riflessione sulla vita

Pubblicato: febbraio 4, 2013 in Black Time
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– queste ultime due giornate sono state particolarmente tristi e strazianti, che mi hanno fatto molto riflettere.
Riflettere sull’importanza di amare il piu’ possibile cio’ che desideriamo, cio’ che ci rende felici o semplicemente sereni, il piu’ possibile, senza riserve o limiti perche’ non sappiamo mai quando l’Imprevedibilita’ vorra’ far cambiare i nostri piani. Riflettere sulla necessita’ obbligatoria di parlare sempre e comunque, anche arrivando a gridare: meglio litigare con qualcuno che solo con se stessi. Riflettere sulla bellezza di avere sempre vicine delle persone che ti amano incondizionatamente, pronte a salvarti anche quando la tua barca sta affondando. Riflettere su come e’ difficile far sorridere chi tanto ha pianto e forse lo fara’ ancora. Riflettere sulle promesse che facciamo, quelle piu’ vere e sul grande impegno che necessita per saperle e poterle mantenere. Riflettere su come, e dico purtroppo, a volte il dolore unisce piu’ della felicita’.

E ora, sulla mia sedia, rifletto sulla Vita.
Non e’ vero che ne abbiamo solo una.
Ne abbiamo così tante nelle mani che nemmeno le riconosciamo.
Abbiamo quella nostra personale, quella dei nostri genitori, dei nostri figli, dei nostri fratelli, dei nostri amici, dei nostri colleghi.
Siamo una rete fitta di vite che si incrociano e si legano.
Quando una cade, cedono tutte le altre.
Ecco, dovremmo pensare sempre a questa rete e capire che non siamo mai soli, nel bene e nel male.
Che tutto il dolore che ho visto e sento dentro di me e negli altri possa piano piano svanire, che la Speranza possa colorare gli sguardi delle persone oggi così infelici e che le nostre Vite possano rialzare la loro rete oggi sicuramente strappata.
Che la mia preghiera possa arrivare al cuore di un Dio misericordioso.Pubblicazione1

31 Dicembre 2012 h 10.21
Un anno che finisce e un altro che sta per iniziare.
Anche qst anno come al mio solito faccio il resoconto di quello che sta per finire.
A dire il vero non so come descriverlo.
Forse un po’ anonimo, ma aiutatemi a ricodare bene cio’ che ho vissuto.
Credo che cerchero’ di riassumere soprattutto le cose avvenute.
Sicuramente la cosa piu’ importante che mi sia capitata sia stata quella si esseremi (finalmente) innamorato.
Bhe a 27 anni era pure ora. Un sentimento vissuto nella propria intimita’ e nella sua riservatezza tanto che credo che ora, se qualcuno leggera’ qst post, sara’ pronto a mandarmi il fatidico messaggio “come? da quando? chi e’?”
Sicuramente e’ la nota piu’ bella di qst dolce anno. Non e’ difficile capire che sicuramente è la “persona giusta” semplicemente perche’ c’è sempre e comunque, mi capisce al volo, perche’ nella sua semplicita’ riempe unicamente le mie giornate, perche’ riesce a non perdere la sua personalita’ pur essendo in due, o semplicemente perche’ mi sopporta che davvero non e’ da tutti.
Un’altra immagine bellissima di qst anno e’ stato sicuramente lo spettacolo di fine anno della mia scuola di danza.
Vedere tutta quella gente li, quel chiostro così pieno, quel mega palco, il mio nome in giro per i cartelloni a Lecce mi ha riempito di orgoglio e soddisfazione. Tutti quei applausi, le richieste di esibizioni, i sorrisi dei genitori, le lacrime dei miei tanti allievi mi ha davvero colmato il cuore di felicità. Non e’ difficile capire che per per me il mio lavoro e’ essenziale, tanto da avere la priorita’ su quasi tutto. Certo le delusioni non mancano soprattutto perche’ una cosa che manca al mondo di oggi e’ la gratitudine, ma questo e’ un altro discorso, prendiamo il buono che la Danza riesce a darmi giorno per giorno.
Una presenza irruenta che e’ entrata nella mia vita in qst 2012 e’ stata sicuramente quella di Mia, la mia cagnolina. Non avrei mai e poi mai pensato che si potesse amare così tanto un “animale”, se così si puo’ ritenernela, perche’ per me è la mia figlioccia. Una bella rompipalle sicuramente ma l’affetto che riesce a darmi scalda il cuore e a volte anche la poltrona con la sua pipì….
Un’altra bellissima esperienza e’ stato sicuramente l’esame alla MC HIP HOP a Latina.
Essere sottoposto sotto esame nella cosa che piu’ amo al mondo e’ stato terribile ma anche rincuorante. Terribile per l’eventuale delusione in una bocciatura, rincuorante nell’essere passato, perche’ nonostante gli invidiosi ora ho un attestato che conferma il mio livello qualitativo nella danza. E come dimenticare il viaggio a Roma connesso? 4 giorni favolosi sicuramenti e divertenti come pochi.
Bellissime sono state le giornate passate al mare tra Roca, San Foca e Torre dell’Orso : mi hanno fatto riscoprire un amore viscerale per la mia terra.
Ricordo con enorme soddisfazione le vittorie nelle gare e nei concorsi di danza, ultimo il 22 dicembre con TRE PRIMI POSTI: Certo non si puo’ piacere a tutti ma ogni tanto queste gratificazioni servono, eccome.
Scorro le foto di qst 2012 e noto che grandi avvenimenti non ci sono stati.
Ma i cambiamenti quelli si.
Ritrovarsi “soli” .
Non avere piu’ quei punti di riferimento di cui tanto mi fidavo.
Chi puo’ dimenticare la mia settimana in ospedale, noiosa e riflessiva al punto di farmi aprire così tanto gli occhi?
Chi dimentica le lacrime delle mie ragazze quando non sono state classificate?
Chi può nascondere le immagini di quelle persone che volontariamente ti escludono dalla loro vita?
Come si possono cancellare gli insulti e le invidie in qst mondo del lavoro?
Una cosa che ho imparato e’ anche allontanare al punto giusto le persone che non “vogliono diventare grandi”.
Spesso vedo persone che vivono al minimo possibile, non mettendosi mai alla prova o al sacrificio, adattandosi a quel poco che hanno o cercando di rubare agli altri quello che possono prendere.
Ho capito come la superficialita’ della gente a volte e’ talmente grande da occupare il mondo: spesso le persone ti amano solo se stai per morire o se stai sparlando di qualcuno. La tua felicita’ e la tua serenita’ non la vogliono mai condividere.
Ho percepito in qst 2012 che le maschere sono tante e non vengono utilizzate solo a carnevale o in teatro. Che iniziare a non aver fiducia ti para il culo ma ti far rodere il cuore…
Ho intravisto la presunzione di chi umile vuol sembrare.
Ho decisamente capito che chi vuole andare d’accordo con tutti alla fine e’ il piu’ cattivo.
Ho finalmente capito che se il ciuccio non vuole bere e’ inutile che gli gridi addosso, non ti dara’ mai ascolto.
Ho imparato che al Mondo d’oggi la parola “grazie” non e’ piu’ usata.
Ho visto che l’ammirazione verso chi e’ piu’ grande di te non c’è piu’.
Ho constatato che l’educazione e’ un pro forma.
Ho provato a stare a terra e nessuno mi ha dato la mano per rialzarmi.

E di qst 2013 che sta per arrivare cosa vogliamo dire?
Nulla.
Perche’ l’anno che sta per finire mi ha insegnanto che non bisogna fare pronostici, ma rimboccarsi le maniche e lavorare con le proprie mani per cio’ che si vuole.
Allora mi auguro di lasciare tutto così come sta .
Con la mia danza, il mio amore, Mia, e quelle due tre amiche che bastano e avanzano.
Al massimo sapro’ quali impegni mi vorro’ prendere.
Sara’ per esempio mio impegno qst anno trovare nuove persone pronte a voler il bene reciproco.
Mi sforzero’ a fare un viaggio, lo dico da 8 anni ma qst anno mi sforzero’ un po’ di piu’.
Cerchero’ di far crescere sempre piu’la mia scuola di danza.
Mi riprometto di studiare ancora e ancora tramite stages e corsi per poter offrire un servizio di qualita’ e migliore.
Cerchero’ di mordermi la lingua evitando di essere sempre sempre sempre l’acido di turno, ma qst non so se lo manterrò.
Mi impegnero’ a non rompere tutte le cose che mi regalano.
Mi riprometto di lavare piu’ spesso casa.
E poi bu…. quel che verraì verra’.
Che qst nuovo anno allora arrivi veloce veloce.
Sperando di non avere piu’ problemi di salute, di non subire denuncie e querele e di stare tranquillo e calmo al posto mio.

Buon anno cari lettori, che il lavoro delle nostre mani posso dare buoni frutti.

ciao

ombra2

Una cosa che detesto e che mi star male sono le chiacchiere.
Sapete quelle buttate al vento solo per far rumore?
Ecco proprio quelle.
Non si puo’ piacere a tutti questo e’ scontato ma iniziare a far nascere odio e pettegolezzo solo per piccole cose e’ davvero umiliante e vergognoso per chi lo fa.
Credo che chi sta parlando tanto fondamentalmente e’ perche’ non ha altro modo per difendersi.
Io sono si sensibile, ma sono anche bello stronzo, se mi si fa del male rispondo con tanta violenza.
Eppure questa volta mi sto reputando “superiore”.
Non rispondo con la stessa moneta ma aspetto.
Aspetto i risultati e gli esiti che il Tempo da sempre.
Spettegolare e’ solo sintomo di infelicita’ e incomprensione.
Fomentare dispiaceri e presunzione non fa bene alla coerenza del proprio carattere.
Giudicare solo cio’ che c’è oltre la propria ombra non e’ certo un buon modo per crescere.
Bisognerebbe guardarsi nello specchio e chiedersi il perche’ di tante cose senza dare senze le colpe agli altri.
Dispiace pero’ che chi hai trattato con educazione e stima stia ora rispondendo con cattiveria e dicerie.
Sono stato sempre al posto mio.
Non ho mai sentenziato nessuno.
Non mi sono mai reputato “il migliore”.
Non ho mai sbirciato cio’ che fanno gli altri sia perchè non mi importa, sia per rispetto e sia perche’ sono troppo preso dalle mie cose.
Credo che le critiche e i giudizi in questo mondo siano giusti se costruttivi.
Ma non accettare le diversita’, rinchiudersi nei propri canoni, non ammettere che ci può essere altro da noi e’ davvero da persone poco sensate.
E credo che per il bene mio, del mio fegato e di chi mi sta vicino sia giusto chiudere qui questa storia.
Si sa, quando ci si espone ci si mette sotto i riflettori di tutti.
Ma che questi riflettori poi sappiano illuminare bene e tutto e non solo quello che si vuole vedere.
E nonostante tutto si va avanti, con un bottino ricco nelle tasche e le dicerie nelle orecchie.
Potrei riprendere con una mia vecchia frase, un po’ presuntuosa ma forse veritiera:

“solo i migliori hanno tanti nemici!”

24 Dicembre 2012, Vigilia di Natale.
Scrivo una lettera, sono vivo e quindi i Maya hanno sbagliato.
Ma ora parliamoci chiaro? Davvero credevate nella Fine del Mondo???
Vabbe’ avevo deciso di scrivere una mini lettera per babbo natale come ogni anno ma sinceramente non so che chiedere.
Perche’ una cosa importante che ho imparato e’ non chiedere piu’ nulla a nessuno e non dipendere dalle scelte altrui.
Prima o poi la gente rinfaccia quello che ti ha dato e fatto quindi perche’ chiedere aiuto se qst e’ in realta’ dato in prestito?
Caro Babbo Natale qst anno non sono stato buono.
Sono stato acido, cattivo, permaloso, presuntuoso, ineducato in alcuni casi.
Sono stato forte, duro, severo, rigido.
Sono stato sfiducioso, innervosito.
E sinceramente non chiedo scusa per nulla di questo.
La pietra e’ dura per non diventare sabbia.
Cosa ti chiedo. Nulla!
Ho imparato a essere ingordo delle cose materiali quando me lo posso permettere, e avaro di sentimenti.
Ho una casa nuova bella adorabile e comoda.
Ho un lavoro di successo (visti gli ultimi obiettivi) ma soprattutto ce l’ho.
Ho una cagnolina bellissima, adorabile che tratto come una famiglia.
Sono davvero felice perche’ ho trovato la persona giusta al mio fianco senza sbandierarlo ai 4 venti.
Ho una famiglia vicina sempre e disposta ad aiutarmi quando ne ho bisogno.
Per adesso ho la salute (visto che ogni anno mi capita qualcosa mi tocco le palle).
Ho due tre amiche di cui fidarmi, bastano e avanzano.
Ho la Danza, motivo della mia stessa Vita
Quindi sinceramente per me basta tutto questo.
Ho passato un anno, pur con alti e bassi, tranquillo, sereno e veloce.
Cose ne sono cambiate e stanno cambiando.
Ho trovato il coraggio a scegliere, a lasciar andare via delle cose, a dire in faccia le cose che penso, sempre, a costo di perdere anche delle persone, ma avendo sempre la coscienza limpida.
Ho capito che per molta gente la parola “convenienza” non la trova solo al supermercato.
Ho capito che i soldi fanno gola a tanti, tantissimi, e che a volte rendono ciechi anche quei occhi che sembravano onesti. Mi auguro di non diventare mai così.
Caro babbo ti chiedo di farmi rimanere in questo modo.
Ho visto gente cambiare personalita’, amici, pensieri, lavoro, idee così velocemente da renderli poco credibili.
Ti chiedo di farmi rimanere così acido e presuntuoso. Pronto ad aprire bocca buttando sentenze a tutto cio’ che vede, senza peli sulla lingua.
Perche’? Perche’ comportandomi cos’ sapro’ di essere leale e corretto sempre con tutti, non nascondendo mai i miei pensieri e i miei giudizi.
Credo che la parola “quieto vivere” ci stia rovinando troppo.
Meglio litigare che far finta di andare d’accordo.
Caro Babbp Natale visto che tu voli su nel cielo chiedi al signore almeno 5 anni di salute, sai le siringhe vorrei non vederle piu’ per un bel po’.
Signor Rosso comunista chiedi giacche’ la protezione ai miei cari, perche’ possanno stare bene sempre e comunque.
Insomma in qst santo natale non chiedo nulla di che, non mi aspetto nulla, non desidero nulla.
La Pace quella si, interiore, con le persone, con i colleghi, con gli allievi e con Mia 😛
Desidero un natale tranquillo, sereno, spensierato, di quelli che passanno e nemmeno te ne accorgi.
Babbo facciamo così, a me lasciami con le cose che ho che mi bastano e avanzano e vai da chi davvero ne ha bisogno, che sia un regalo per un bambino o un po’ di coscienza in un adulto.
Io sto bene, grazie.

Felice Natale a chi in qualsiasi modo segue il mio percorso, che il Natale porti davvero la serenità nel cuore.

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…. oggi e’ uno di quei giorni in cui i sogni diventano piu’ importanti della realta’ …

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Partecipare ad un Concorso di Danza e’ sempre snervante e impegnativo, soprattutto se sei reduce da uno dove il “pezzo” che hai amato con tutto il cuore nella sua creazione, non e’ stato nè apprezzato e nè capito. 8 mesi fa accadde proprio questo e ricordo bene le lacrime delle mie ragazze e la mia forte delusione nel vedere “non gradita” una parte di me, forse anche la migliore. Poi il pubblico dei vari saggi ed esibizioni ci rincuoro’ elevandola come miglior coreografia di sempre, ma intanto in fondo al mio cuore la delusione e’ rimasta piu’ viva che mai e sinceramente me la poro dietro come un forte peso.
E oggi si ritorna su un palco, davanti ad una giuria, di fronte agli occhi di tanti colleghi amici e non.
Sei pezzi, sei gruppi, tre di danza moderna, tre di danza hip hop.
Forse piu’ di 23 scuole che gareggiano.
Perche’ tornare ad un concorso?
Perche’ per crescere come allievi, come maestro e come Scuola bisogna mettersi continuamente e sempre alla prova e al confronto.
Sinceramente non apprezzo i colleghi, bravissimi a giudicare tutti e tutto, poi si chiudono in sala e non danno la possibilita’ ai propri studenti di fare altro.
Cosi’ come non apprezzo gli allievi che danno tutto per scontato e che non ringraziano il proprio insegnante che offre queste possibilita’. A fare il furbo anche io potrei prendere i vostri soldi e fare la lenzioncina in una sala senza sorbirmi tutte le lamentele, le critiche, i doveri che questi appantumenti pretendono.
Ma questo e’ un altro discorso.
Oggi andiamo con l’ansia nelle ossa, io personalmente tanta.
E’ vero non saranno i numeri di una classifica a indicare la qualita’ di una scuola ma e’ pur vero che si va ad una gara per lo meno per fare bella figura e per provare a entrare in classifica. L’importante e’ partecipare? non e’ vero!
Noi l’anno scorso abbiamo partecipato, due hanno vinto, un gruppo ha perso e ci siamo rimasti sotto.
Noi vogliamo fare un’ottima figura e magari portare un premio a casa, ciascun gruppo.
Questa volta ho deciso di “rientrare nei canoni” visto che l’originalita’ puo’ non essere apprezzata.
Questa volta porto la MIA danza moderna tanto criticata da qualcuno che poi non riesce a insegnare ai propri allievi nemmeno una pirouette.
Porto il MIO Hip Hop, danzato, coreografato, non di Street ma commerciale, alla faccia di chi “mai sia usi musica commerciale”.
Porto la MIA scuola, DANZA&PASSIONE, piccola realta’ di 83 allievi che nn guarda quello che fanno gli altri ma si corregge nel proprio specchio.
Porto Mino il Maestro che lascia il palco ai suoi studenti perche’ insegnare credo sia proprio questo: godere dietro le quinte pur essendo sul palco nel corpo di qualcun altro.
Do il mio in bocca al lupo a tutti, in modo incondizionato e indifferenziato anche se le potrei fare.
Mi auguro che oggi i sacrifici delle tante nostre famiglie siano ripagate.
Che le parole buttate al vento da chi non sa cosa dire possano spegnersi davanti ad un successo.
Che il mio essere stato duro, cattivo e severo oltre a rodermi il fegato sia servito a qualcosa.
Non faccio pronostici, incrocio le dita, incoraggio i miei ragazzi e ci buttiamo sul palco, insieme come una famiglia dovrebbe fare.
Come andrà andra’…
Oggi lasciamo spazio solo ai sogni.
Noi danziamo, questa e’ l’unica cosa che vale.

In bocca al lupo allievi :*

Oggi mi sono svegliato, tardi, è domenica, me lo posso permettere per una volta alla settimana.
Caffè, coccole alla Mia, la piccola cagnolina che mi ha rubato il cuore, musica (Malika Ayane per essere precisi)e poi accendo il pc: vediamo che cosa è successo nel mondo nelle ultime 24 ore.
Una cosa che faccio la domenica è vedere e/o ammirare su you tube un pò di capolavori coreografici dei grandi maestri o di coreografi sconosciuti ma pieni di talento.
Io credo che noi giovani insegnanti dovremmo essere delle spugne: dovremmo guardare un pò tutto di tutti e prendere il bello di tutto ciò per poi renderlo nostro. Se facciamo solo ciò che ci esce bene faremi sempre le solite stesse cose. Questo non è copiare (come alcuni fraintendono) e trovare stili, movimenti, esperimenti da rielaborare e rifarli personalmente, pur essendo riconoscenti ai grandi Maestri.
In fondo pure Dante ha citato Virgilio nella sua opera, e se lo ha fatto lui po possiamo fare noi.
Bhe insomma ero su You Tube e ho visto tre quattro video di hip Hop FORE DE CAPU: bellissimi, originali, musicali, precisi. Non credo siano maestri internazionali e questo mi ha fatto capire come la celebrità spesso non significhi che la qualità sia delle migliori, vedi questi tipi sconosciuti che poi secondo me creano capolavori…
Continuo il mio giro per video di “modern/contemporaneo”: qui ormai noto che tutti fanno lo stesso stile: concettuale, astratti, curve, fuori asse, un pò tutti a imitare Astolfi (maestro italiano che ha sottolineato il passaggio del contemporaneo al modern, fondendoli) … a mio gusto una coreografia di qst tipo può piacermi alla seconda no… ma parliamo di gusti personali… quindi non posso dire nulla… io preferisco la sequenza di gruppo dove oltre all’interpretazione (che qst stile di modern ne ha a quintali) ci sia anche una bella sequenza tecnica, ma ripeto gusti personali… tanto di cappello a questi video che ho ammirato con rispetto…
Ma poi arriva lei… scrivo “dance”… e mi esce un video di Zumba -.-‘
Ora è risaputo il mio odio totale per la Zumba perchè la vedo come un offesa per l’aerobica (disciplina soprtiva che fatta bene può essere molto intressante, e sottolineo FATTA BEBNE) , per i balli di gruppo e per tutti quelli che la fanno da 10 anni, che non sono stati mai calcolati e solo per un video gioco sono stati sorpassati …
Ma leggere Zumba- Dance, Lezioni di Zumba in scuole di Danza, o vedere semplicemente che le classi di zumba a volte sono più piene di quelle della Danza o peggio ancor leggere “io so ballare, faccio Zumba”, a me personalmente vengono i brividi di paura….
Ora se la ZUMBA si spacciasse per disciplina sportiva potrei pure starmi zitto, perchè non rientrebbe nelle DISCIPLINE ARTISTICHE DOVE LA DANZA NE FA LA PADRONA, ma noto invece che alcuni istruttori confondono i propri ATLETI (non allievi o ballerini, atleti) pronunciandosi come INSEGNANTI DI BALLO o DANZA.
Ho tanti amici e colleghi che la insegnano e che rispetto fortemente perchè loro questa distinzione la sanno fare e la comunicano quindi le mie critiche sono mosse per tutti gli altri.
Per cortesia comunichiamo che c’è una grande distinzione tra ISTRUTTORE e INSEGNANTE, tra ATLETI e ALLIEVI, tra SPORT e ARTE, tra BALLO e DANZA, tra LEZIONE di ZUMBA e LEZIONE di DANZA: chiamiamo per nome quello che si fa..

Citando Wikipedia : “… L’arte, nel suo significato più ampio, comprende ogni attività umana – svolta singolarmente o collettivamente – che porta a forme creative di espressione estetica, poggiando su accorgimenti tecnici, abilità innate e norme comportamentali derivanti dallo studio e dall’esperienza. Nella sua accezione odierna, l’arte è strettamente connessa alla capacità di trasmettere emozioni, per cui le espressioni artistiche, pur puntando a trasmettere “messaggi”, non costituiscono un vero e proprio linguaggio, in quanto non hanno un codice inequivocabile condiviso tra tutti i fruitori, ma al contrario vengono interpretate soggettivamente…”

Si parla di STUDIO ed ESPERIENZA: quando per esempio dico ai miei allievi che è davvero irispettoso nei confronti della Danza fare molte assenze nelle lezioni proprio per questo, perchè ad ogni lezione si insegna qualcosa di specifico, irripetibile nei modi o neo tempi delle lezioni successive: è l’insieme delle varie “esperienze” che compongono la qualità di un’artista, credo io… Cosa che credo le discipline sportive non pretendano, ,a specifico il “credo” …

Difendiamo l’Arte che si pone come qualcosa di sublime, di bellezza estetica, di portatore di messaggi e di emozioni che trova casa in un elegante teatro, su un bel palco ma anche in una semplice piazza purchè ci sia un pubblico pronto a ricerverla…
Difendiamola dalle “sale delle palestre”, dall’idea di dimagrire, dall’idea “perchè lo fanno tutti lo faccio pure io”, dall’idea di “Svago” o “Passatempo” , l’Arte e parlo per la Danza si sentirebbe offesa da queste parole.

Poi ognuno fa le sue scelte in base ai propri bisogni e capacità.
Io personalmente non dico che faccio ARTE perchè sarebbe davvero troppo superbo affermarlo ma negli anni tento di migliorarmi sempre piuì per riuscire almeno ad avvicinarmi un pò a questa bellima parola, “Arte”, che per me è l’unico modo per avvicinarmi a quello che potrebbe essere un “paradiso dell’anima e del corpo”.
Non sto qui a giudicare la zumba, i balli di gruppo, la danza e lo sport ma solo il modo in cui lo si comunica e lo si spaccia…
Però per favore difendiamo l’Arte da tutto il resto.
Siamo coerenti almeno in quello.

… dovremmo prendere esempio …

Pubblicato: novembre 1, 2012 in Di Tutto e di Più

Da quando ho una cagnolina, sto imparando a conoscere, con non poche difficoltà, il mondo animale.
Non citerò la stupida frase “piu’ conosco la gente e piu’ amo gli animali” perche’ sarebbe davvero infantile.
Ma una considerazione connessa la faccio comunque.
Credo che dalla mia piccolina cagnolina molta gente potrebbe prendere spunto per molti aspetti del loro carattere “malandato”.
Innanzitutto la gente “dovrebbe abbaiare” solo quando ce n’è bisogno. Quando davvero manca qualcosa. Quando davvero si ha bisogno di qualcosa come fa la mia cagnolina quando ha fame, quando deve pisciare o quando cerca la mia attenzione. Nella realtà invece noto che la gente grida e sfarfalla troppo, gratuitamente e inultilmente.
Da questi animali dovremmo copiare il senso di lealtà, fedeltà e rispetto.
Non adulazione, non timore, non obbedienza, RISPETTO.
Immagino che la mia MIA mi dica: “hai voluto un cane, ora accettane le conseguenze e i doveri, senza rinfacciarmeli”
Ecco anche la gente dovrebbe fare così: prendere o per lo meno ricordarsi della responsabilità delle scelte prese, dei rapporti iniziati, delle relazioni e delle promesse fatte. Rispettare le persone solo per il senso di educazione e civiltà. Essere leali nella concretezza delle cose piu’ semplici e non solo nelle grandi parole.
Da questo musetto, le persone che conosco, dovrebbero prendere esempio il suo bisogno di affetto.
La coda che scondinzola, la sua piccola lingua che cerca la tua pelle per ringraziarti di essere ritornato, il suo versetto dolce che vuol dire “dammi le coccole stronzo!”… ecco, questa ricerca d’affetto dovrebbe essere non solo una prerogativa dei cani o degli animali, ma anche del mondo umano.
Se avessimo piu’ coraggio a regalare affetto forse saremmo tutti più sereni e tranquilli.
E poi, infine, dovremmo capire il senso di “addomesticamento”.
Ogni rapporto viene costruito con calma, pazienza, regole, doveri e diritti, con serietà e affetto, con coerenza e giustizia. Dovremmo addomesticare anche i nostri rapporti così come facciamo con gli animali.
E ripeto con coerenza.
Se ad un cane insegni che alle 22.00 la porti fuori per la fare la cacca, devi essere sempre corretto e coerente a farlo ogni giorno, perchè lui avrà imparato così da te e non può cambiare le sue regole in base ai tuoi paiceri, così all’improvviso, quando vuole il tuo egoismo.
Ci sono regole da rispettare.
E’ questo il pegno di ogni relazione.
Regole. Conoscerle, riconoscerle e rispettarle.
Se non lo puoi o non lo sai fare, conviene non prendere nè un cane nè una persona affianco.
Io la penso così.
Poi il mondo è bello perchè è vario.
Ma permettetemi di scegliermelo sempre il “mio mondo”.

Perchè non vorrò un figlio

Pubblicato: settembre 8, 2012 in Di Tutto e di Più

A 27 anni compiuti qualche pensiero te lo fai sul futuro e soprattutto non mancano le domande dellea gente invadente che invece di chiederti come stai, è solo curiosa di conoscere i tuoi più frivoli pettegolezzi.
Stamane camminavo nel quartiere, andavo a fare la spesa e notavo della strana sensazione che pur non essendo leccese di nascita mi trovo più a mio agio a camminare qui che nelle strade del mio paese.
Poi però un pensiero cattivo è salito dalla gola.
E se io ora svenissi chi potrebbero chiamare?
Chi sarebbe pronto a salvarmi così all’improvviso, senza un avvertimento?
Mettiamo da parte la persona che condivide il mio cuore e la mia vita, che ringraziando Dio ho affianco e conoscendo la sua bontà di cuore darebbe la sua anima per me..
Ma il mondo circostante?
No. Lui non ci sarebbe. Il mondo forse mi lascerebbe li, da solo.
Sono tornato a casa e mentre preparavo i peperoni, oggi cucino io, ho pensato: £” è da sempre che dico che non vorrò mai figli e oggi ne sono ancora più sicuro”.
Partiamo da pressuposto che mi reputo una persona molto fortunata fino ad adesso: ho la salute (o così pare fino ad ora), ho una famiglia alle spalle pronta a difendermi, ho il lavoro più bello del mondo, ma tutto ciò può bastare?
Passano gli anni e ho avuto così tante volte paura di morire che un 27 enne non dovrebbe provare…
Potrei sopportare che il mio pargoletto rischiasse anche lui tutto ciò? Ed io potrei sopportare il dolore causato da una tale paura? Credo che in questi anni i miei abbiano perso con me tanti anni di vita visti i vari, e inutili, allarmi che stupidi medici mi davano di volta in volta.
Il tempo passa e ti rendi conto anche dalla cattiveria della gente, che non diminuisce mai, anzi cresce, cresce e cresce. Di come l’opportunismo e la falsità stiano divorando la nostra società, questa società ormai senza principi, basata sull’apparire, sulla quantità dei “mi piace” e non della serietà della propria integrità . Per anni uno lavora a costruire rapporti solidi, veri, sinceri e poi puff tutto finisce, come se niente accomunasse quelle persone. E quando sono proprio le persone più vicine a te a tradire la tua fiducia, quelle a cui dato tutto,anche troppo, come fai a ricostruire tutto ciò con altra gente, che magari hai appena incontrato? I genitori prima o poi vanno via e tu rimani con i parenti più stretti o gli amici… e se questi non ci fossero? Io potrei lasciare mio figlio da solo, circondato dalla malignità e la superbia di questa gente?
E il denaro? Non è solo un problema dei poveri, è un problema di tutti… la gente si ammazza perchè viene licenziata all’improvviso, gente che apre i cassonetti della spazzatura per trovare qualcosa, le mense pubbliche affollate, perchè si diventa poveri senza nemmeno accorgesene.. lascerei il sangue del mio sangue nel dubbio di vederlo in mezzo alla strada?

E’ una visione un pò pessimista della vita e qst deriva proprio perchè io sono ottimista. Io amo i colori, la vita, le esperienze, stare con le persone, l’allegria e nonostante io faccia di tutto per continuare ad amare tutto ciò perchè noto sempre più cioò che non va?
Io sono fortunato e posso permettere al mio viso di sorridere, ma chi nasce sfortunato come fa a reagire al grigioe di questo mondo? E allora perchè io che vesto sempre di rosso e verde noto il nero che c’è qui intorno?
Le domande sono tante e credo che ogni tanto uno psicologo non mi farebbe male, ma di una cosa sono certo, il sorriso rimane spesso per cacciare una smorfia.
Si lotta anche così, cercando di essere sempre ottimista, pensando che il meglio deve ancora venire, anche quando sai che forse questo lo hai già vissuto… illudersi un pò, che il mondo prima o poi si migliorerà anche grazie solo ad un sorriso…

.. forse a quel punto vorrò un figlio…

Che io sia nella fase “odio tutto e tutti” è ben risaputo.
Ma certo la Realtà circostante non mi aiuta a calmare qst sensazione.
“Mi raccomando niente sole forte, colpi di vento, sforzi fisici, stress e nervoso… stai tranquillo, rilassato”.
Così mi disse la dottoressa venerdi sera all’ospedale prima di firmare il permesso alla libertò del giorno seguente.
Ma cara dottoressa qui le cose sono davvero difficili da digerire.
Mi mordo la lingua 50 mila volte al giorno per non urlare il casino che ho in testa.
Vedo cose che davvero ti lasciano la bocca spalancata.
Vedi foto che ti fanno rabbrividire l’anima.
Sottolinei cose che “all’occhio stolto” non significano nulla, all’occhio “attento ai dettagli” dicono tutto.
Se l’Ipocrisia potesse parlare direbbe schokkata “che schifo”.
Troppa gente che fa di tutto per essere “santa” quando letterlamente è “stronza”.
Troppa gente che fa di tutto per piacere agli altri, forse anche riuscendoci, ma la domanda che mi sorge sarà ” ma poi si piacerà allo specchio?”
E’ naturale che si può cambiare sempre idea, solo lo stupido non lo fa.
Ma a me fa ridere chi si comporta da San pietro e poi non sa nemmeno usare una delle chiavi del proprio giudizio.
Sarà che qui nel Salento c’è molto vento e quindi le idee di molti sono come le bandiere, un pò a nord e un pò a sud, ma poi il vento ogni tanto si ferma… chissà dove vanno le idee di queste persone.
Ultimamente sono diventato un bravo osservatore.
Sarà che sotto sotto sono ancora un pò archeologo e mi piace scoprire cosa c’è nascosto dietro le persone… e noto, ahimè, troppi scheletri come quelli delle tombe che scavavo anni fa…
Attenzione, io non sono certo santa maria goretti… di difetti ed errori ne ho fatti, ne faccio e ne farò tantissimi ma una delle poche cose che apprezzo di me è la coerenza: chiamare per nome ogni colore, chiamare per nome ogni luogo, ogni sentimento…
La rosa può avere vari colori, forme e odori ma sempre rosa è… come tale rimane…
Ma scommetto che ci sarebbe qualcuno che avrebbe il coraggio di cambiarle il nome…
E zitto mi rimango…
Devo ricordarmi delle parole della dottoressa.
Mi aggrappo sempre più a quelle poche cose che hanno valore.
Il resto lo inizio a guardare da un passo indietro…
Non si sa mai, che qualcuno provi a cambiare anche il mio nome così come cambia le proprie idee e comportamenti…

Al sesto giorno di reclusione forzata in questo ospedale mi ritrovo a scrivere nel mio blog.
In questi giorni ci ho pensato e non l’ho mai fatto.
Eppure qui il tempo per scrivere non manca, anzi avanza sempre.
Qui il Tempo è come se non ci fosse a dire il vero.
Sono solo tante ore in cui sei sveglio, o puoi dormire, o girovagare per gli stessi corridoi che alla fine impari a memoria.
Qui il Tempo non c’è, c’è solo l’Attesa e l’Ansia.
Si qst due cose coincidono: attendi il tuo medicinale con l’ansia di dover fare un controllo che ti farà schifo.
Attendi il tuo Medico con l’ansia di avere magari cattive notizie.
Attendi l’infermiere che deve farti la flebo (se non se la dimentica come hanno fatto con me, meno male che sono un tipo invadente e mi sono permesso di rimembrare a qt persone la mancanza appena ricevuta) con l’ansia di mettere male l’ago e di un prelievo.
Attendi una visita per passare le ore con l’ansia che non venga nessuno.
Persinoo il cibo che attendi mette ansia, l’ansia di vedere ogni santa sera lo stesso brodino che puzza di ospedale.
Qui il Tempo non c’è: ci si sveglia alle 5,30 quando misurano la febbre e se sei come me che non riesci a prendere più sonno e rimani sveglio finchè non fa sera. E il tempo vola o si ferma, ancora non l’ho capito
Al sesto giorno mi sono seduto e mi sono detto: “raccontiamo questa esperienza cosicchè in un tempo lontano (quando tornerò nella vita normale e li il Tempo ci sarà eccome) potrò ricordare quello che ho vissuto e cosa mi ha insegnato.
Oggi ho avuto la prima speranza: sabato dovrei uscire.
Cosa ho? non si sa…
Ero piuttosto tranquillo anche quando ho fatto le prime visite, è una febbre, un’infezione semplice che tutti possono prendere, passerà, qualke cura, puntura, flebo ma passerà. Ma poi un dottore ha infilato lentamente dentro di me una piccola enorme paura che non so se è andata via. Si, perchè qui ti bucano e forse ti considerano talmente tanto ignorante da non riferirti cosa ti stanno facendo e si limitano a dire: “sono analisi generali”, “sono antibiotici”, “sono compresse”, ma forse conviene che io sappia cosa mi fate e cosa ho….
Che è successo in questo periodo?
Inutile dire che ho avuto le solite delusioni da parte di gente che magari credevi più amica di quello che realmente sono. E’ vero : è nel mometo del bisogno che capisci chi sono le persone che davvero ti vogliono bene.
Per il mare, per una festa, per una discoteca la gente fa anche 50 km, ma per andare a trovare un amico in ospedale forse la benzina diventa troppo cara.
Poi ci sono quelle amicizie che nonostante il Tempo o la Distanza non si indeboliscono anzi si mostrano più vere di quanto io stesso potessi immaginare. Semplici, umili che zitte vengono e ti fanno sorridere.
Poi c’è stata anche l’indifferenza di tantissima gente a cui hai dato il cuore, ma a quanto pare o non se ne sono accorti, o forse loro non ce l’hanno.
Contento di quei pochi familiari che hanno avuto il coraggio di venirmi a trovare, perchè io non sono mai stato un nipote o un cugino modello eppure loro sono stati qui…
Poi penso a tutti quei genitori dei miei allievi che ogni giorno mi hanno chiamato o si sono messi in contatto con me per sapere come stavo: bè non me lo aspettavo eppure ci sono stati, con il loro affetto, con la loro stima, con la loro fiducia nel loro maestro, che “è forte e non deve mollare per i suoi ragazzi”.
C’è stata gente che insieme a me ha pregato, perchè forse la sola scienza a volte non basta.
E poi ci sono stati i miei genitori, come sempre pronti a salvare questo figlio a quanto pare un pò sfortunato con la salute visti i ripetuti problemi ogni anno.

In questi giorni ho evitato di lamentarmi. L’autocommiserazione rallenta la guarigione e il passare delle ore.
Sono stato in silenzio, ho voluto sopportare tutto ciò, le analisi, le flebo, le siringhe, cioè tutto ciò che mi rabbrividisce perchè ad ogni “infilzata” pensavo: ” mino resisti, serve per guarire, serve per tornare a casa, serve Mino per uscire da qui e tornare alla vita reale”. E allora stringevo i denti e vedevo quel sangue che mi tiravano, dovevo, devo e voglio guarire da ancora non so cosa, ma lo voglio.
Poi non è giusto lamentarsi proprio qui.
Ne vedi di cose brutte. Vedi tutti questi anziani che tornano bambini. Madri e padri accuditi dai loro stessi figli che forse diventano i loro genitori. Lo vedi il dolore qui e lo rispetti e capisci che si deve lamentare solo chi se lo può permettere.
Ho pensato all’amore, al mio amore, a quanto questo amore mi è mancato e forse ho capito che è quello vero, perchè mi bastava uno sguardo, solo uno, per farmi sorridere, per farmi felice, mi bastava quello in pochi minuti ed io ero felice. Credo che questo sia l’amore: quando anche la minima sua parte ti rende così sereno, penso che significhi che hai trovato la persona giusta. E se lo dico io davvero tutti possono cambiare e conoscerlo. O forse riconoscerlo.
Spesso si scrive “mi manchi” ma io ogni volta che l’ho scritto lo sentivo davvero.
La voglia di uscire da qui è solo vincolata al mio amore, alla possibilità si stare di nuovo insieme, come una coppia normale, così come è stato fino ad adesso.
Mi sono abituato agli orari, al cibo, alle cure, alla solitudine di questo ospedale ma non mi sono abituato mai alla sua assenza.

Ho imparato a pazientare, a stare calmo, a respirare piano, a superare la paura, a superare quel mal di pancia che ti viene per il nervoso, a dimenticare gli incubi ad occhi aperti.
Ho pensato e immaginato la Danza, anche qui, qui dove non potevo far nulla. Mi è mancata e mi manca ancora. Troppe volte ho pensato alla mia sala vuota, io, lo specchio e la musica.
E’ un bisogno. Ora ho davvero fame. Sarà una delle prime cose cha farò appena tornerò alla vita normale.

Ma poi è arrivato “oggi”: al sentire le parole “sabato potrà tornare a casa” il mio cuore si è rassicurato, ho pensato “torno alla vita reale, torno alle cose che amo”.
Torno un pò diverso.
Torno con alcuni cambiamenti che non piaceranno a molte persone.
Torno con la consapevolezza che bisogna credere davvero in poche cose e persone.
Torno come un albero maturo che farà cadere i frutti marci o quello che sono cresciuti male.
Torno col sorriso, di chi, spero, ha superato un’ennesima guerra, di quelle che fanno venire i brividi, di quelle che fanno paura, davvero.
Torno per chi mi ha voluto bene e me lo ha dimostrato.
Torno per poter dire la schifezza che c’è in giro e che non voglio più.
Torno più per me che per gli altri.
Io torno ma non credo che sarò lo stesso di prima.
Torno e spero di rimanerci lì, nella vita reale.

Torno come un albero che vuole crescere, che ha delle forti radici e che sa rinoscere il giusto dallo sbagliato.