Archivio per febbraio, 2012

Paranoia

Pubblicato: febbraio 27, 2012 in Black Time

Qualche piccola paura ogni tanto torna…

La chiamano “paranoia” la mia, e forse hanno ragione, ma ogni volta che sento la parola “dottore” il mio cervello se ne va in tilt e il mio cuore inizia a tremare…
NOn dovrebbe essere nulla di grave…
Forse solo una pausa un pò più lunga…
Ma dopo quello che ho passato per due volte anche un semplice controllo diventa motivo di ansia..
“non è niente vedrai…” … “al massimo un mese fermo devi stare”… “in un’ora hai fatto tutto e te ne torni a casa”
Le frasi che mi ripetono sono queste…
La mia testa invece dice ” e se ci sono complicazioni?…. e se non è una sciocchezza come credi?… e se devi operarti? … e se… e se… e se….”

Si, è una paranoia…lo ammetto.
Ma quando temi di perdere la cosa più importante della tua vita la Paura gioca con le tue emozioni e i tuoi pensieri.
Solo chi ama davvero può capire quello che sto dicendo…
Maledetta e dannata Paura!
Per ora facciamo finta che andrò a fare una visita a qualche parente ammalato di morbillo e che sta per guarire, facciamo finta che il dottore quel giorno non starà aspettando me, facciamo finta che è tutto ok…

Oggi il sole splende, perchè aspettare per forza le nuvole?
Magari non piove…

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C’erano una volta due ladri di stelle.
I ladri di stelle ogni notte si svegliano, prendono una luga scala,di quelle che le persone d’oggi non possono più avere e arrivano su nel cielo. E’ tanto alto. Spesso le vertigini si fanno sentire, ma loro imperterriti salgono sempre più su. Sono ladri di stelle e le stelle devono rubare.
Arrivati nel punto più alto, con attenzione le guardano e scelgono quelle di ottime qualità.
Non dovete confondervi. Non sono ladruncoli, sono dei ladri professionisti e loro scelgono solo le stelle più belle, quelle che meritano il rischio di essere scoperti dalla Luna e la sua punizione.
Ne avevano già rubate così tante in questi ultimi anni che le loro case erano così luminose che spesso i più maliziosi le confondevano con piccoli soli tanto la luce che si era accumulata nelle loro quattro mura.
Un giorno un marinaio chiese loro : “ma perché ne rubate così tante? A cosa vi serve tanta fatica?”
I due ladri li per li non seppero rispondere anzi furono pure turbati da quella domanda.
In effetti chi li aveva detto mai che dovevano rubare tutte quelle stelle? A cosa serviva tutto ciò? Perché collezionare tante stelle magari viste una sola volta e poi dimenticate chissà dove?
Insomma quella domanda se la portarono dietro per un po’.
Poi una sera uno dei due capì il senso dei loro furti.
Si rubavano così tante stelle per trovare quella più bella. Quella più luminosa. Quella più vera.
Quella che avrebbe rubato loro gli occhi del cuore.
E fu così che la ricerca continuò per notti e notti.
Ora dopo ora.
Stella dopo stella.
Ma poi arrivò quella notte speciale. Era la notte delle stelle cadenti, quelal in cui era più facile catturarne tante perché erano loro stesse che si gettavano nelle reti dei ladri. Eppure uno dei due proprio quella sera le chiuse decidendo che in tanto macello avrebbe dovuto stare più attento perché forse ssarebbe stata la volta buona per vedere ciòc he cercavano.
Il compagno gli diede del pazzo e si allontanò per catturare più vittime possibili.
L’altro si mise su una nuvola a fissare il cielo e la terra.
Forse serve ogni tanto stare fermi e soli.
Si sentono e vedono cose che il frastuono copre.
Che la confusione nasconde.
Che la distrazione non scrute.
L’alba si stava avvicinando e il ladro era a mani vuote. Un po’ sconfortato riprese il suo zaino e si avvicinò alla scala per scendere dal cielo. Scontento perché la speranza si era trasformata in’ illusione, di quelle che ammazzano i sogni e le aspettative e ti fanno sentire più piccolo di quello che già sei.
Ma proprio in quel momento, appena appoggiò il suo piede al primo gradino vide appeso ad una corda della sua scala una piccola stella che piangeva. Piccola, innocente, ma con una luce fioca, spezzat, sembrava azzurra. Una cosa unica. Diversa. Speciale. Ecco. La lunga attesa era finita. La sua stella l’aveva trovata.
La mise fra le sue braccia e la cullò.
La stella iniziò anche a sorridere.
E ad ogni sorriso la stella si accendeva sempre più.
Solo l’amore riesce a far splendere ciò che era spento.
Dopo vari giorni la sua amica era talmente splendente da far invidia a tutta la luce che le altre mille stelle facevano insieme nella casa.
La sua luce azzurra era unica. Lei era speciale per lui.
Era la sua stella, e lui era il suo ladro.
Ciò che è vero fa rumore nel silenzio, dà luce al buio, sorride dopo ci si lamenta.
Il compagno vide tutto ciò e geloso si avvicinò e gli disse: “ se tu mi dai solo quella stella io ti regalo la mia scala e le mie armi così avrai il doppio delle forze per rubarne quante ne vuoi. Sarai il più ricco dei ladri.”
Ma lui con un cenno di capo rifiuto la prima offerta e riprese a coccolare al sua stella.
Dopo qualche giorno gli fece un’altra offerta : “io ti regalo in cambio di quella sola tua stella le mie mille stelle rubate in questi anni. Ti rendi conto? Una sola per mille? Accetta la mia offerta.”
Ma anche questa volta con un semplice movimento di testa rifiutò la seconda proposta.
La notizia si sparse nei sette cieli e fu così che tutti i ladri di stelle si recarono alla sua casa per ammirare la stella azzurra e tutti per rubarla.
Succede sempre così: quando la Regina trova il suo Re tutti i Principi diventano pretendenti.
Tutti a promettere cieli, stelle, continenti, castelli e armi.
Ognuno a modo suo tentava il ladro della stella azzurra.
Tutti li a promettere ciò che in passato non avrebbero mai ostentato.
E’ l’indole umana a fare così: a rubare sempre ciò che è di qualcun altro.
A dare il valore all’oro solo quando è in vetrina e non quando è conservata nella sua miniera.
Ma mai la stessa pioggia cadrà sullo stesso tetto e non si può rimpiangere quella che non sei riuscita a prendere quando è caduta.
E il nostro ladro capì questo errore umano e nulla lo avrebbe allonatanato dal suo piccolo tesoro.
Perché lui lo riconobbe. Fu questo il segreto.
Fra le tante stelle capì che quella piccola briciola luminosa poteva essere una ricchezza infinita per le sue braccia e per il suo cuore.
E nessuna tentazione, nessuna promessa, nessun corteggiamento gli avrebbe fatto dimenticare l’amore che riservava per ciò che era suo.
Se ami la tua stella, non puoi dimenticarti mai della sua luce.

Questo è il segreto per scoprire un amore. Aspettare, tenendo aperti gli occhi e il cuore, guardando con attenzione la folla che attraversi.
Se lo riconosci nella confusione, allora quella sarà la tua stella. E nessuna stella potrà prometterti lo stesso amore.
C’è una sola stella per ogni ladro.

21/02/2012

Oggi voglio dedicare qualche riga del mio blog personale a quei pazzi dei miei allievi.
Ai loro sogni, alle loro speranze e oggi posso dire anche alle loro vittorie.
Domenica la Danza&Passione con circa 42 dei suoi allievi è stata impegnata nella prima competizione agonistica 2012.
Partivamo abbastanza prevenuti.
Con la frase di un anno fa ancora in testa che mi ricordava che ” i tuoi ragazzi non arriveranno mai primi finchè tu maestro non avrai il brevetto”… con la faccia di colei che dopo 7 anni di lealtà e sacrificio mi ha licenziato senza motivo e oltretutto passandomi davanti come se fossi invisibile (cosa che almeno i genitori e gli allievi della suddetta non hanno fatto, avvicinandosi invece e anche amichevolmente ) vedendola poi li seduta in giuria a giudicare proprio i miei tre gruppi, con un ritardo di 5 ore su ogni gruppo che ha reso stanchi morti i miei ragazzi.. insomma tutto ciò non presagiva il meglio da questa competizione.
A dire il vero nemmeno ci volevo venire a questa gara, ma i miei ragazzi me l’avevano chiesto e poi poteva essere soprattutto un’altra esperienza di formazione per loro… farsi giudicare da sconosciuti è sempre ben positivo. L’artista vero si mette al centro dell’attenzione e accetta critiche e complimenti… anzi dovrebbe apprezzare le prime per poter crescere e migliorarsi… chi rimane fermo nelle proprie convinzioni non va avanti!
Fatto sta che alle 12.00 eravamo li, in quel palazzetto stracolmo di gente!
Forse anche troppa come le scuole partecipanti. E permettetemi di dire che il termeni “scuola” per alcuni è davvero un paradosso…
A da tutto questo macello siamo usciti alle 22.30!
Uno strazio vero e proprio.
Soprattutto per i più piccoli che erano davvero stanchi ad aspettare il loro turno.
Musiche sfumate e coreografie non ultimate per noi, irregolarità, ritardi assoluti, insegnanti che non riconoscono il loro ruolo e ballano persino con i ragazzini più piccoli di 10 anni, in alcuni casi l’antitecnica messa in scena, volgarità di alcune coreografie… tutto ciò a costellato in negativo questa manifestazione.
Lati positivi sono stati l’adrenalina, la voglia di confrontarsi, il rispetto strano fra le varie associazioni e la possibilità di potersi esibirsi, visto che mancano sempre… certo aspettare 10 ore però sono troppe!
Ma l’attesa poi ha ripagato.
Tre gruppi: un terzo posto e due primi!
Mai la Danza&Passione era arrivata al posto più alto.
Ci eravamo sempre fermati al secondo o al Terzo.
L’abbiamo soprannominata MISSIONE IMPOSSIBILE COMPIUTA.
Non chiedetemi come ce l’abbiamo fatta proprio dopo quello che vi ho detto prima e le mafagne che ci sono dietro.
Vi dico solo ke i miei ragazzini di 11 anni hanno dovuto gareggiare contro 18enni e insegnanti che imperterriti ballano con gli allievi.
Ma la tenacia e la tecnica sono state premiate.
Indemoniati, questo è l’aggettivo per descrivere i miei ragazzi.
Avevano voglia di vincere e così hanno fatto!
Non sono solito fare complimenti ma la prima cosa che ho dovuto dire ai tre gruppo è stato “bravissimi” e loro che mi conoscono sanno che l’ho detto con tutto il suo significato.
Ed è stata una cosa obiettiva tanto ke ho ricevuto due proposte nuove di lavoro dopo che i miei colleghi hanno visto le nostre esibizioni.
Del primo posto sicuramente ne sono felice e soddisfatto ci mancherebbe pure, ma sinceramente sono molto più felice e orgoglioso di come i ragazzi sono riusciti a reagire alla gara, di come hanno ballato, di come hanno sfidato la giuria, del fortissimo legame che hanno nei confronti del nome della loro scuola, delle lacrime versate perchè tanta dura è stata la strada per arrivare al gradino più alto, della collaborazione e la stima delle famiglie così vicine, così felici per noi… ecco tutto ciò mi può rendere molto ma molto più contento… che del semplice numero 1.

E ora si va avanti, facendo tesoro di questa esperienza, rimanendo umili e pronti a perdere di nuovo, oppure a lottare per ennesime volte affinchè il nostro nome sia sempre associato a qualità, professionalità e arte…

Per ora sorridiamo e siamo orgogliosi di noi…
Ce l’abbiamo fatta!