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Il mio Papà

Pubblicato: marzo 19, 2012 in Smile ;)

Ci sono rapporti che nel Tempo migliorano e diventano sempre più importanti.
Sono costretti a nascere timidi ma dopo diventano forti e prepotenti.
Ecco così è successo con mio Padre.
Io faccio parte della generazione 1985, quella in cui era normale che un papà desse un ceffone al proprio figlio per imparare l’educazione.
Quella generazione in cui i genitori si svegliavano alle 5.00 di mattina per andare in campagna e dormiente ti portavano nel lettone dei nonni.
Quella generazione in cui il Papà era il Papà con la P maiuscola, non un amico, non un tenerone e nè un giocherellone, ma IL Capofamiglia, colui che aveva il dovere di proteggere e guidare 4 persone, una casa e un lavoro, colui che bisognava rispettare e “non rispondere” perchè così si faceva, perchè così era giusto.
Era il papà che mi diceva “tu hai solo un dovere: studiare! Se vai male ti porto via da scuola e vai a lavorare alle pecore dietro casa!”
Era il Papà che non mi prendeva per mano, perchè al tempo era compito della mamma, lui doveva insegnarmi a essere duro e forte, freddo quanto basta per affrontare la realtà.
Era il Papà che per dirti “bravo” ce ne voleva di tempo e di buoni voto…
Era il Papà che con con la paghetta di 5 mila lire mi insegnava a essere risparmiatore e cosciente del valore dei soldi.. forse anche un pò troppo 😛
Faccio parte di quella generazione in cui non c’erano telefonini, computer, i phone, uscite notturne a 14 anni, vacanze estive a 16 anni, sigarette nei bagni e quant’altro. NO.
Io avevo il mio diario, un piccolo quaderno nascosto tra quelli di scuola, spiato puntualmente da mia madre e che riferiva tutto a lui, da casa uscivo per andare in chiesa o al massimo per andare, di nascosto, a danza (a 18 anni), la mia vacanza estiva era un campo scuola con gli amichetti del catechismo laddove i miei genitori puntualmente dovevano venire a trovarmi almeno un giorno, contro il mio volere.
Io faccio parte di quella generazione che non si sarebbe mai permessa di dire una parolaccia a tavola davanti ai propri genitori, nonostante loro le dicessero, eccome… ahahah….
Mio padre è stato il papà che non ha accettato la Danza nella mia vita “perchè è una cosa inutile e fa spendre soldi”.
Mio padre è stato il papà che aveva dei genitori malati e ha sofferto come un cane quando il Cielo se li è portati via, pur non facendolo vedere.
Mio padre è stato il papà che ha costruito e ristrutturato tutta casa sua, con le proprie mani.

Ma il tempo ci migliora più delle volte…
E mio Padre è cambiato.
O forse siamo cambiati insieme.
O forse ancora siamo cresciuti.
Mio padre ora mi presenta con orgoglio e soddisfazione come il “Figlio Ballerino e Maestro” davanti a tutti, anche laddove non ce n’è il bisogno e magari istigando mia madre a mettere in borsa qualche dvd dei miei spettacoli per afrli vedere durante le cene con parenti e amici.
Mio padre ora mi telefona per chiedermi “come stai? che stai facendo? la macchina va bene? Guida Piano ca tu scappi sempre!”… forse anche troppe volte…
Mio padre ora non perde occasione per complimentarsi con me, per farmi capire che è contento del mio lavoro, del mio carattere, del mio percorso, anche se magari fa finta di non vedere molte cose della mia vita, come un padre vero dovrebbe fare.
Mio padre è ora persino su facebook, pronto a prendere il posto di mia madre e a spiare tutta la mia vita sociale e non…
Mio padre soprattutto è colui che è sempre pronto a salvarmi.
“Papà la macchina non parte”… e lui dopo mezz’ora ha già fatto 43 km ed è li affianco a me ad aiutarmi.
“Papà voglio farmi un controllo al ginocchio” e il giorno dopo ha già trovato l’appuntamento dal medico.
E non scorderò mai lo sguardo di mio padre (e ovviamente anche di mia madre) quando il 5 agosto un medico in cam ci disse “suo figlio sta benissimo, non ha nulla.” Uno sguardo di liberazione e commozione messi insieme. Di serenità dopo tanta paura, di felicità, di amore.
Lo sguardo di orgoglio davanti alla mia proclamazione “Dottore in beni culturali con 110 e lode”.
Cosiccome non posso dimenticare il suo tono di voce di solo qualche giorno fa, sconsolato e triste e pieno di rabbia con quella breve frase “di nuovo”.
E in un periodo così ansioso e difficile per me e per la famiglia, lui si fa in quattro per provare a “salvarmi” di nuovo.
Ecco questo è il mio Papà.
Questo è il nostro rapporto.
Poche parole.
Pochi abbracci.
Poche dimostrazioni.
Tanto sentimento.
Rubo una frase dal mio libro preferito, che rappresenta al meglio noi due, questi due uomini così diversi ma così uguali allo stesso modo.

“L’essenziale è invisibile agli occhi”.
Grazie Papà, per tutto.

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Siamo strani noi cuori sensibili.
Tanto cerchiamo qualcosa che poi quando l’abbiamo trovata ci spaventa.
Sembra persino che amiamo più stare nella sofferenza, nella illusoria speranza o nella triste malinconia che viverci a pieno quello che ci rende felici e sereni.
Non è masochismo secondo me, ma è paura.
Timore di lasciarsi andare totalmente, perdere il proprio orientamento e il proprio egoistico equilibrio per seguire il nostro istinto, il nostro cuore o quello che in quel momento sembra “sentimento” e poi ricevere all’improvviso un bel calcio in culo.
E’ come quando sei su uno scoglio davanti a un mare azzurro… la voglia di buttarsi in acqua c’è, ma hai paura che sotto, nelle sue profondità ci sia qualche spuntone pronto a ferirti.
Ma a vivere così che serve?
Quando mai proveremo l’adrenalina, l’emozione del rischio, la soddisfazione di aver fatto qualcosa che per te è unico e pericoloso?
Se sei una sirena perchè devi avere paura del tuo mare?
Se sei aquila perchè hai paura delle nuvole?
Se hai la voce perchè hai paura di gridare?
Maledetta paura… maledetta razionalità… maledetto autocontrollo direbbe qualcuno…
E ha ragione…
E allora il consiglio, o la riflessione che faccio questa mattina a me stesso e a chi mi legge è uno e molto semplice: BUTTATI!
Per una volta nella vita dobbiamo rischiare di farci male per avere in cambio la spensieratezza di chi vive per il gusto di vivere e non di sopravvivere.
Di prendere quello che viene così al volo come se la Fortuna giocasse con le nostre pedine.
Come prendere una piuma che vola grazie a un vento irrazionale.
E se poi se tutto finisce, pazienza… avremo avuto modo almeno di sorridere a 36 denti, di aver detto tutto quello che si pensava, di aver corso tutti i km che si volevano visitare, di aver fatto tutto quello che desideravamo senza rimorsi, rimpianti o remore. E le lacrime, le parolacce, le bestemmie e le maledizioni che un giorno dirai avranno davvero motivo si esistere. Sarà giusto lamentarsi e anche odiare quel giorno.

Ma poi chi lo sa, magari non finisce e continuerai a fare tutto questo chissà per quanto tempo…
Non c’è nemmeno bisogno di chiederselo.
Vivi, perchè vivere non è mai scontato.
Perchè aver paura di ciò che ti far star bene?

Se non ti aspetti nulla, la sorpresa sarà più bella.
Ed è la cosa che ho imparato ultimamente o forse dovrei dire che la sto ancora imparando.

Non sono uno che crede nell’oroscopo ma qualcosa questo gioco lo azzecca.
Dicono, che noi della Vergine siamo abituati a progettare tutto, razionalizzare ogni cosa che ci capita, organizzare fino all’esaurimento tutto ciò che viviamo e ci circonda. E devo ammettere che questo è vero.
E qst smania nel progettare tutto spesso ci porta a illuderci, a voler organizzare e velocizzare cose che magari all’indomani saranno già andate via. Eh si, perchè se vuoi prendere il pullman ti organizzi per la fermata e l’orario e a priori hai deciso anche dove arrivare e quando non mettendo in conto che questo si può fermare, ritardare o persino cambiare tragitto. E se questo passa e ti lascia alla fermata sbagliata e cazzo che ci rimani male.
Ecco con le persone accade lo stesso.
E noi della Vergine, o forse solo io, sono spesso lasciato alla fermata sbagliata, perchè noi coincideva con quella che mi aspettavo.
Ecco il termine incriminante.
“Aspettare”.
I nostri viaggi mentali che fanno giri enormi e che spesso perdono la visione della realtà.
Si pensa fin troppe volte che la gente la pensi allo stesso tuo modo tuo,.
Niente di più sbagliato.
Ognuno di noi ha la sua testa, il suo cuore, la sua vita, la sua storia, ognuno è diverso dall’altro persino nei singoli ciuffi di capelli, pensa tu se i pensieri, che sono la cosa più volubile che abbiamo, possano essere uguali.
E allora cresci e impari che tu ragioni a modo tuo senza costringere i pensieri degli altri a essere simili ai tuoi.
La Vita ti insegna a non aspettare nulla, a vivere, a correre, a stare attento a dove metti i piedi.
Ti insegna che è meglio camminare che immaginare una passeggiata.
Ti insegna che è meglio dire che solo pensare.
E si vive meglio così.
Perchè poi la sorpresa prima o poi arriva e avrà un gusto nuovo, bello, più maturo.
O semplicemente avrà finalmente il vero gusto della sorpresa, visto che davvero non ti aspettavi nulla.
Ecco, questo è il mio pensiero di oggi.
Io sorrido, felice e sereno.
Non mi aspetto nulla nè dalle persone nè dal Destino, prenderò quello che viene nel miglior dei modi.
E se nulla arriverà, qual’è il problema?
Io camminerò finchè non giungerò alla meta che vorrà fermarmi.
Viaggiate ragazzi senza meta, finchè potete, finchè i vostri occhi vorranno esplorare questo mondo: sarà poi il cuore a fermarvi quando avrà trovato casa.

… Gente nullafacente che vicino ad un semaforo attende con ansia il rosso facendoti perdere tempo utile: VI ODIO!!!!!!!!!!!!!

Solo io trovo ogni santa mattina codeste persone…
Già di mio sono ritardatario e che faccio le cose sempre all’ultimo momento, ma poi trovo sulla strada di tutto di più! In particolar modo la mattina, quando vado a Trepuzzi a lavoro mi succede di tutto.
Io ho lezione di ginnastica dolce alle 09.30… quindi mi sveglio alle 08.15… colazione, buongiorno su facebook, controllo e mail, doccia e silenzio stampa… alle 09.15 sono già in macchina pronto a partire.
Si e no, Lecce-Trepuzzi sono 7 minuti di strada…
Il mio viaggio dura il doppio se non il triplo.
Nel mio tragitto incontro solo tre semafori.
Ora dopo due anni che faccio questa strada ho capito che la Gente non sa come si usa il semaforo.
Ve lo spiego io.
VERDE: Cammina, corri, vattene, falle girare queste ruote che hai sotto le palle!
ARANCIONE: Sbrigati, fai ancora a tempo ad attraversare, accellera, sparisci dai coglioni.
ROSSO: Fermati stronzo!
Ok ora vi mostro cosa vede la gente che incontro la mattina:
VERDE: C’è tempo, posso andare in seconda, anzi rallento casomai divenata arancione. Anzi quasi quasi mi fermo.
ARANCIONE: OH cazzo è arancione. Mi devo fermare. Subito, ora, non fa niente che mi tamponano, l’arancione è un colore simile al rosso, mi devo fermare. Così riposo.
ROSSO: Ok, posso fumarmi tutta la sigaretta! (Intanto è scattato il verde già due volte)

E così ogni santa mattina arrivo con i miei 5 se non 10 minuti di ritardo.
Ma cazzo, sotto quei brutti piedi che hai ci sono 3 pedali: Frizione, freno ma soprattutto l’ACCELLERATORE!!!!!!!!!!!!!!!!!!si si esiste pure quello usalo!!!!!!!!! E quando scatta l’arancione, quando la strada davanti a te è vuota, quando vedi uno con l’Ape che fa a 10 all’h lo puoi schiacciare e andare più veloce, veloceeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!!!!!!!!!!!!
Vabbè per non palare che a Lecce forse nelle scuole guide non hanno insegnato che nelle macchine ci sono le frecce, quello strumento che si utilizza quando devi svoltare o sorpassare… molto leccesi forse credono ke le frecce siano strumenti di lotta medievali e invece no… tranquilli… si possono usare e non fanno male…
A Trepuzzi invece c’è un’altra usanza strana: parcheggiare in mezzo alla strada… ma proprio in mezzo… sai dove c’è la linea che divide le due corsie? ecco li… forse la confondono con quella del parcheggio… bhu… fatto sta che proprio oggi ho visto una oper corsa di quelle lunghe così in mezzo… mah…
Infine la categoria dei camionisti… pazzi, folli, fatti… se tu hai un camion di 3 metri di altezza e largo non so quanto potrai capire che non porti un giocattolo… allora, beddhu mia, perchè sulle superstrade , qnd devi entrae in corsia, non dai la precedenza a noi che già la stiamo percorrendo???? perchè ti infili come se portassi una micro machine??? perchè devo rischiare di morire pezzente e tossico che non sei altro???? Perchè??????????????????

Insomma ogni santo giorno quando torno a casa vivo ringrazio la Madonna…
Di pazzi in giro ce ne sono troppi…
E forse bisogna essere più pazzi per mettersi alla guida nonostante tutto ciò!

Oh si, si, si e ancora si!
Sono due giorni ke vivo con il buon umore, sperando che nessuno me lo tolga!
Da dove lo si capisce quando sono così sereno?
Da due cose: dal mio tono di voce che diventa all’improvviso fin troppo alto tanto che in un locale pieno di gente anche l’ultimo tavolo mi può sentire, e poi dalle innumerevoli figuracce di cui sono vittima! Il mio buon umore è infatti sempre in proporzione alle figure di cacca che faccio pubblicamente, come cadere in macchina, sporcarsi la faccia di nutella in un locale, gridare “questo negozio fa schifo” con la commessa davanti, o dire continuamente cazzate al punto che gli amici si domandano “ma è ubriaco?”.
Questo bel sorriso nasce da un bel “vaffanculo” detto ad alta voce a tutto ciò che non andava, e ancora non va, bene.
Un giorno di questi mi sono fermato e mi sono detto “ma perkè rattristarsi per chi ora se ne sta fottendo di te? Se loro non soffrono per te , perchè lo devi fare tu per loro?”
Domanda esposta in un modo molto semplice e popolare quanto la risposta che è stata “Allora vaffanculo!”.
Superbo, egoista ed egocentrico come sono, ho deciso che prima mi salvo io e poi aiuto gli altri!
Perchè rovinarsi le giornate per ciò che non fa parte di queste?
Perchè continuare a lamentarsi, cosa che moralizza cuore e mente e ci fa sentire più “vecchi” di quello che realmente già siamo?
Perchè cercare , cercare e cercare quando forse ciò che cerchi non si vuol far trovare perchè dovrà farti una bella sorpresa a farsi vedere quando meno te lo aspetti?
Perchè essere vittime del nervosismo, meglio far innervosire gli altri, è più divertente!!!
E allora si cambia, si trasforma una bocca storta in una bocca serena…
Si sorride a tutto e a tutti.
Nel lavoro, fra gli amici, davanti a chi hai appena conosciuto e dietro a chi ti odia, davanti al tuo specchio, dentro la tua macchina, sotto la finestra di chi ti ha fatto male, affianco a chi ti fa stare bene, abbracciato ai tuoi allievi, mentre danzi, mentre canti a più non posso durante la tua guida sfrenata, in famiglia, alla cassa di un negozio. Sorridi. Sempre!
Il sorriso, anche il mio senza un dente, è sempre più piacevole di una smorfia nervosa o triste.
Sorridi a chiunque come se volessi gridare un grande e bel “vaffanculo” a tutto ciò che è pronto a ferirti e a deluderti.
Sorridi a chi ti ha già ferito perchè per loro sarà il calcio in culo che materialmente non hai potuto dare.
Sorridi a chi ti fa stare bene perchè sarà il tuo “Grazie” a quello che fanno per te.
Ma soprattutto sorridi a te e per te stesso, perchè vivi, cammini su due gambe e il cuore ti batte, perchè bisogna sempre ricordarsi che vivere non è mai scontato…

E allora esci i tuoi 36 denti (se ce li hai tutti) e dì “Vaffanculo” (senza rabbia però) ma solo con la convinzione che meriti cosi tanto che non bisogna mai far scendere il proprio prezzo all’asta, semmai farlo salire.
Vaffanculo a chi ti ha tradito.
Vaffanculo alle malelingue.
Vaffanculo a chi si offende con te, da solo.
Vaffanculo a chi ti fa perdere tempo.
Vafafnculo a chi ti illude.
Vaffanculo a chi non ti dice mai “Bravo”!
Vaffanculo agli e alle stalker!
Vaffanculo ai dolori articolari.
Vaffanculo alle bugie.
Vaffanculo a chi ti spia.
Vaffanculo a chi non capisce.
Vaffanculo ai pettegoli.
Vaffanculo a chi non ha stima di te.
Vaffanculo ai km.
Vaffanculo a tutto ciò che prova a distruggerti, INUTILMENTE.

E dopo tutto ciò finiamo di dire l’ultimo messaggio positivo :sorridi, si, sorridi sempre pensando che molte cose nella Vita , e qui cito la mia maestra di cinismo Littizzetto, si risolvono solo con un grande VAFFANCULO!

Cogito, ergo sum!

Mi sono fatto Vecchio!

Pubblicato: gennaio 11, 2012 in Smile ;)

Lo dico da un pò.
E non è una battuta.
Ho 26 anni e me ne sento, da alcuni punti vista, 50!
Ma è soprattutto da due giorni che ho fatto una cosa che davvero mi fa sentire non più un giovincello.
Una signora della Ginnastica di circa 70 anni due mesi fa mi ha regalato un’agenda… “é grande così ci segni tutti gli impegni che hai e non ti dimentichi più nulla”.
Ecco lei ha 70 anni e ha regalato a me un’agenda per “ricordare”.
Dopo un mese pure una mia coinquilina me ne ha regalata un’altra, piccola, così la puoi mettere in borsa!
Lei è più piccola di me e me l’ha regalata, così mi può accompagnare dovunque.
Mai Regalo fu più utile.
Io e la Memoria abbiamo smesso di essere amici.
Dimentico Compleanni, appuntamenti, visite, nomi e persino le persone che conosco.
Ieri ero in mezzo la strada, una bella ragazza mi ha salutato ed io non ho risposto non riconoscendola.
Non si sa mai stava salutando il tipo che avevo dietro.
Lei,un pò nervosetta “Mino non mi saluti?”
“Cazzo sa pure il mio nome e non so chi è”
Io scandalizzato dalla mia figuraccia “scusa tesò ma ho la testa fra le nuvole”
Il “Tesò” ti salva sempre!
Morale della favola: ho chiacchierato con non so chi per 10 minuti! E se ora ti stai riconoscendo ti chiedo scusa e ti chiedo: ma chi sei??? ahhahaha
Per non parlare che ho rimandato un appuntamento tre volte perchè ogni volta mi dimenticavo che ero già occupato con il lavoro o qualche visita…
Fatto sta che la mia agenda “salvavita” è utilissima… ci scrivo di tutto… impegni lavorativi, stipendi, visite, incontri del terzo tipo, stage… e poi mi piace che quando una cosa l’ho fatta la cancello.
Sono un tipo strano. Odio scarabocchiare e cancellare con la penna. Sarà che così mi hanno traumatizzato alle scuole elemenari, che se devo scrivere qualcosa ne devo essere sicuro. Un pò come nella Vita. E proprio perchè sono sempre così “formale” ho deciso ke su qst agenda sarò un Anti Mino… anti regole, anti non so che altro… ma anti! E quindi lunedi Lezione HIP HOP Lory: PAGATO- CANCELLA!
Che soddisfazione stupida, ma soddisfazione!
Dovrei fare così anche con alcune persone e con alcuni ricordi!
Tornando alla vecchiaia…
Sempre ieri ho incontrato un’altra amica, ma questa l’ho riconosciuta 😛
Lei no.
Perchè ero così coperto da cappello, sciarpe e occhialoni che sembravo la Befana.
Vabbè abbiamo scambiato due chiacchiere e poi come l’ho salutata alla fine?
“Tante belle cose cara mia”
Mino! Tua Nonna diceva così!
Infatti credo che la mia amica ci è rimasta a sentirmi così.
Ma insomma…?
Poi ci sono i miei bambini che ormai mi vedono come un Papà, o come un Nonno, al quale bisogna prendere il cd che cade a terra, a buttare la carta nel cestino al posto mio o a portarmi il cioccolatino così rimango sveglio.
Oimmè…
Sono talmente vecchio che mi scambio le ricette con le signore … parlo con la proprietaria di un negozio vicino casa mia sulle “nuove generazioni” ma lei è del 1950 io dell’85, ho mille dolori articolari ma evito di lamentarmi, mi da fatsidio se penso a chi davveor sta male, ho un portaspicci come le signore anziane e ci metto due ore per contarli, vedo Beatiful a tutti i costi e poi si, anche io metto due paia di calze, eh si…
La vecchiaia ahimè si sente anche nella sfiducia verso il mondo circostante, ma oggi vado di buon umore e non me lo voglio rovinare con qst pensieri un pò tristi.
La mia carta d’identità dice che ho 26 anni… secondo me c’è qualcosa che non va!

Se hai fame devi mangiare!

Pubblicato: gennaio 4, 2012 in Smile ;)

Gesù Mio!
Quanto odio le persone indecise e che ti fanno perdere tempo.
Il Tempo non ti aspetta e c’è gente che si permette di farti stare fermo li, in attesa di una loro scelta.
Scelta che poi più delle volte non coincide con quella che immaginavi, e da qui il tuo pensiero “ma vedi te che cosa mi ha fatto fare poi per niente!”.
Detesto le persone indecise.
Si è indecisi solo quando quello che abbiamo davanti non è essenziale.
Se tu hai fame e stai crepando dai dolori la prima cosa che vuoi e devi fare è mangiare!
Non ci sono dubbi.
E se la pagnotta non la trovi sul tavolo te la vai a cercare correndo a destra e a sinistra.
Chi aspetta invece ha tanto tempo da perdere e soprattutto non ha veramente bisogno di ciò che si lamenta o falsamente desidera.
La mia misera vita è stata costellata in modo innumerevole da questa tipologia di gente che oggi voglio chiamare “i finti affamati”.
Amici, frequentazioni, allievi che tanto si attaccano a te a parole e poi nei fatti sono come il fastidio delle mosche che ti ronzano attorno.
Io dico: ci litighi con un amico e sai di aver torto. Che fai? Scappi indietro per chiedere scusa.
No. la Gente dalle mie parti cerca giustificazioni e tempo… “magari si dimentica” si, proprio… mi dimentico che sei una minchia? non credo!
Ti frequenti con una persona. Primo Giorno, ci si piace, lo si percepisce, ci stai ore e ore. Il giorno dopo che fai? Ci si cerca per rivedersi. No, dalle mie parti si dice “non c’è fretta”.
Fretta? Ma nemmeno ci devi pensare due volte a cercare chi ti ha fatto stare bene!
Allievi che dicono “io amo la danza” poi fanno mille assenze, non recuperano e peggio si iscrivono a Gennaio “per risparmiare” -.-‘… qst non si chiama amore…

Eh si.. gente dubbiosa in giro ce n’è, eccome..
E non si capisce che a volte i treni passano una sola volta e non tornano… e quando viene detto qst sai ke ti rispondono? “Se non mi aspetti significa che non ci tieni abbastanza”
No cari miei… giriamo la frittata. Se tu ci tenevi su quel cazzo di treno ci salivi pure saltando!

Io ho fame.. e come sempre vago in giro a cercare la mia pagnotta… peccato che qui i panifici lavorano male!

La maledizione degli Ex

Pubblicato: gennaio 3, 2012 in Smile ;)

Io ormai ne sono sicuro!
Mi hanno fatto il malocchio.
Si chiama la “Maledizione degli Ex.”
E’ impossibile!
E’assurdo!
E’ improponibile!
Siamo sette miliardi in qst cavolo di Mondo e per la seconda volta ho avuto la piacevole possibilità di stare con chi ha conosciuto e/o frequentato il mio “Simpatico passato”… qst è stata la mia definizione ironica davanti alla scoperta fatta!
A voi è mai successo di conoscere un amico/a che ha frequentato la tua/o ex senza che lui/lei lo sapesse?
E poi vedersi la faccia sbigottita “allora sei tu l’ex cattivo che l’ha fatta/o cambiare e non credere più nell’amore”
E tu lì a pensare “ma guarda cosa si dice di me in giro”…
Ok. Allora tutto ciò è troppo strano.
Non è la prima volta nè con questa persona, ma anche con altra simpatica gente di mia conoscenza che per mia sfortuna ho frequantato o ancor peggio ci sono stato.
Ma ancora più assurdo mi è sembrato consolare il povero ragazzo affranto e sconsolato per la mia ex fiamma. Io?
Il suo ex? Che per di più c’è stato sotto come la formica schiacciata dall’elefante?
Vabbè che sono buono e caro ma fino a un certo punto.
E invece no.
Io li a consolare qst amico, evitando di parlare della stessa fiamma in comune per non essere proprio indelicato nei miei e nei suoi confronti.
Si sono pazzo!
Ma ecco nuove consapevolezze
Nuove certezze e la fiera felicità di poter parlare di chi non è più nei miei ricordi o nei miei sentimenti e qst mi ha fatto tanto piacere.
Era un bel punto scritto con il pennarello rosso e mentre parlavo sorrideco come un ebete.
Non sai ke piacere puoi provare mentre parli di ciò che ti ha ferito senza soffrire più.
E così è stato!
Ma da questa storia, un’altra volta, mi sono reso conto di quanto sia piccolo questo mondo, minuto, troppo stretto per contenerci tutti quanti…

Ohimmè… Pure Centovetrine mi fa un baffo!

Tanto non ve lo do!

Pubblicato: gennaio 2, 2012 in Smile ;)

Da noi a Lecce si dice LENTAME quando qualcuno ti rompe cosi tanto le palle che vorresti prenderlo a schiaffi per l’invadenza assoluta che hanno nei tuoi confronti!
Io non riesco a essere esplicitamente cattivo quindi la mia sensibilità viene confusa con non so che cosa e quindi mi ritrovo dietro almeno 10 stalker ke non mi lasciano in pace.
Ma oggi BASTA!
Oggi dichiaro una cosa:
Io TANTO NON VE LO DO!

Tu! Tu che mi mandi mille messaggi al giorno e nemmeno ti rispondo… LENTAME!
Tu! Tu che mi spii su Facebook dalla mattina alla sera, ad ogni scorreggia che faccio! LENTAME!
Tu! Che sparli di me solo perchè non hai toccato i piani inferiori, LENTAME!
Tu! Tu che fai tanto la dolce della situazione per portarmi tra le tue lenzuola pensa: se non ci sono mai entrato in tanti mesi significa qualcosa! LENTAME!
Tu! Che non riconosci il tuo ruolo nella mia vita cercando di prendere il posto di qualcun altro. LENTAME!
Tu! Tutta casa e chiesa, cattiva fino al midollo osseo e che ti ostini a fare la Santa, LENTAME!
Tu! Che chiedi in giro di me per sapere la mia reputazione, LENTAME!
Tu! Che mi vuoi violentare 5 volte al giorno, così hai detto, sogna, non sono una zoccola! LENTAME!
Tu! Che mi ricordi tutti i letti che ho toccato, fatti letterlamente i cazzi tuoi! LENTAME!
Tu! Che mi stai facendo perdere tempo, sbrigati o vattene e sempre LENTAME!
Tu! Che mi dici che “la mia simpatia attira”, io ti rispondo ke sono pure carino! LENTAME!
Tu! Che vuoi essere mio amico a tutti i costi ed io no! LENTAME!
Tu! Profilo Falso su Facebook! LENTAME!
Tu! Che dici che sono una puttana in giro e sputi nel piatto dove hai mangiato, sparati che prima il piatto te lo leccavi tutto e LENTAME!
Tu! Che per uscire con me dici un sacco di bugie, LENTAME!
Tu! Che mi inviti a cena, sono a dieta! LENTAME!
Tu! Che mi ricordi che ho la pancia, Ucciditi e LENTAME!
Tu! Che mi dici “siamo amici” poi si vede… io gli amici già ce li ho… LENTAME!
Tu! Che rubi il mio numero di cellullare, Ti Denuncio! LENTAME!
TU! Numero anonimo, sei un fallito! LENTAME!

Tu! Tu! Tu!

IO NON VE LO DOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!
Chiaro?
Bene , io e il mio amico inferiore sotto protezione vi salutiamo, ricordando che a Lecce si dice LENTAME quando qualcuno ci rompe le palle come pochi…

Perchè ne senti il bisogno!

Pubblicato: novembre 25, 2011 in Smile ;)

E’ come quando hai sete e prendi la bottiglia d’acqua più vicina a te per bere.
E’ come quando hai paura dell’Uomo nero da bambino e scappi nel lettone di mamma e papà.
E’ come quando c’è il sole accecante e metti gli occhiali da sole per proteggerti.
E’ come quando ami la tua donna o il tuo uomo e non vedi l’ora di sfiorare le sue labbra.
E’ come quando hai sonno e ti rinchiudi nelle caldi lenzuola del tuo letto per cercare sollievo.
E’ come quando ti scappa la pipì e ti fermi al primo bagno che trovi.
E’ come quando desideri tanto una donna o un uomo da volerci andare subito a far l’amore.
E’ come quando è Natale e la prima cosa che vuoi fare è aprire i regali.
E’ come quando sei così triste che devi per forza piangere per stare meglio.
E’ come quando un pappagallo impara una parola che inizia a ripeterla sempre.
E’ come quando l’aquila impara a volare e non la smette più.
E’ come quando una Donna mette i suoi primi tacchi, ogni volta che esce li vuole mettere.
E’ come quando vuoi diventare papà perchè hai tanto amore da insegnare.
E’ come quando impari a leggere e tutto ti sembra nuovo.
E’ come quando hai fame e sei davanti ad un panificio, la prima pagnotta te la divori subito.
E’ come quando sei felice e lo vuoi dire a tutti.
E’ come quando hai paura e chiudi gli occhi perchè pensi che così starai meglio.
E’ come quando sai che puoi morire e camminare ti sembra la cosa più bella di questo mondo.
E’ come quando vai in apnea al mare, non vedi l’ora di salire a galla per respirare.
E’ come quando hai una penna e vuoi scrivere senza sapere il perchè.
E’ come quando ami qualcuno, altro non puoi fare che amare.

Ecco, tu amico, allieva, collega, conoscente, parente, sconosciuto… quando fai quello che ami, fallo solo perchè ne senti davvero il bisogno. senza che nessuno te loi chieda, tu fallo. Perchè quando essa diventerà un peso o un dovere, un’abitudine o un imperativo, allora significherà che quello che stai vivendo non è amore, è una costrizione.
Non è libertà ma è privazione.
Non è gioia ma sofferenza.
Non è amore, e secondo me non vale mai la pena lottare per le cose che non amiamo.