Archivio per aprile, 2012

E così il gran giorno è arrivato!
Lo aspettavamo da un più di un mese e lui silenziosamente è arrivato.
Quando si sceglie di partecipare ad un concorso di Danza di così alto livello artistico è normale avere paura e ansia.
Ci si mette in discussione, voi come ballerini e per la scelta che avete fatto in quel che sembra ormai un lontano Settembre.
Io personalmente mi metto in discussione come insegnante e coreografo, per chiedermi se faccio bene il mio lavoro.
Se merito di avere qst ruolo così importante.
Con umiltà dovremo accettare ciò che ci verrà detto.
Senza annunciarsi come i migliori della competizione, come il vero Hip Hop, come i più originali o altre cose del genere… Noi dobbiamo arrivare con educazione, stile e rispetto e far vedere chi siamo solo quando danziamo, perche le parole non servono se ci sono i veri danzatori.
E allora via ansia, panico e paure…
I giochi sono fatti.
La coreografia è pronta.
La conoscete come le vostre tasche.
Abbiamo provato e riprovato.
Abbiamo gridato.
C’è chi ha pianto.
C’è chi ci ha mollato.
C’è chi vorrebbe stare con noi e non può.
E allora Ragazzi carichiamoci.
Mancano poche ore.
Energia e tecnica… e cuore!
Danzate con il cuore…
Se il passo si sbaglia.
Se ci si dimentica un pezzo fa niente.
Ma il cuore ci deve essere.
Con tutte le emozioni che un ballerino può vivere e far vivere a chi ci assiste.
Ecco, qst è il mio augurio per ognuno di voi : che balliate con l’immenso cuore che avete e che qst venga premiato.
Mi auguro che qualcuno di voi possa avere qualche riconoscimento, che perchè no, venga scelto per qualche borsa di studio e poi chissà… perchè io non voglio essere egoista dei miei talenti… se ci sono devono spiccare il volo anche lontano da me… mi rimarrà il ricordo dia ver visto farfalle crescere e di qst sarò contento…
Mi auguro che qualcuno di voi si emozioni davvero per far si che la Vera Danza entri nel cuore vostro… sono sensazioni che non si possono descrivere… è come un vento dentro che parte dall stomacoe inizia a travolgere tutto… gambe, piedi, testa… un vento rumoroso… un vento che accende più il fuoco, un vento che ingrossa il mare in tempesta… lo senti poco prima di salire sul palco e se ti lasci andare addio… quel vento diventa Danza.
Ecco vi e mi auguro questo, vedere il mio orgoglio salire su quella pedana al posto mio.
Perchè come ben sapete ho fatto una scelta crudele per la mia passione ma onesta per la mia professione.
Ho voluto lasciarvi liberi.
Ho voluto che gli occhi e le luci ci fossero solo per voi senza che io ne rubi un briciolo.
Sono il “maestro”, così mi chiamate spesso, e i maestri sanno rinunciare a tante cose per il bene dei loro allievi.
E se anche il piede trema un pò… anche se la testa si muoverà… anche se mi metterò a saltare come un pazzo… mordo la lingua e mi sto li sotto.. a vedere ciò che ho creato… a vedere la passione di 31 ragazzi che ho cresciuto come se fossero i miei stessi figli…
Che poi il bello sapete qual’è?
Il maestro è sempre presente sul palco grazie alla sua creazioen, alla sua coreografia.
Quindi un pò sarà come se ci fossi.
Ragazzi DanzatE!
Danzate per voi stessi e per quello che siete!
Danzate per le vostre famiglie così vicine come non mai
Danzate per il Gruppo perchè la gente rimanga colpita
Danzate per i vostri singoli sogni affichè non rimangano solo tali.
Danzate per la Danza&Passione.
Danzate per tutti quei sogni calpestati che hanno avuto la forza di ricrederci!
E poi danzate per me, per il vostro insegnante così fiero di tutti voi…

In bocca al lupo ragazzi miei.
L’importante oggi sarà lasciare il segno.
E che Tersicore ci assita.
In bocca al lupo a noi… alla nostra bella famiglia…

Danziamo, danziamo, altrimenti siamo persi!

La Vita è fatta di scelte e di conseguenze da sopportare.
Se cadi ti fai male.
Se vuoi amare devi condividere il Tutto con la tua metà.
Se vuoi le ali non devi avere paura di volare.
Bhe anni fa feci quella scelta che tutt’oggi sembra la più giusta che io abbia mai preso.
8 anni di insegnamento, di dedizione, di passione nel vedere dei piccoli corpi crescere e diventare danzanti.
Ad ogni modo in questi anni non ho mai smesso di danzare.
A volte da solo, a volte con gli allievi più grandi, a volte con chi ero costretto da qualcun altro.
Ora che sono solo, che non ho nessuno ke mi deve “dirigere”, ora che nell’ambiente ci sono entrato fin troppo e non più come danzatore arrivano le scelte che fanno più male.
Un anno fa ero io che tremavo per un concorso nel quale mi mettevo in discussione come insegnante e come ballerino.
Un anno fa ero io che stavo su quel palco, brutto da dire ma davanti ai miei allievi per cercare di dare coraggio e orientamento.
Un anno fa danzavo prima per me e poi per gli altri.
La situazione si ripete ma qualcosa è cambiato.
Non ci sarà il mio sudore.
Non ci saranno i miei piedi a saltare e girare su quel pavimento.
Non ci sarà la mia matta voglia di ballare su quel palco.
Ci saranno i miei ragazzi, ed io giù a guardarli.
Ho scelto di fare “il maestro” e il maestro deve assistere le sue farfalle spiccare il volo, come quando una mamma saluta dalla porta di casa il figlio in viaggio.
Prima o poi i cuccioli devono lasciare la tana, da soli, per diventare leoni.
E così per la prima volta mi sono detto “no” da solo, pur non volendo.
Sinceramente avrei voluto tanto starci pure io.
Gareggiare.
Sentire la sfida e gli occhi avversari addosso.
Fissare gli sguardi della giuria per dire “cazzo, guardami ci sono io!”
Ballare, semplicemente ballare.
Ma l’esame di coscienza me lo sono fatto da solo.
E questa volta non mi sembrava giusto per loro.
Per i miei ragazzi, per le loro carriere, per il loro cammino.
Le navi sono sole nel mare in tempesta, il Faro dalla riva le assiste da lontano, per dare coraggio e per non farle sentire abbandonate.
E fu così che per davvero “ho appeso le scarpette al chiodo”.
Nulla di più doloroso per chi sente i propri piedi ancora che tremano dalla voglia di saltare, girare, cadere, danzare.
Ma questi due dovranno fermarsi e lasciar spazio magari alle due mani, pronte ad applaudire per la soddisfazione ( che spero) mi daranno i miei allievi .
Allora ragazzi se per caso state leggendo, ballate se non per voi, per vincere, per fare bella figura o altro, fatelo per me. Fate finta che ci sia io li al posto vostro.
Per favore danzate come se ballassi io.

…per qst volta Mino fermati…

Come quando la Luna lascia il Cielo alle sue Stelle, così farò io…

..

Il potere delle parole è grande.
Più grande dell’agire a volte….
Anche io posso scrivere che sono un Re ma in realtà potrei essere solo un povero mendicante in mezzo alla strada.
Quando puoi nascondere la Realtà te la puoi invenatre agli occhi degli altri.
E’ da un pò che noto qst.
Amplificare ciò che c’è per far sembrare quello che non è.
Poi nel tempo di oggi con Facebook, Twitter, Sms ecc le parole scritte spesso prendono il sopravvento su quello ke realmente esiste nella realtà.
E così leggi paroloni come “ti amo”, “amore della mia vita”, “mia ragion di Vita” da parte di coppie che nel quotidiano si scannano e corteggiano terze persone.
Oppure leggi “premio internazionale” , “primo posto”, “ha lavorato in tv e al cinema”, “richiesto da mezza Italia” e poi scopri magari che queste competizioni magari sono solo garette con due squadre dove tutti vincono “perchè hai pagato”, che sei richiesto in mezzo mondo solo perkè hai tutti i parenti che fanno lo stesso tuo lavoro e per educazione e solidarietà familiare ti kiamano, oppure che la tV che nominano è solo Telerama o Antenna sud…
E poi quanta gente deve ringraziare photoshop?
Tutti fotomodelli e gnocche nelle foto e poi nella realtà… meglio il vaso del bagno…

Insomma la falsità delle parole è davvero pericolosa.
E sinceramente a me non piace.
Che poi le bugie hanno le gambe corte quindi non è che potete scappare tanto lontano.
Magari la gentaglia stupidella può credere alla prima menzogna, ma poi le voci girano e tutto viene a galla.
Se in foto fai di tutto per sembrare Apollo… stai sicuro ke le strade della nostra città sono quelle e quando la Gente ti troverà davanti farai la figura del Pollo, senza la A iniziale.
O peggio ancora nel lavoro.
Chi tanto si vanta da solo deve sempre preoccuparsi di essere all’altezza di ciò che canta.
Perchè se ti nomini farfalla poi non puoi comportarti da moscerino, non credi?

A modo mio cerco di non essere così.
Sarò pure egocentrico e vanitoso ma i piedi miei sono ben piantati per terra.
Cerco di rimanere un tipo “terra terra” perkè meglio essere umile che bugiardo.
Bisogna essere felici di quello che siamo e abbiamo anche se è poco. Perchè quel poco potrà diventare di più!
Mentre chi finge di avere già tanto come potrà giustificare il poco che ha, o peggio che è???
Come una volta ho scritto “non è importante essere persone importanti ma fare cose importanti per le persone” e ognuno nel proprio piccolo lo può fare.
Io la penso così.
Ad ognuno il suo.

Passano i mesi e spesso anche noi insegnanti sentiamo il bisogno di gridare e andare via.
Mandare tutto all’aria.
Andare via e cercare altre strade non percorse.
Fare mille sacrifici per ricevere troppo spesso delusioni e insoddisfazioni.
Le nuove generazioni per loro sfortuna non conoscono la parola “sacrificio”, “dolore”, “impegno”… Dico e sottolineo “per sfortuna” perchè non sapranno mai il sapore gustoso e prelibato della vera Passione… quella che ti fa mordere i denti quando una gamba ti fa male… quella che ti fa dire “no” ai compleanni o alle uscite con gli amici… quella che ti fa chiudere gli occhi e ti fa danzare come se fosse l’ultima volta… quella che batte nel cuore e che nessuno ti potrà mai insegnare…
Sono mesi che vedo cose che non mi piacciono, le faccio notare, una due tre volte.. ma spesso nulla cambia.
Parlo di tutte le classi che dirigo per farvi sentire chiamati in causa tutti, uno a uno.
A volte non capisco perchè certa gente si avvicina a qst forma d’Arte così difficile e così impegnativa quando il proprio interesse è davvero minimo.
Ho ragazzi che con dolori fisici e gravi problemi economici fanno i salti mortali per frequentare la classe di studio.
Mettersi i soldi da parte per poter fare il saggio e comprare un costume di merda.
C’è chi danza anche piangendo dentro.
C’è chi implora i genitori disoccupati di far continuare gli studi.
C’è chi viene un’ora prima della sua lezione per provare, provare e provare.
C’è chi invece comodo e viziato non se frega nulla.
C’è chi balla e sbuffa.
C’è chi balla ma non sa danzare.
Io non capisco.
Io, che da maestro la prima cosa che provo a insegnare è l’infinita passione che è necessaria per danzare.
Perchè proprio i miei ragazzi devono essere svogliati?
Metto a questo punto in discussione il mio modo di insegnare che a quanto pare non è efficace.
Metto in discussione il mio lavoro, il mio mestiere.
Perchè vedere questi corpi che si muovono ma non danzano fa male e tanto al mio cuore, al mio orgoglio, alla mia professionalità.
Non voglio essere come tanti altri.
Io voglio lavorare per la qualità, per l’Arte.
Del denaro non mi importa nulla.
Della Passione si.
Voi allievi non capite quanto dolore potete creare in noi insegnanti.
Noi che abbiamo rinunciato a tutto per far spiccare il vostro volo e mai più il nostro.
Noi che pensiamo solo e unicamente al vostro bene.
Noi che ci distruggiamo le gambe per ore e ore pur di far vedere ad ogni singolo allievo il “passo di danza”.
E voi???
Voi che vi lamentate sempre?
Voi che ballate ridendo fra di voi?
Voi che non lottate.
Voi che sbuffate
Voi che non provate se non vi viene chiesto
Voi che non avete mai il fiatone
Voi perchè danzate?
Perchè?
Se davvero amate cosi tanto la Danza non offendetela…
E se non vi interessa fatelo per noi insegnanti che abbiamo deciso di spezzarci per farvi felici in quell’unica ora che ci vediamo.
Abbiate il rispetto del nostro ruolo, del nostro lavoro, di ciò che siamo.
Altrimenti ragazzi fate bene a cambiare…
La Danza chiede troppo a volte tutto… e bisogna essere disposti a darlo… altro non si può fare…

Che rabbia…
A volte davvero penso di riprendere quelle ali che ho buttato e andarmene…
Se non riesco a far volare gli altri, ci riprovo io…

Ebbene si anche gli insegnanti soffrono…