Archivio per la categoria ‘Black Time’

Questo blog nasceva quasi dieci anni fa con la voglia di mettere per iscritto tutto ciò che vivevo, di bello e brutto, come una valvola di sfogo per buttare giù tutte quelle emozioni che a volte si accumulano dentro di noi. 

Col passare del tempo, facendomi grande, conoscendo nuova gente e nuove storie ho capito che non ero più libero di esternare i miei pensieri così come quando ero un ragazzetto di venti appena affacciato alla vita.

Ora ho quasi ventinove anni eppure sento quel bisogno di buttare fuori quello che ho dentro.

Sarà che sto tornando infantile, megalomane, o semplicemente mi sento più solo nonostante il mondo che ho attorno.

Allora oggi scrivo con l’illusione che fra uno, due tre mesi a rileggere questi frasi mi possa fare una grande risata e dire “santoDio come stavo depresso” così come facevo fino a poco tempo quando mi mettevo a rileggere quelle due tre cose iper tristi del passato.

Nei film o sui libri spesso si legge di quando magari uno viene lasciato e si sente un nodo alla gola, un mal di pancia perenne.

Io ogni volta mi dicevo “ma che cavolo dicono… sono proprio cose che non possono accadere.. piangi qualche volta ma poi ti passa tutto”

Ora vi posso confermare che ho cambiato idea.

Sentire un groppo li nella gola, come se volessi piangere e non farlo. Se piangi le lacrime escono fuori, vanno via, spariscono. Così invece rimangono li dentro, pesanti, pronte a buttarti sempre giù. 

Sentire una palla accartocciata nella pancia, un peso enorme, come se non avessi mangiato niente e sentirsi pieni, gonfi, una palla che gira e si rigira dentro, senza tregua, che fa male, sempre , parecchio, una palla che spesso sale al cuore che si sente punto, infilzato da qualcosa. Dai ricordi.

Sentire la sua voce ovunque, sognare la sua persona ogni notte, vedere il suo viso negli occhi di tutti.

Vi assicuro io davvero non capisco come certa gente ce la fa a vivere serenamente sapendo di essere il malessere di un’altra persona.

Io davvero non so come si può rifiutare un amore così dato gratuitamente, senza remore, senza costi, senza indugi.

Io davvero non capisco come chi lascia riesce a essere forte cancellando l’altra persona come se niente fosse al punto di rifiutarla continuamente.

Direte se non c’è amore tutto ciò è possibile.

Ed io mi chiedo perchè allora non lo accetto? Non lo vedo? NOn lo comprendo?

Io che so che tutto è finito, che quel “non ti amo” me lo sono sentito dire, una , due volte perchè sono ancora qui aspettando una speranza che non arriverà?

Quanta altra vita dovrò sprecare pensando al passato?

Quanto altro tempo dovrò bruciare aspettando che la storia possa cambiare?

Perchè quando guardavo i suoi occhi, quei occhi che solo io conosco davvero, vedevo ancora tutto il sentimento della nostra storia?

Perchè sono ancora qui ad aspettare chi è già andato via senza pace?

Mi guardo allo specchio e non mi riconosco più.

Non parlo con nessuno.

Non esco più.

Non sorrido più.

Non vedo occasioni per me.

Porca troia ci sto sotto e il problema che da questo tunnel non ne so davvero uscire.

Che il Buon Dio mi aiuti a smuovere quello che per adesso non è Vita.

 

Scusate lo sfogo, a volte sono più bravo a scrivere che a parlare con la gente. 

Ma tu ora dove sei?Immagine

 

 

Tutto e’ iniziato da ieri mattina quando qualcuno mi ha detto “Mino hai gli occhi infelici, non ti riconosco”.

E’ imbarazzante quando chi ti vuole bene ti mette a nudo. 

Mette a nudo il tuo malessere.

Vengo da un periodo difficile.

Delusioni, litigate, falsita’, addii, freddezza e di tutto di piu’.

In troppi mi dicevano che ero cambiato, che ero diventato un altro, diverso dal solito mino… ma sai, quando sei in gioco poche volte capisci l’errore che stai commettendo.

Tu giochi per te e per raggiungere la tua meta, poco importa se perdi qualche pezzo di te, dicono che si fa così… sfortunatamente di me ho perso troppi pezzi…

Prima l’indifferenza, i dispetti, i rinfacci poi un insieme di urla, di parole inventate, di accuse false come le grigie nuvole,  di presunzione ed egoismo hanno colorato questi ultimi mesi.

La dignita’ quella non va mai dimenticata nemmeno quando si e’ in due… io la mia un pochino l’avevo smarrita… anche se dall’altra parte non si e’ visto. Anzi mi si accusa stranamente dell’esatto contrario.

Poi il cuore si e’ proprio fermato quando ieri notte mi e’ arrivato un messaggio “D. e’ morta.” Una mia vecchia e carissima amica e’ scomparsa.

Il dolore, il pianto continuo, l’assurdita’ di una vita così giovane finita, il senso di colpa nell’essermi allontanato, nell’aver rimandato sempre quel caffe che ci avrebbe potuto riunire, che mi avrebbe potuto dare l’occasione ad aiutarla un po’. Tanti anni di amicizia che bruciano così in poche ore. 

Una mattinata in cui le lacrime sono scese di continuo, senza mai fermarsi. 

Troppo dolore per un cuore come il mio che non lo sa sopportare.

Poi un’amica mi ha mandato una frase che D le aveva scritto : “Tieni chi ami vicino a te, digli quanto bisogno hai di loro, amali e trattali bene, trova il tempo per dirgli “mi spiace”, “perdonami”, “per favore”, “grazie” e tutte le parole d’amore che conosci.”

Ho messo da parte l’orgoglio e tutte le parole sentite in questi giorni e sono andato a regalare un abbraccio a chi volevo darlo. 

E ho ricevuto un rifiuto.

Ecco. In tanta assurdita’ ho spalancato gli occhi. 

D. forse mi ha aiutato a vedere meglio questo dolore. 

Forse la scelta poi non e’ stata mia. 

Chi non ti aiuta quando gli stai affogando davanti e’  perche’ non ti vuole salvare.

E chi non ti salva, non ti ama.

Ecco questo ho imparato in questo giorno triste.

Che i veri problemi sono altri nella vita.

Una morte precoce e’ la VERA tragedia, non il resto.

Che questa vita e’ così piena di imprevisti che non bisogna aspettare che si sistemi da sola, tocca a noi rimboccarci le maniche e cambiarla così come la desideriamo, nel limite delle possibilita’ che il destino ci da.

Soffrire e’ giusto, ma per le cose giuste, per le persone giuste.

Sara’ ancora un giorno triste quello di oggi ma ora ho imparato qualcosa.

Vivere non e’ mai poi così scontato. 

 

E a te D chiedo scusa.

Scusa per essermi allontanato.

Scusa per aver rimandato il nostro momento.

Scusa per essermi dimenticato di noi. Image

Stanotte riflettevo.

Morfeo non voleva arrivare nel mio letto e il mio cervello viaggiava coi pensieri.

Un tema che mi rincorreva era analizzare il “Tempo”, anzi per la precisione quel’istante in cui qualcosa cambia colore, odore, forza. Si, perche’ credo che durante la nostra vita ci sono quei “momenti” di pura coscienza in cui qualcosa cambia.  Fortemente, definitivamente. Non ne parliamo se uno sta attraversando un periodo un po’ difficile dove tutte le percezioni aumentano il loro valore.

Ecco quelli sono i momenti in cui gli occhi si fanno piu’ grandi e riescono a vedere realmente quello che c’è’.

Sono anche i piu’ pericolosi: in genere da quelli non si torna piu’ indietro. 

Arriva il momento in cui per esempio la tristezza diventa orgoglio.

Il momento in cui il dolore diventa rancore.

Il momento in cui la cuorisita’ diventa desiderio puro.

Il momento in cui il dubbio diventa sfiducia.

Il momento in cui la Paura diventa Rabbia.

 Il momento in cui l’autocommiserazione diventa egoismo.

Il momento in cui la Nostalgia diventa Ricordo.

Il momento in cui la spontaneita’ diventa abitudine.

Il momento in cui l’illusione diventa realta’.

Il momento in cui la Pazienza diventa Freddezza.

Il momento in cui l’amore diventa odio.

Il momento in cui la solitudine diventa una scelta.

Il momento in cui il vittimismo diventa Forza.

Il momento in cui la morte diventa Vita.

Il momento in cui la pigrizia diventa Intraprendenza.

Il momento in cui qualcosa che non esiste inizia a vivere.

Il momento in cui qualcosa che vive poi muore. 

Il momento in cui una conoscenza diventa un’amicizia.

Il momento in cui un sogno diventa concretezza.

Il momento in cui il buono diventa il cattivo.

Il momento in cui un “io” diventa un “noi”.

Il momento in cui un “noi” diventa un “io”.

Il momento in cui un arrivederci diventa un addio. 

 

Ecco, stanotte pensavo a questi momenti… e mi hanno fatto compagnia per tutta la nottata. Ognuno di noi merita uno di questi istanti. Bisogna stare attenti a cogliere quello giusto, quello che fa per noi. E’ un gioco arduo. Se sbagli non torni indietro. Ecco perche’ ci vuole tutto il Tempo necessario per afferrarlo questo “momento”.

Chi rompe paga.

In ogni caso, in ogni situazione, sia se tu sia vittima o carnefice.

Chiudo gli occhi e inizio a scegliere per me.

E’ giunto quel “momento”.

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riflessione sulla vita

Pubblicato: febbraio 4, 2013 in Black Time
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– queste ultime due giornate sono state particolarmente tristi e strazianti, che mi hanno fatto molto riflettere.
Riflettere sull’importanza di amare il piu’ possibile cio’ che desideriamo, cio’ che ci rende felici o semplicemente sereni, il piu’ possibile, senza riserve o limiti perche’ non sappiamo mai quando l’Imprevedibilita’ vorra’ far cambiare i nostri piani. Riflettere sulla necessita’ obbligatoria di parlare sempre e comunque, anche arrivando a gridare: meglio litigare con qualcuno che solo con se stessi. Riflettere sulla bellezza di avere sempre vicine delle persone che ti amano incondizionatamente, pronte a salvarti anche quando la tua barca sta affondando. Riflettere su come e’ difficile far sorridere chi tanto ha pianto e forse lo fara’ ancora. Riflettere sulle promesse che facciamo, quelle piu’ vere e sul grande impegno che necessita per saperle e poterle mantenere. Riflettere su come, e dico purtroppo, a volte il dolore unisce piu’ della felicita’.

E ora, sulla mia sedia, rifletto sulla Vita.
Non e’ vero che ne abbiamo solo una.
Ne abbiamo così tante nelle mani che nemmeno le riconosciamo.
Abbiamo quella nostra personale, quella dei nostri genitori, dei nostri figli, dei nostri fratelli, dei nostri amici, dei nostri colleghi.
Siamo una rete fitta di vite che si incrociano e si legano.
Quando una cade, cedono tutte le altre.
Ecco, dovremmo pensare sempre a questa rete e capire che non siamo mai soli, nel bene e nel male.
Che tutto il dolore che ho visto e sento dentro di me e negli altri possa piano piano svanire, che la Speranza possa colorare gli sguardi delle persone oggi così infelici e che le nostre Vite possano rialzare la loro rete oggi sicuramente strappata.
Che la mia preghiera possa arrivare al cuore di un Dio misericordioso.Pubblicazione1

Che io sia nella fase “odio tutto e tutti” è ben risaputo.
Ma certo la Realtà circostante non mi aiuta a calmare qst sensazione.
“Mi raccomando niente sole forte, colpi di vento, sforzi fisici, stress e nervoso… stai tranquillo, rilassato”.
Così mi disse la dottoressa venerdi sera all’ospedale prima di firmare il permesso alla libertò del giorno seguente.
Ma cara dottoressa qui le cose sono davvero difficili da digerire.
Mi mordo la lingua 50 mila volte al giorno per non urlare il casino che ho in testa.
Vedo cose che davvero ti lasciano la bocca spalancata.
Vedi foto che ti fanno rabbrividire l’anima.
Sottolinei cose che “all’occhio stolto” non significano nulla, all’occhio “attento ai dettagli” dicono tutto.
Se l’Ipocrisia potesse parlare direbbe schokkata “che schifo”.
Troppa gente che fa di tutto per essere “santa” quando letterlamente è “stronza”.
Troppa gente che fa di tutto per piacere agli altri, forse anche riuscendoci, ma la domanda che mi sorge sarà ” ma poi si piacerà allo specchio?”
E’ naturale che si può cambiare sempre idea, solo lo stupido non lo fa.
Ma a me fa ridere chi si comporta da San pietro e poi non sa nemmeno usare una delle chiavi del proprio giudizio.
Sarà che qui nel Salento c’è molto vento e quindi le idee di molti sono come le bandiere, un pò a nord e un pò a sud, ma poi il vento ogni tanto si ferma… chissà dove vanno le idee di queste persone.
Ultimamente sono diventato un bravo osservatore.
Sarà che sotto sotto sono ancora un pò archeologo e mi piace scoprire cosa c’è nascosto dietro le persone… e noto, ahimè, troppi scheletri come quelli delle tombe che scavavo anni fa…
Attenzione, io non sono certo santa maria goretti… di difetti ed errori ne ho fatti, ne faccio e ne farò tantissimi ma una delle poche cose che apprezzo di me è la coerenza: chiamare per nome ogni colore, chiamare per nome ogni luogo, ogni sentimento…
La rosa può avere vari colori, forme e odori ma sempre rosa è… come tale rimane…
Ma scommetto che ci sarebbe qualcuno che avrebbe il coraggio di cambiarle il nome…
E zitto mi rimango…
Devo ricordarmi delle parole della dottoressa.
Mi aggrappo sempre più a quelle poche cose che hanno valore.
Il resto lo inizio a guardare da un passo indietro…
Non si sa mai, che qualcuno provi a cambiare anche il mio nome così come cambia le proprie idee e comportamenti…

Al sesto giorno di reclusione forzata in questo ospedale mi ritrovo a scrivere nel mio blog.
In questi giorni ci ho pensato e non l’ho mai fatto.
Eppure qui il tempo per scrivere non manca, anzi avanza sempre.
Qui il Tempo è come se non ci fosse a dire il vero.
Sono solo tante ore in cui sei sveglio, o puoi dormire, o girovagare per gli stessi corridoi che alla fine impari a memoria.
Qui il Tempo non c’è, c’è solo l’Attesa e l’Ansia.
Si qst due cose coincidono: attendi il tuo medicinale con l’ansia di dover fare un controllo che ti farà schifo.
Attendi il tuo Medico con l’ansia di avere magari cattive notizie.
Attendi l’infermiere che deve farti la flebo (se non se la dimentica come hanno fatto con me, meno male che sono un tipo invadente e mi sono permesso di rimembrare a qt persone la mancanza appena ricevuta) con l’ansia di mettere male l’ago e di un prelievo.
Attendi una visita per passare le ore con l’ansia che non venga nessuno.
Persinoo il cibo che attendi mette ansia, l’ansia di vedere ogni santa sera lo stesso brodino che puzza di ospedale.
Qui il Tempo non c’è: ci si sveglia alle 5,30 quando misurano la febbre e se sei come me che non riesci a prendere più sonno e rimani sveglio finchè non fa sera. E il tempo vola o si ferma, ancora non l’ho capito
Al sesto giorno mi sono seduto e mi sono detto: “raccontiamo questa esperienza cosicchè in un tempo lontano (quando tornerò nella vita normale e li il Tempo ci sarà eccome) potrò ricordare quello che ho vissuto e cosa mi ha insegnato.
Oggi ho avuto la prima speranza: sabato dovrei uscire.
Cosa ho? non si sa…
Ero piuttosto tranquillo anche quando ho fatto le prime visite, è una febbre, un’infezione semplice che tutti possono prendere, passerà, qualke cura, puntura, flebo ma passerà. Ma poi un dottore ha infilato lentamente dentro di me una piccola enorme paura che non so se è andata via. Si, perchè qui ti bucano e forse ti considerano talmente tanto ignorante da non riferirti cosa ti stanno facendo e si limitano a dire: “sono analisi generali”, “sono antibiotici”, “sono compresse”, ma forse conviene che io sappia cosa mi fate e cosa ho….
Che è successo in questo periodo?
Inutile dire che ho avuto le solite delusioni da parte di gente che magari credevi più amica di quello che realmente sono. E’ vero : è nel mometo del bisogno che capisci chi sono le persone che davvero ti vogliono bene.
Per il mare, per una festa, per una discoteca la gente fa anche 50 km, ma per andare a trovare un amico in ospedale forse la benzina diventa troppo cara.
Poi ci sono quelle amicizie che nonostante il Tempo o la Distanza non si indeboliscono anzi si mostrano più vere di quanto io stesso potessi immaginare. Semplici, umili che zitte vengono e ti fanno sorridere.
Poi c’è stata anche l’indifferenza di tantissima gente a cui hai dato il cuore, ma a quanto pare o non se ne sono accorti, o forse loro non ce l’hanno.
Contento di quei pochi familiari che hanno avuto il coraggio di venirmi a trovare, perchè io non sono mai stato un nipote o un cugino modello eppure loro sono stati qui…
Poi penso a tutti quei genitori dei miei allievi che ogni giorno mi hanno chiamato o si sono messi in contatto con me per sapere come stavo: bè non me lo aspettavo eppure ci sono stati, con il loro affetto, con la loro stima, con la loro fiducia nel loro maestro, che “è forte e non deve mollare per i suoi ragazzi”.
C’è stata gente che insieme a me ha pregato, perchè forse la sola scienza a volte non basta.
E poi ci sono stati i miei genitori, come sempre pronti a salvare questo figlio a quanto pare un pò sfortunato con la salute visti i ripetuti problemi ogni anno.

In questi giorni ho evitato di lamentarmi. L’autocommiserazione rallenta la guarigione e il passare delle ore.
Sono stato in silenzio, ho voluto sopportare tutto ciò, le analisi, le flebo, le siringhe, cioè tutto ciò che mi rabbrividisce perchè ad ogni “infilzata” pensavo: ” mino resisti, serve per guarire, serve per tornare a casa, serve Mino per uscire da qui e tornare alla vita reale”. E allora stringevo i denti e vedevo quel sangue che mi tiravano, dovevo, devo e voglio guarire da ancora non so cosa, ma lo voglio.
Poi non è giusto lamentarsi proprio qui.
Ne vedi di cose brutte. Vedi tutti questi anziani che tornano bambini. Madri e padri accuditi dai loro stessi figli che forse diventano i loro genitori. Lo vedi il dolore qui e lo rispetti e capisci che si deve lamentare solo chi se lo può permettere.
Ho pensato all’amore, al mio amore, a quanto questo amore mi è mancato e forse ho capito che è quello vero, perchè mi bastava uno sguardo, solo uno, per farmi sorridere, per farmi felice, mi bastava quello in pochi minuti ed io ero felice. Credo che questo sia l’amore: quando anche la minima sua parte ti rende così sereno, penso che significhi che hai trovato la persona giusta. E se lo dico io davvero tutti possono cambiare e conoscerlo. O forse riconoscerlo.
Spesso si scrive “mi manchi” ma io ogni volta che l’ho scritto lo sentivo davvero.
La voglia di uscire da qui è solo vincolata al mio amore, alla possibilità si stare di nuovo insieme, come una coppia normale, così come è stato fino ad adesso.
Mi sono abituato agli orari, al cibo, alle cure, alla solitudine di questo ospedale ma non mi sono abituato mai alla sua assenza.

Ho imparato a pazientare, a stare calmo, a respirare piano, a superare la paura, a superare quel mal di pancia che ti viene per il nervoso, a dimenticare gli incubi ad occhi aperti.
Ho pensato e immaginato la Danza, anche qui, qui dove non potevo far nulla. Mi è mancata e mi manca ancora. Troppe volte ho pensato alla mia sala vuota, io, lo specchio e la musica.
E’ un bisogno. Ora ho davvero fame. Sarà una delle prime cose cha farò appena tornerò alla vita normale.

Ma poi è arrivato “oggi”: al sentire le parole “sabato potrà tornare a casa” il mio cuore si è rassicurato, ho pensato “torno alla vita reale, torno alle cose che amo”.
Torno un pò diverso.
Torno con alcuni cambiamenti che non piaceranno a molte persone.
Torno con la consapevolezza che bisogna credere davvero in poche cose e persone.
Torno come un albero maturo che farà cadere i frutti marci o quello che sono cresciuti male.
Torno col sorriso, di chi, spero, ha superato un’ennesima guerra, di quelle che fanno venire i brividi, di quelle che fanno paura, davvero.
Torno per chi mi ha voluto bene e me lo ha dimostrato.
Torno per poter dire la schifezza che c’è in giro e che non voglio più.
Torno più per me che per gli altri.
Io torno ma non credo che sarò lo stesso di prima.
Torno e spero di rimanerci lì, nella vita reale.

Torno come un albero che vuole crescere, che ha delle forti radici e che sa rinoscere il giusto dallo sbagliato.

Ho intravisto l’azzurro

Pubblicato: agosto 1, 2012 in Black Time
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Stamane ero sul cesso.
Immagine poco poetica lo so.
Sbrirciavo dalla finestra e ad un tratto, tra le le lamiere della mia veranda ho intravisto l’azzurro.
L’azzurro del cielo.
Mi è venuto un brivido.
Rinchiuso nella mia stanza da tre giorni non vedo il cielo per niente.
Ho sentito così il bisogno di vedere il sole.
Sono andato nel salone, ho chiuse le porte, nemmeno uno spiffero di vento devo prendere, così dicono.
Ho aperto la tenda della finestra e l’ho visto.
Vivere per tre giorni nella mezza ombra di una stanza da letto mi ha creato la conseguenza di non essere più abituato alla sua luce.
E’ incredibile, solo tre giorni e i miei occhi non reggevano la sua luce.
E’ vero: solo quando sei a terra apprezzi le tante piccole cose che hai nelle mani e che dai per scontato.
Tutti dicono che passerà.
Ne sono sicuro pure io.
Non merito tutto questo.
Per ora rassegnato accetto qualsiasi dolore e puntura.
Ne vale sempre la pena.
Tornare sotto il mio cielo, andare dal mio mare, baciato dal mio sole…
Tutto ciò merita un pò di pazienza e sacrificio.
Ce la farò, intanto però permettetemi di lamentarmi.
Poi finirà tutto ed io tornerò l’acidone che fa ridere mezza gente.

… le paure tornano…
… l’ansia cresce…
… domani saprò tutto…

Sono stanco sai?
Non voglio più lottare, voglio solo vivere.

Stanco di tutto questo

Pubblicato: marzo 7, 2012 in Black Time

Non è possibile dover tremare ancora.
Sentire questo gelo addosso.
Dover guardare avanti con il terrore di cadere e non rialzarsi più.
Sono stanco dell’ansia che ormai prende le mie giornate.
Stanco di questi occhi che devono nascondere di nuovo lacrime pesanti.
Stanco di dover temere tutto e tutti.
Mi chiedo perchè proprio a me.
Quale motivazione ha il destino a farmi tutto ciò?
Quale grande colpa ho da dover sopportare per la terza volta tale macigno?
Fato, Destino, Dio anche il più valoroso condottiero alla fine si stanca a dover lottare mille guerre.
Ed io questa volta non so.
Non so se riuscirò a sopportare in silenzio, con coraggio e forza questa altra ennesima paura.
Questa volta potrei rinunciare a combattere.
Potrei gettare la mia spada nel fiume e lasciarmi trasportare come una foglia senza anima.
Forse questa volta non ce la posso fare.
Questa volta tocca a te essere a clemente con me.
Solo questo ti chiedo.
Sii clemente con me.

Paranoia

Pubblicato: febbraio 27, 2012 in Black Time

Qualche piccola paura ogni tanto torna…

La chiamano “paranoia” la mia, e forse hanno ragione, ma ogni volta che sento la parola “dottore” il mio cervello se ne va in tilt e il mio cuore inizia a tremare…
NOn dovrebbe essere nulla di grave…
Forse solo una pausa un pò più lunga…
Ma dopo quello che ho passato per due volte anche un semplice controllo diventa motivo di ansia..
“non è niente vedrai…” … “al massimo un mese fermo devi stare”… “in un’ora hai fatto tutto e te ne torni a casa”
Le frasi che mi ripetono sono queste…
La mia testa invece dice ” e se ci sono complicazioni?…. e se non è una sciocchezza come credi?… e se devi operarti? … e se… e se… e se….”

Si, è una paranoia…lo ammetto.
Ma quando temi di perdere la cosa più importante della tua vita la Paura gioca con le tue emozioni e i tuoi pensieri.
Solo chi ama davvero può capire quello che sto dicendo…
Maledetta e dannata Paura!
Per ora facciamo finta che andrò a fare una visita a qualche parente ammalato di morbillo e che sta per guarire, facciamo finta che il dottore quel giorno non starà aspettando me, facciamo finta che è tutto ok…

Oggi il sole splende, perchè aspettare per forza le nuvole?
Magari non piove…