Archivio per maggio, 2012


Mai come quest’anno ho potuto riflettere tanto sulla parola “Amore”.
Quante volte in questi mesi ho sentito qst termine utilizzato, girato e rigirato e abusato come una caramella in bocca.
Ognuno di voi potrà dare la propria chiave di lettura a quello che scriverò.
Amore per una donna o per un uomo, per un figlio, per un mestiere, per una passione, per una squadra, per un amico…
Sempre dello stesso viaggio parliamo e la meta che cambia.
Nello spettacolo di quest’anno c’è una frase che mi colpisce particolarmente e che riassume il mio punto di vista nel vedere il mondo:
“Vince sempre chi lotta per ciò che si ama davvero. Si ama fino all’ultimo, finchè si può, finchè c’è respiro. E tu ricorda che Se è amore altro non puoi fare che amare.”

Finchè si può.
Ecco in tanti mesi ho visto gente “amare” tanto quanto bastava, senza mai andare oltre, senza mai esagerare.
Ci si adattava a quel poco che si poteva dare o ricevere e ci accontentava.
E quando il gioco diventava più duro si gettava la spugna, senza paure, rimorsi e rimpianti.
A loro bastava quello.
Dal mio personalissimo parere queste persone sono molto sfortunate perchè credo che non abbiano mai vissuto veramente quello che i Poeti e gli innamorati chiamano “AMORE”.
Lasciarsi andare, senza razionalità.
Sacrificarsi fino a farsi male.
Cadere per poi rialzarsi con le ginocchia sporche di sangue.
Correre e non passeggiare.
Desiderare e mai aspettare.
Piangere per poi sorridere.
Rinunciare a tanto, a tutto solo per ciò che si ama.
Ecco io vivo così.
Ecco io cerco, anzi cercavo di insegnare questo a chi mi sta vicino.
Si vive d’amore perchè è un bene innato, continuo, innaturale.
E l’amore fa male, tanto pure, perchè nessuna cosa bella ci viene regalata senza un pegno dietro.
E se non vi fa male allora significa che non amate veramente.

Amare significa perdersi nella priorità di ciò che desideriamo.
Metti ciò che ami al primo posto, tutto il resto viene dopo.
Io la penso così.
Forse sarò io il povero alieno di questo Mondo.
O forse, scusate la presunzione, è questo Mondo a essere povero.

…si parla tanto d’amore ma in pochi amano veramente…

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Ve la racconto io Mesagne!

Pubblicato: maggio 23, 2012 in A parole mie...

“Tu sei di mesagne? Dove è successo quel casino con la Mafia a Brindisi?”
Ecco cosa mi è stato detto appena arrivato a Roma qualche giorno fa.
Ma fu solo l’inizio di una diffamazione continua della mia città.

Ma chi meglio di un cittadino può raccontarvi e parlare del proprio Paese?
Allora oggi lo faccio io!
E pretendo la stessa attenzione degli articoli in cui si inneggia Mesagne come capitale della violenza!

Mesagne è un paese di circa 30.000 abitanti in provincia di Brindisi.
E’ uno dei paesi più popolosi del salento, magica terra a cui appartiene.
Nel suo stemma c’è una palma e due spighe a rappresentare la fertilità della terra e il clima caldo e mite.
Dientro di sè ha una lunghissima storia documentata ancora oggi dai suoi innumerevoli e magnifici beni culturali.
Prima centro messapico, poi romano, bizantino, passando per il medioevo, Federico II, il Barocco, per arrivare infine all’età moderna e le due grandi guerre e i simboli ancora impressi in molti palazzi del dispotismo del 900.
Perchè Mesagne è una città che ricorda ciò che ha vissuto e non lo dimentica, anzi è sempre pronta a buttartela in faccia a costo di farti male.
Città prettamente agricola. Chi non conosce il nostro vino, il nostro olio extravergine di oliva? Le pesche saporite, i pomodori, i carciofi e tutti i piatti buonissimi che potete assaporare nelle tante trattorie e ristoranti del paese?
Mesagne è anche città di cultura e sport!
Calcio, basket, tennis, taekwondo, teatro, danza : non abbiamo limiti per far vedere i talenti che portiamo fuori!
Città artigiana e negli ultimi periodi scoperta dai turisti.
Ecco Mesagne è prima di tutto questa!

Mesagne è la città in cui si celebra il 16 Luglio la Festa della Madonna del Carmine, piena di luminarie che illuminano le strade del paese e che affascinano i passeggeri.
Mesagne è la città in cui io a 16 anni camminavo alle 3 di notte per strada senza aver paura.
Mesagne è la città che ha ispirato i miei studi universitari essenso così ricca di storia e ricordi.
Mesagne è la città delle mille masserie che puoi visitare prendendo una bici e facendoti una bella scampagnata nelle nostri colorate campagne.
Mesagne è la città delle venti chiese, simbolo della forte devozione di un popolo fedele.
Mesagne è la città dove fanno la cavalcata dei Re Magi, dove c’era il carnevale, dove si promuove una bella rassegna teatrale, dove io ho iniziato a studiare danza classica e la mia maestra ora si trova a insegnare alla Scala ed io a fare il suo stesso mestiere.
Mesagne è la città che ha il centro storico a forma di cuore così come i suoi cittadini come hanno dimostrato nelle ultime occasioni.
Si, Mesagne è ANCHE il Paese dove è nata la SCU, ma sottolineo ANCHE!
C’è chi ci ha dipinto come gente che vive nella paura e nell’omertà!
C’è chi chi ha scritto che a Mesagne si ha paura di camminare per strada, che chiunque chiede “favori”, che ci sono sparatorie come nel Far West.
Che ciò che è successo quasi sia è il simbolo dimostrativo del mio paese.
A chi ha scritto tutto ciò mando un enorme VAFFANCULO con una scopa ficcata nel posto dove non batte il sole.
Che il piacere del dolore altrui ormai fa gola a molti giornalisti è risaputo, ma sputare su un’intera cittadina che prova in tutti i modi a risollevarsi dai suoi vecchi pregiudizi è ancora più diabolico.
Ognuno dovrebbe fare il suo mestiere solo se lo sa fare ma ho letto in giro tante cose che mi dimostrano che ci sono tanti, troppi “finti giornalisti!.
Io ho 27 anni, sono otto anni che vivo “fuori” dal mio paese per questioni lavorative, ma io la Vita quotidiana nella mia Mesagne non me la sono dimenticata e non ricordo nulla di male che questo Paese mi ha fatto .
E’ un paese, da certi punti di vista piccolo, bigotto, un pò all’ “antica” ma mi sembra normale : è come se chiedessi a mia Nonna di scivermi una mail dal tablet appena uscito.
Ci vuole tempo e costanza per far si che anche le piccole realtà possano crescere e migliorarsi e mea culpa il fatto di non aiutarla essendomene andato via.
Ma ammetto che gli insulti gratuiti dati alla città e ai suoi abitanti mi hanno fatto rabbia, così tanto da voler tornare indietro.

Mesagne piange due sue vittima: la povera Melissa (di cui non voglio parlare non per indelicatezza ma per rispetto di una famiglia che personalmente non conoscevo e non voglio far parte della schiera ipocrita del”povero angelo, ci mancherai, eri bellissima…” come se tutti la conoscessero da anni… mi limito a dire che non c’è nessuna forma di giustizia e integrità mentale nel voler ferire un innocente che va a compiere il suo dovere nella propria discrezione… a 16, a 30, a 90 anni,.. gli innocenti non si toccano.. punto!)
La seconda vittima è la sua stessa dignitò di Città sempre pronta a ricucire le proprie ferite e impegnata a ricostruirsi, oggi vittima dell’audience, del pettegolezzo, dell’ignorante di turno che solo per soldi e fama insulta una storia millenaria e una comunità di brave persone.
SI!, Perchè noi MESAGNESI siamo BRAVE PERSONE!
Dovreste conoscerci per giudicarci.