercare correndo a destra e a sinistra.
Chi aspetta invece ha tanto tempo da perdere e soprattutto non ha veramente bisogno di ciò che si lamenta o falsamente desidera.
La mia misera vita è stata costellata in modo innumerevole da questa tipologia di gente che oggi voglio chiamare “i finti affamati”.
Amici, frequentazioni, allievi che tanto si attaccano a te a parole e poi nei fatti sono come il fastidio delle mosche che ti ronzano attorno.
Io dico: ci litighi con un amico e sai di aver torto. Che fai? Scappi indietro per chiedere scusa.
No. la Gente dalle mie parti cerca giustificazioni e tempo… “magari si dimentica” si, proprio… mi dimentico che sei una minchia? non credo!
Ti frequenti con una persona. Primo Giorno, ci si piace, lo si percepisce, ci stai ore e ore. Il giorno dopo che fai? Ci si cerca per rivedersi. No, dalle mie parti si dice “non c’è fretta”.
Fretta? Ma nemmeno ci devi pensare due volte a cercare chi ti ha fatto stare bene!
Allievi che dicono “io amo la danza” poi fanno mille assenze, non recuperano e peggio si iscrivono a Gennaio “per risparmiare” -.-‘… qst non si chiama amore…

Eh si.. gente dubbiosa in giro ce n’è, eccome..
E non si capisce che a volte i treni passano una sola volta e non tornano… e quando viene detto qst sai ke ti rispondono? “Se non mi aspetti significa che non ci tieni abbastanza”
No cari miei… giriamo la frittata. Se tu ci tenevi su quel cazzo di treno ci salivi pure saltando!

Io ho fame.. e come sempre vago in giro a cercare la mia pagnotta… peccato che qui i panifici lavorano male!

La maledizione degli Ex

Pubblicato: gennaio 3, 2012 in Smile ;)

Io ormai ne sono sicuro!
Mi hanno fatto il malocchio.
Si chiama la “Maledizione degli Ex.”
E’ impossibile!
E’assurdo!
E’ improponibile!
Siamo sette miliardi in qst cavolo di Mondo e per la seconda volta ho avuto la piacevole possibilità di stare con chi ha conosciuto e/o frequentato il mio “Simpatico passato”… qst è stata la mia definizione ironica davanti alla scoperta fatta!
A voi è mai successo di conoscere un amico/a che ha frequentato la tua/o ex senza che lui/lei lo sapesse?
E poi vedersi la faccia sbigottita “allora sei tu l’ex cattivo che l’ha fatta/o cambiare e non credere più nell’amore”
E tu lì a pensare “ma guarda cosa si dice di me in giro”…
Ok. Allora tutto ciò è troppo strano.
Non è la prima volta nè con questa persona, ma anche con altra simpatica gente di mia conoscenza che per mia sfortuna ho frequantato o ancor peggio ci sono stato.
Ma ancora più assurdo mi è sembrato consolare il povero ragazzo affranto e sconsolato per la mia ex fiamma. Io?
Il suo ex? Che per di più c’è stato sotto come la formica schiacciata dall’elefante?
Vabbè che sono buono e caro ma fino a un certo punto.
E invece no.
Io li a consolare qst amico, evitando di parlare della stessa fiamma in comune per non essere proprio indelicato nei miei e nei suoi confronti.
Si sono pazzo!
Ma ecco nuove consapevolezze
Nuove certezze e la fiera felicità di poter parlare di chi non è più nei miei ricordi o nei miei sentimenti e qst mi ha fatto tanto piacere.
Era un bel punto scritto con il pennarello rosso e mentre parlavo sorrideco come un ebete.
Non sai ke piacere puoi provare mentre parli di ciò che ti ha ferito senza soffrire più.
E così è stato!
Ma da questa storia, un’altra volta, mi sono reso conto di quanto sia piccolo questo mondo, minuto, troppo stretto per contenerci tutti quanti…

Ohimmè… Pure Centovetrine mi fa un baffo!

Tanto non ve lo do!

Pubblicato: gennaio 2, 2012 in Smile ;)

Da noi a Lecce si dice LENTAME quando qualcuno ti rompe cosi tanto le palle che vorresti prenderlo a schiaffi per l’invadenza assoluta che hanno nei tuoi confronti!
Io non riesco a essere esplicitamente cattivo quindi la mia sensibilità viene confusa con non so che cosa e quindi mi ritrovo dietro almeno 10 stalker ke non mi lasciano in pace.
Ma oggi BASTA!
Oggi dichiaro una cosa:
Io TANTO NON VE LO DO!

Tu! Tu che mi mandi mille messaggi al giorno e nemmeno ti rispondo… LENTAME!
Tu! Tu che mi spii su Facebook dalla mattina alla sera, ad ogni scorreggia che faccio! LENTAME!
Tu! Che sparli di me solo perchè non hai toccato i piani inferiori, LENTAME!
Tu! Tu che fai tanto la dolce della situazione per portarmi tra le tue lenzuola pensa: se non ci sono mai entrato in tanti mesi significa qualcosa! LENTAME!
Tu! Che non riconosci il tuo ruolo nella mia vita cercando di prendere il posto di qualcun altro. LENTAME!
Tu! Tutta casa e chiesa, cattiva fino al midollo osseo e che ti ostini a fare la Santa, LENTAME!
Tu! Che chiedi in giro di me per sapere la mia reputazione, LENTAME!
Tu! Che mi vuoi violentare 5 volte al giorno, così hai detto, sogna, non sono una zoccola! LENTAME!
Tu! Che mi ricordi tutti i letti che ho toccato, fatti letterlamente i cazzi tuoi! LENTAME!
Tu! Che mi stai facendo perdere tempo, sbrigati o vattene e sempre LENTAME!
Tu! Che mi dici che “la mia simpatia attira”, io ti rispondo ke sono pure carino! LENTAME!
Tu! Che vuoi essere mio amico a tutti i costi ed io no! LENTAME!
Tu! Profilo Falso su Facebook! LENTAME!
Tu! Che dici che sono una puttana in giro e sputi nel piatto dove hai mangiato, sparati che prima il piatto te lo leccavi tutto e LENTAME!
Tu! Che per uscire con me dici un sacco di bugie, LENTAME!
Tu! Che mi inviti a cena, sono a dieta! LENTAME!
Tu! Che mi ricordi che ho la pancia, Ucciditi e LENTAME!
Tu! Che mi dici “siamo amici” poi si vede… io gli amici già ce li ho… LENTAME!
Tu! Che rubi il mio numero di cellullare, Ti Denuncio! LENTAME!
TU! Numero anonimo, sei un fallito! LENTAME!

Tu! Tu! Tu!

IO NON VE LO DOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!
Chiaro?
Bene , io e il mio amico inferiore sotto protezione vi salutiamo, ricordando che a Lecce si dice LENTAME quando qualcuno ci rompe le palle come pochi…