Archivio per la categoria ‘Di Tutto e di Più’

E’ mia abitudine ogni anno scrivere la letterina a Babbo Natale.
Che poi è la scusa per fare un pò il punto della situazione di ciò che ho e di ciò che vorrei per il mio futuro.
Allora Babbo Natale, Gabibbo natalizio, Cicciobello comunista, signor che se la con le renne cornute quest’anno da parte mia sei libero, disoccupato, disimpegnato.
Si.
Io non ti voglio chiedere nulla.
Ho già con me tutto quello che vorrei.
Il dono più grande che potevo ricevere nella mia vita me lo sono costruito io con le mie manine il 28 settembre: la mia scuola di Danza. Il mio mondo! Ad aspettare gli altri sarebbero tornati gli egiziani. Il proprio successo bisogna costruirselo da soli, con i propri sacrifici, sogni, delusioni, batoste e forza di volontà accompagnati dalla gente che davvero ti vuole bene. Ecco, io non volevo aspettare più! Ho anticipato un pò le cose e con un pò di paure ma tantissima voglia di spaccare mi sono regalato la cosa più bella che potevo farmi! E oplà la Danza&Passione finalmente ha preso vita …e che vita!
Mi sono regalato un’altra occasione di amare con tutto me stesso quella persona che si sceglie per tutta la Vita. Le tempeste aiutano a fortificare le vele delle barche e a convincerti in quale orizzonte andare. Mi sono regalato proprio questo: la voglia di amare la stessa persona una seconda volta ma con più sentimento.
Mi sono regalato la sincerità della mia famiglia: guardarli in faccia e negli occhi e farmi riconoscere al 100% senza maschere , ombre. Mi sono regalato un amore talmente incondizionato e puro che farebbe invidia anche alla Dea Venere tanto sincero e grande è questo sentimento.
Mi sono regalato la possibilità di scegliere le persone di cui fidarmi. Non sono gli anni di conoscenza che fanno di un’amicizia qualcosa di vero. Spesso chi ti ha visto crescere non è proprio la persona che ti vuole più bene al mondo. Sai Babbo idealizziamo così tanto le persone da omettere o far finta di non vedere le cose che noi a non piacciono. Ma poi il Tempo rivela sempre ciò che è vero da ciò che è falso. Dare il tempo al tempo serve anche a questo: a capire. Uomo Comunista natalizio ora io non voglio dire che io non abbia mai sbagliato, sarà successo anche a me ci mancherebbe pure… eppure sono convinto che ho ingoiato troppe volte il rospo in questo mondo e ad un certo punto l’ho buttato fuori… forse troppo tardi, forse troppi in una volta sola… ma per lo meno, anche se il mio mondo è meno pieno di figure vicine so per lo meno che chi c’è è perchè prova per davvero amore e amicizia…
Mi sono regalato e ho regalato così tante esperienze diverse in questo anno che ci potrei scrivere un libro… in Toscana, a Milano, gare, concorsi, spettacoli, esibizioni in ogni dove… un anno così ricco che a volte non riesco a ricordare tutto quello che ho fatto…
E poi Babbo loro… i miei allievi… loro sono un regalo di cui non posso fare a meno.
Tanti, tantissimi.
E’ difficile gestirli… è difficile a volte capirli … è difficile a volte far capire che hanno il diritto di sognare… che loro devono sperare in un sogno, in una meta…. è difficile accettare a volte qualche delusione dopo che hai dato tutto il tuo cuore solo per il loro bene… ma è anche tanto meraviglioso raccogliere i loro sorrisi, le loro lacrime di gioia… la loro voglia di stare insieme a me… è meraviglioso vederli ballare … è meraviglioso vederli crescere… sono come dei figli per me… e uno per uno li custodisco gelosamente e con amore… si sa: quando un regalo ci piace così tanto mica lo molliamo facilmente…
Babbo quindi avrai capito che da casa mia puoi anche non passare …
Io davvero tutto ciò che desidero…
E quello che mi manca me lo costruirò con le mie mani col tempo… al tempo debito…
E se proprio mi vuoi regalare qualcosa fai che tutto rimanga così inalterato… così tutto in serenità… in pace con me stesso e col mondo che mi circonda e che quotidianamente scelgo.
E a chi ha avuto la pazienza di leggere questo mio pensieri auguro un sincero e felice natale…
Quest’anno ho avuto prova che a Natale le cose possono cambiare… che le liti possono tramutarsi in abbracci… che una donna in carrozzina può alzarsi e ballare sorridendo di pieno cuore… che si può essere normali anche se per qualcun altro possiamo sembrare strani…
Auguri di Buon natale…
Che il vostro cuore possa avere sempre il conforto e l’amore di cui ha sempre bisogno…

Auguri :*
By Mino Bianco
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Buon San Valentino

Pubblicato: febbraio 14, 2014 in Di Tutto e di Più
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Allora oggi è San Valentino e anche io voglio dire la mia.
Io personalmente adoro questa giornata.
Perché detestare una ricorrenza che mette al centro il sentimento più bello del Mondo?
Perché insultare tutti quelli che hanno la fortuna di condividere emozioni con un’altra persona?
Perché molti si soffermano solo sull’aspetto materiale di questa giornata? Credo che due veri innamorati oggi desiderano come prima cosa stare insieme tutto il giorno, abbracciati, uniti, trascurando tutte le altre fatiche che quotidianamente si affrontano. 
E’ come se oggi fosse il compleanno dell’Amore, voi non lo festeggiate il vostro ogni anno? E allora stiamo tutti calmi e più sereni, senza ostentare giudizi e critiche fondate a volte su una acerba e silenziosa invidia.
Tutti amiamo qualcosa. Una persona, una passione, la famiglia, gli amici, un cane, una macchina, una squadra, un fiore …
Tutti siamo nati da un gesto d’amore e si spera di rimanere nei ricordi di chi ci ha voluto bene.
Tutti siamo stati delusi e abbandonati da questo sentimento almeno una volta eppure la sete d’amore è stata sempre più grande, esperienza dopo esperienza . 
E tutti, chi più e chi meno , cercano l’Amore, cercano quella persona sulla quale fare affidamento sempre, in ogni momento, in ogni situazione, quella persona che è li a poterti dire senza dubbi “stai tranquillo ci sono io per te”.
E allora ragazzi innamorati auguroni di cuore!
Perchè l’Amore non ha colore, sesso, età, limiti, frustrazioni, rancori, illusioni,cattiveria. E’ Amore ed è meraviglioso già per quello che è!
E magari se tutti fossimo poco poco più sensibili capiremmo quanto siamo fortunati nel momento in cui il nostro percorso incrocia questo sentimento.
Auguri allora a chi in un modo o nell’altro ama qualcuno o qualcosa Image

E’ da ieri che mi gira in testa una parola, impegnativa e concreta ma che a 28 anni suona con tutto il suo valore: “responsabilità “.

In giorni in cui bisogna fare tante scelte e saper discernere cosa è giusto dal sbagliato, questa parola inizia ad avere un colore e un suono ben diverso.

Dovremmo capire che ognuno di noi nella propria vita ha sempre una forma di responsabilità. Sia come amico, madre, padre, lavoratore, fidanzata, figlio o semplicemente perchè siamo delle persone che interagiscono con altre e quindi si ha comunque sempre una posizione o un ruolo nei confronti degli altri. Non esistono persone che non hanno una responsabilità.

Ognuno di noi prende delle scelte con le parole, le azioni, le decisioni, i silenzi o le strade che si iniziano a percorrere. Sarebbe semplice sempre addossare le colpe agli altri per qualcosa che non ci piace. Ma non e’ così. Ogni cosa che viviamo e’ la conseguenza di piu’ responsabilità. Così come non possiamo accollarci i pregi  di qualcosa che e’ andata bene perchè anche in questo caso è l’insieme di più circostanze che l’hanno permessa.    

La responsabilità dovrebbe andare di pari passo con la parola “maturità”.

Una persona matura diventa responsabile e cosciente di ciò che fa e sceglie.

Una persona matura dovrebbe essere consapevole dell’impegno che prende o meno.

Ma più volte succede che la materia grigia non si e’ del tutto evoluta nella gente e allora ci si sente esenti da qualsiasi forma di responsabilità. Eppure tutto sarebbe molto più semplice se un attimino, prima di parlare e/o fare qualche scelta, chiudessimo gli occhi, trovassimo 5 secondi di respiro, ascoltassimo meglio ciò che abbiamo dentro e poi solo dopo capire cosa fare. Sarebbe molto più semplice vivere se capissimo che siamo tutti diversi, che abbiamo modi di pensare, agire e provare sentimenti differenti.  Che “quello che penso io” non è legge. “Che io mi sarei comportata così” è qualcosa di personale. Che “tu…tu… tu..” accusando sempre l’altro non è certo il modo migliore per convivere in questa società, che dovremmo usare tutti e sempre un “noi” che ci metta sempre in discussione come singoli, coppie, gruppi e famiglie.

Trovare la responsabilità di accettare ciò che c’è di diverso in chi ci sta vicino e conviverci con saggezza e serenità. Ammettere che ognuno di noi fa delle scelte in un modo o nell’altro, senza addossare sempre le colpe agli altri credendosi divinità in terra, tralasciando quell’arrogante convinzione che c’è in chi si crede meglio di qualcun altro in questo mondo. Siamo tutti alla pari, siamo tutti buoni e cattivi, tutti santi e demoni, tutti assassini e vittime. Tutti.

Ecco forse, secondo me, questo sarebbe vivere con responsabilità.    

 

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Ma cosa sono tutte queste polemiche che leggo dovunque sull’essere “insegnante professionista o improvvisato”. 
I toni a mio parere si stanno facendo troppo esagerati ed esasperati. 
Prima di tutto la gente non e’ così stupida da notare se una Scuola porta a casa buoni risultati o meno: e’ vero c’è chi si improvvisa nel nostro settore, ma se un Centro studi non fa esperienze, non raggiunge qualche premio o non si mette in gioco seriamente con esami e rassegne, una mamma o un papà lo nota eccome, e se e’ un saggio genitore ha anche il coraggio di cambiare… 
Poi non so nemmeno quale sia il termine di valore che differenzia uno che e’ professionista seriamente e da uno che se lo inventa un mestiere: spesso un diploma lo si compra e basta senza avere la giusta conoscenza… uno che e’ stato un bravo ballerino non e’ detto che sia un bravo insegnante… e poi ancor piu’ se uno non ha avuto la possibilita’ di far carriera perchè non aveva le spalle coperte non significa che non sappia essere una buona maestra o un bravo coreografo…
Poi a parere mio il binomio “prezzo- qualità ” e’ proprio fuori luogo: in un periodo di crisi una persona onesta (di qualsiasi mestiere) abbassa il suo prezzo per avvicinarsi alla gente comune che se non ha soldi per comprarsi una maglia in piu’ pensa tu se li spende per un aspirante sogno… e ce ne sarebbero di cose ancora da dire… 
Mi limito a sostenere che al giorno d’oggi la gente non e’ poi così sciocca… che sa distinguere il “ballo” dal “fitness” la “danza” dall'”animazione”. Ognuno prende quello che cerca … Non sta a noi sindacare la liberta’ della clientela… E poi e’ sempre la solita storia: se si vede sempre quello che fa l’altro significa che si ha troppo tempo da perdere.

Mi auguro di non offendere nessuno con questo pensiero, ma visto che noi insegnanti di Danza rappresentiamo anche la “figura di educatori” facciamo meno la guerra e danziamo insieme che eImage ‘ meglio! 
Buona Danza a tutti! 

 

 

 

… silenziosamente sono giorni che rimuovo gente dai miei contatti.
Gia’ il mondo reale e’ complicato, difficile e pieno di stress da sopportare. Se poi accendi il pc e leggi persone che buttano frecciatine continuamente su chiunque, stati tristi e ricchi di vittimismo gratuito, gentaglia che sul piedistello impartisce lezioni di vita e di professionalita’ ogni secondo, spioni che stanno li sempre col dito puntato … be’ dopo tutto questo ti passa pure la voglia di giocare su facebook! 
Quindi se per caso noterete che non farete piu’ parte dei miei contatti per favore non prendetevela a male… Nella mia vita mi voglio circondare di positivita’ e buona energia… Come si suol dire : “il bene genera il bene”.. e cosi’ sia ….

 

A cosa sto pensando?
Eh facebook … A tante cose… Troppe forse… Penso Alle soddisfazioni che arrivano dopo i sogni frantumati … Al rispetto che uno si costruisce con l’esperienza … All’allegria illimitata dei miei allievi a lezione… Ai tanti soldi che servono per vivere… Alle persone che si nascondono dietro quel dito che poi ti puntano addosso… All’arroganza della gentaglia che sporca questa società .. All’amore quel sentimento tremendo do cui cmq siamo purtroppo dipendenti … Agli amici a quelli che vanno, a quelli che restano, a quelli che tornano… Ai ragazzi di oggi troppo poveri di sogni e fantasia… All’ educazione quel valore civico dimenticato in cantina…. Ai ricordi che ci perseguitano come un continuo ammonimento per gli errori… A me, lunatico , indisponente, ribelle, orgoglioso, testardo, presuntuoso e diffidente … A me che nonostante tutto questo non mi cambierei mai al mondo! … Ecco stasera sto pensando un po troppo…

 

…. qualche tempo fa ho preso una decisione molto importante. 
Ho scelto di smettere di inseguire le persone, gli amici, il lavoro, i sogni e l’altrui approvazione. Mi sono fermato e mi sono chiesto: “ma ne vale la pena? C’è davvero bisogno della presenza di chi scappa così facilmente? E’ così essenziale avere affianco chi e’ pieno di dubbi e confusione sulla tua persona? E’ giusto perdere il proprio passo per inseguire quello del nostro amico che correo troppo veloce? Serve davvero piacere a tutti? ” 
La risposta e’arrivata molto lentamente, come ogni cosa giusta pretende.
Ho capito che non bisogna mai cambiare per gli altri o con gli altri. 
Ho capito che forse a volte non bisogna chinare il capo per andare d’accordo con chiunque, perche’ non e’ detto che questo chiunque lo faccia con noi. 
Ho capito che nessuno e’ inferiore a qualcun altro semplicemente perche’ e’ impossibile trovare due persone uguali nello stesso mondo, così come non c’è nessuno che sta piu’ sopra o sotto del proprio compagno.
Ho capito che bisogna pretendere rispetto per quello che si e’ e non per quello che gli altri vorrebbero che fossimo.
Ho capito che nessuno ha il dovere di inseguire qualcosa.
Insomma ho capito che in ogni forma di rapporto o si cammina uno affianco all’altro oppure e’ inutile viaggiare falsamente insieme.

 

31 Dicembre 2012 h 10.21
Un anno che finisce e un altro che sta per iniziare.
Anche qst anno come al mio solito faccio il resoconto di quello che sta per finire.
A dire il vero non so come descriverlo.
Forse un po’ anonimo, ma aiutatemi a ricodare bene cio’ che ho vissuto.
Credo che cerchero’ di riassumere soprattutto le cose avvenute.
Sicuramente la cosa piu’ importante che mi sia capitata sia stata quella si esseremi (finalmente) innamorato.
Bhe a 27 anni era pure ora. Un sentimento vissuto nella propria intimita’ e nella sua riservatezza tanto che credo che ora, se qualcuno leggera’ qst post, sara’ pronto a mandarmi il fatidico messaggio “come? da quando? chi e’?”
Sicuramente e’ la nota piu’ bella di qst dolce anno. Non e’ difficile capire che sicuramente è la “persona giusta” semplicemente perche’ c’è sempre e comunque, mi capisce al volo, perche’ nella sua semplicita’ riempe unicamente le mie giornate, perche’ riesce a non perdere la sua personalita’ pur essendo in due, o semplicemente perche’ mi sopporta che davvero non e’ da tutti.
Un’altra immagine bellissima di qst anno e’ stato sicuramente lo spettacolo di fine anno della mia scuola di danza.
Vedere tutta quella gente li, quel chiostro così pieno, quel mega palco, il mio nome in giro per i cartelloni a Lecce mi ha riempito di orgoglio e soddisfazione. Tutti quei applausi, le richieste di esibizioni, i sorrisi dei genitori, le lacrime dei miei tanti allievi mi ha davvero colmato il cuore di felicità. Non e’ difficile capire che per per me il mio lavoro e’ essenziale, tanto da avere la priorita’ su quasi tutto. Certo le delusioni non mancano soprattutto perche’ una cosa che manca al mondo di oggi e’ la gratitudine, ma questo e’ un altro discorso, prendiamo il buono che la Danza riesce a darmi giorno per giorno.
Una presenza irruenta che e’ entrata nella mia vita in qst 2012 e’ stata sicuramente quella di Mia, la mia cagnolina. Non avrei mai e poi mai pensato che si potesse amare così tanto un “animale”, se così si puo’ ritenernela, perche’ per me è la mia figlioccia. Una bella rompipalle sicuramente ma l’affetto che riesce a darmi scalda il cuore e a volte anche la poltrona con la sua pipì….
Un’altra bellissima esperienza e’ stato sicuramente l’esame alla MC HIP HOP a Latina.
Essere sottoposto sotto esame nella cosa che piu’ amo al mondo e’ stato terribile ma anche rincuorante. Terribile per l’eventuale delusione in una bocciatura, rincuorante nell’essere passato, perche’ nonostante gli invidiosi ora ho un attestato che conferma il mio livello qualitativo nella danza. E come dimenticare il viaggio a Roma connesso? 4 giorni favolosi sicuramenti e divertenti come pochi.
Bellissime sono state le giornate passate al mare tra Roca, San Foca e Torre dell’Orso : mi hanno fatto riscoprire un amore viscerale per la mia terra.
Ricordo con enorme soddisfazione le vittorie nelle gare e nei concorsi di danza, ultimo il 22 dicembre con TRE PRIMI POSTI: Certo non si puo’ piacere a tutti ma ogni tanto queste gratificazioni servono, eccome.
Scorro le foto di qst 2012 e noto che grandi avvenimenti non ci sono stati.
Ma i cambiamenti quelli si.
Ritrovarsi “soli” .
Non avere piu’ quei punti di riferimento di cui tanto mi fidavo.
Chi puo’ dimenticare la mia settimana in ospedale, noiosa e riflessiva al punto di farmi aprire così tanto gli occhi?
Chi dimentica le lacrime delle mie ragazze quando non sono state classificate?
Chi può nascondere le immagini di quelle persone che volontariamente ti escludono dalla loro vita?
Come si possono cancellare gli insulti e le invidie in qst mondo del lavoro?
Una cosa che ho imparato e’ anche allontanare al punto giusto le persone che non “vogliono diventare grandi”.
Spesso vedo persone che vivono al minimo possibile, non mettendosi mai alla prova o al sacrificio, adattandosi a quel poco che hanno o cercando di rubare agli altri quello che possono prendere.
Ho capito come la superficialita’ della gente a volte e’ talmente grande da occupare il mondo: spesso le persone ti amano solo se stai per morire o se stai sparlando di qualcuno. La tua felicita’ e la tua serenita’ non la vogliono mai condividere.
Ho percepito in qst 2012 che le maschere sono tante e non vengono utilizzate solo a carnevale o in teatro. Che iniziare a non aver fiducia ti para il culo ma ti far rodere il cuore…
Ho intravisto la presunzione di chi umile vuol sembrare.
Ho decisamente capito che chi vuole andare d’accordo con tutti alla fine e’ il piu’ cattivo.
Ho finalmente capito che se il ciuccio non vuole bere e’ inutile che gli gridi addosso, non ti dara’ mai ascolto.
Ho imparato che al Mondo d’oggi la parola “grazie” non e’ piu’ usata.
Ho visto che l’ammirazione verso chi e’ piu’ grande di te non c’è piu’.
Ho constatato che l’educazione e’ un pro forma.
Ho provato a stare a terra e nessuno mi ha dato la mano per rialzarmi.

E di qst 2013 che sta per arrivare cosa vogliamo dire?
Nulla.
Perche’ l’anno che sta per finire mi ha insegnanto che non bisogna fare pronostici, ma rimboccarsi le maniche e lavorare con le proprie mani per cio’ che si vuole.
Allora mi auguro di lasciare tutto così come sta .
Con la mia danza, il mio amore, Mia, e quelle due tre amiche che bastano e avanzano.
Al massimo sapro’ quali impegni mi vorro’ prendere.
Sara’ per esempio mio impegno qst anno trovare nuove persone pronte a voler il bene reciproco.
Mi sforzero’ a fare un viaggio, lo dico da 8 anni ma qst anno mi sforzero’ un po’ di piu’.
Cerchero’ di far crescere sempre piu’la mia scuola di danza.
Mi riprometto di studiare ancora e ancora tramite stages e corsi per poter offrire un servizio di qualita’ e migliore.
Cerchero’ di mordermi la lingua evitando di essere sempre sempre sempre l’acido di turno, ma qst non so se lo manterrò.
Mi impegnero’ a non rompere tutte le cose che mi regalano.
Mi riprometto di lavare piu’ spesso casa.
E poi bu…. quel che verraì verra’.
Che qst nuovo anno allora arrivi veloce veloce.
Sperando di non avere piu’ problemi di salute, di non subire denuncie e querele e di stare tranquillo e calmo al posto mio.

Buon anno cari lettori, che il lavoro delle nostre mani posso dare buoni frutti.

ciao

24 Dicembre 2012, Vigilia di Natale.
Scrivo una lettera, sono vivo e quindi i Maya hanno sbagliato.
Ma ora parliamoci chiaro? Davvero credevate nella Fine del Mondo???
Vabbe’ avevo deciso di scrivere una mini lettera per babbo natale come ogni anno ma sinceramente non so che chiedere.
Perche’ una cosa importante che ho imparato e’ non chiedere piu’ nulla a nessuno e non dipendere dalle scelte altrui.
Prima o poi la gente rinfaccia quello che ti ha dato e fatto quindi perche’ chiedere aiuto se qst e’ in realta’ dato in prestito?
Caro Babbo Natale qst anno non sono stato buono.
Sono stato acido, cattivo, permaloso, presuntuoso, ineducato in alcuni casi.
Sono stato forte, duro, severo, rigido.
Sono stato sfiducioso, innervosito.
E sinceramente non chiedo scusa per nulla di questo.
La pietra e’ dura per non diventare sabbia.
Cosa ti chiedo. Nulla!
Ho imparato a essere ingordo delle cose materiali quando me lo posso permettere, e avaro di sentimenti.
Ho una casa nuova bella adorabile e comoda.
Ho un lavoro di successo (visti gli ultimi obiettivi) ma soprattutto ce l’ho.
Ho una cagnolina bellissima, adorabile che tratto come una famiglia.
Sono davvero felice perche’ ho trovato la persona giusta al mio fianco senza sbandierarlo ai 4 venti.
Ho una famiglia vicina sempre e disposta ad aiutarmi quando ne ho bisogno.
Per adesso ho la salute (visto che ogni anno mi capita qualcosa mi tocco le palle).
Ho due tre amiche di cui fidarmi, bastano e avanzano.
Ho la Danza, motivo della mia stessa Vita
Quindi sinceramente per me basta tutto questo.
Ho passato un anno, pur con alti e bassi, tranquillo, sereno e veloce.
Cose ne sono cambiate e stanno cambiando.
Ho trovato il coraggio a scegliere, a lasciar andare via delle cose, a dire in faccia le cose che penso, sempre, a costo di perdere anche delle persone, ma avendo sempre la coscienza limpida.
Ho capito che per molta gente la parola “convenienza” non la trova solo al supermercato.
Ho capito che i soldi fanno gola a tanti, tantissimi, e che a volte rendono ciechi anche quei occhi che sembravano onesti. Mi auguro di non diventare mai così.
Caro babbo ti chiedo di farmi rimanere in questo modo.
Ho visto gente cambiare personalita’, amici, pensieri, lavoro, idee così velocemente da renderli poco credibili.
Ti chiedo di farmi rimanere così acido e presuntuoso. Pronto ad aprire bocca buttando sentenze a tutto cio’ che vede, senza peli sulla lingua.
Perche’? Perche’ comportandomi cos’ sapro’ di essere leale e corretto sempre con tutti, non nascondendo mai i miei pensieri e i miei giudizi.
Credo che la parola “quieto vivere” ci stia rovinando troppo.
Meglio litigare che far finta di andare d’accordo.
Caro Babbp Natale visto che tu voli su nel cielo chiedi al signore almeno 5 anni di salute, sai le siringhe vorrei non vederle piu’ per un bel po’.
Signor Rosso comunista chiedi giacche’ la protezione ai miei cari, perche’ possanno stare bene sempre e comunque.
Insomma in qst santo natale non chiedo nulla di che, non mi aspetto nulla, non desidero nulla.
La Pace quella si, interiore, con le persone, con i colleghi, con gli allievi e con Mia 😛
Desidero un natale tranquillo, sereno, spensierato, di quelli che passanno e nemmeno te ne accorgi.
Babbo facciamo così, a me lasciami con le cose che ho che mi bastano e avanzano e vai da chi davvero ne ha bisogno, che sia un regalo per un bambino o un po’ di coscienza in un adulto.
Io sto bene, grazie.

Felice Natale a chi in qualsiasi modo segue il mio percorso, che il Natale porti davvero la serenità nel cuore.

lettera2

… dovremmo prendere esempio …

Pubblicato: novembre 1, 2012 in Di Tutto e di Più

Da quando ho una cagnolina, sto imparando a conoscere, con non poche difficoltà, il mondo animale.
Non citerò la stupida frase “piu’ conosco la gente e piu’ amo gli animali” perche’ sarebbe davvero infantile.
Ma una considerazione connessa la faccio comunque.
Credo che dalla mia piccolina cagnolina molta gente potrebbe prendere spunto per molti aspetti del loro carattere “malandato”.
Innanzitutto la gente “dovrebbe abbaiare” solo quando ce n’è bisogno. Quando davvero manca qualcosa. Quando davvero si ha bisogno di qualcosa come fa la mia cagnolina quando ha fame, quando deve pisciare o quando cerca la mia attenzione. Nella realtà invece noto che la gente grida e sfarfalla troppo, gratuitamente e inultilmente.
Da questi animali dovremmo copiare il senso di lealtà, fedeltà e rispetto.
Non adulazione, non timore, non obbedienza, RISPETTO.
Immagino che la mia MIA mi dica: “hai voluto un cane, ora accettane le conseguenze e i doveri, senza rinfacciarmeli”
Ecco anche la gente dovrebbe fare così: prendere o per lo meno ricordarsi della responsabilità delle scelte prese, dei rapporti iniziati, delle relazioni e delle promesse fatte. Rispettare le persone solo per il senso di educazione e civiltà. Essere leali nella concretezza delle cose piu’ semplici e non solo nelle grandi parole.
Da questo musetto, le persone che conosco, dovrebbero prendere esempio il suo bisogno di affetto.
La coda che scondinzola, la sua piccola lingua che cerca la tua pelle per ringraziarti di essere ritornato, il suo versetto dolce che vuol dire “dammi le coccole stronzo!”… ecco, questa ricerca d’affetto dovrebbe essere non solo una prerogativa dei cani o degli animali, ma anche del mondo umano.
Se avessimo piu’ coraggio a regalare affetto forse saremmo tutti più sereni e tranquilli.
E poi, infine, dovremmo capire il senso di “addomesticamento”.
Ogni rapporto viene costruito con calma, pazienza, regole, doveri e diritti, con serietà e affetto, con coerenza e giustizia. Dovremmo addomesticare anche i nostri rapporti così come facciamo con gli animali.
E ripeto con coerenza.
Se ad un cane insegni che alle 22.00 la porti fuori per la fare la cacca, devi essere sempre corretto e coerente a farlo ogni giorno, perchè lui avrà imparato così da te e non può cambiare le sue regole in base ai tuoi paiceri, così all’improvviso, quando vuole il tuo egoismo.
Ci sono regole da rispettare.
E’ questo il pegno di ogni relazione.
Regole. Conoscerle, riconoscerle e rispettarle.
Se non lo puoi o non lo sai fare, conviene non prendere nè un cane nè una persona affianco.
Io la penso così.
Poi il mondo è bello perchè è vario.
Ma permettetemi di scegliermelo sempre il “mio mondo”.

Perchè non vorrò un figlio

Pubblicato: settembre 8, 2012 in Di Tutto e di Più

A 27 anni compiuti qualche pensiero te lo fai sul futuro e soprattutto non mancano le domande dellea gente invadente che invece di chiederti come stai, è solo curiosa di conoscere i tuoi più frivoli pettegolezzi.
Stamane camminavo nel quartiere, andavo a fare la spesa e notavo della strana sensazione che pur non essendo leccese di nascita mi trovo più a mio agio a camminare qui che nelle strade del mio paese.
Poi però un pensiero cattivo è salito dalla gola.
E se io ora svenissi chi potrebbero chiamare?
Chi sarebbe pronto a salvarmi così all’improvviso, senza un avvertimento?
Mettiamo da parte la persona che condivide il mio cuore e la mia vita, che ringraziando Dio ho affianco e conoscendo la sua bontà di cuore darebbe la sua anima per me..
Ma il mondo circostante?
No. Lui non ci sarebbe. Il mondo forse mi lascerebbe li, da solo.
Sono tornato a casa e mentre preparavo i peperoni, oggi cucino io, ho pensato: £” è da sempre che dico che non vorrò mai figli e oggi ne sono ancora più sicuro”.
Partiamo da pressuposto che mi reputo una persona molto fortunata fino ad adesso: ho la salute (o così pare fino ad ora), ho una famiglia alle spalle pronta a difendermi, ho il lavoro più bello del mondo, ma tutto ciò può bastare?
Passano gli anni e ho avuto così tante volte paura di morire che un 27 enne non dovrebbe provare…
Potrei sopportare che il mio pargoletto rischiasse anche lui tutto ciò? Ed io potrei sopportare il dolore causato da una tale paura? Credo che in questi anni i miei abbiano perso con me tanti anni di vita visti i vari, e inutili, allarmi che stupidi medici mi davano di volta in volta.
Il tempo passa e ti rendi conto anche dalla cattiveria della gente, che non diminuisce mai, anzi cresce, cresce e cresce. Di come l’opportunismo e la falsità stiano divorando la nostra società, questa società ormai senza principi, basata sull’apparire, sulla quantità dei “mi piace” e non della serietà della propria integrità . Per anni uno lavora a costruire rapporti solidi, veri, sinceri e poi puff tutto finisce, come se niente accomunasse quelle persone. E quando sono proprio le persone più vicine a te a tradire la tua fiducia, quelle a cui dato tutto,anche troppo, come fai a ricostruire tutto ciò con altra gente, che magari hai appena incontrato? I genitori prima o poi vanno via e tu rimani con i parenti più stretti o gli amici… e se questi non ci fossero? Io potrei lasciare mio figlio da solo, circondato dalla malignità e la superbia di questa gente?
E il denaro? Non è solo un problema dei poveri, è un problema di tutti… la gente si ammazza perchè viene licenziata all’improvviso, gente che apre i cassonetti della spazzatura per trovare qualcosa, le mense pubbliche affollate, perchè si diventa poveri senza nemmeno accorgesene.. lascerei il sangue del mio sangue nel dubbio di vederlo in mezzo alla strada?

E’ una visione un pò pessimista della vita e qst deriva proprio perchè io sono ottimista. Io amo i colori, la vita, le esperienze, stare con le persone, l’allegria e nonostante io faccia di tutto per continuare ad amare tutto ciò perchè noto sempre più cioò che non va?
Io sono fortunato e posso permettere al mio viso di sorridere, ma chi nasce sfortunato come fa a reagire al grigioe di questo mondo? E allora perchè io che vesto sempre di rosso e verde noto il nero che c’è qui intorno?
Le domande sono tante e credo che ogni tanto uno psicologo non mi farebbe male, ma di una cosa sono certo, il sorriso rimane spesso per cacciare una smorfia.
Si lotta anche così, cercando di essere sempre ottimista, pensando che il meglio deve ancora venire, anche quando sai che forse questo lo hai già vissuto… illudersi un pò, che il mondo prima o poi si migliorerà anche grazie solo ad un sorriso…

.. forse a quel punto vorrò un figlio…

Sono dieci giorni che ho febbre, e da due sono “rinchiuso” nella mia casa natale.
I mie contenti di avermi tra i piedi. Io un pò meno questa è ormai casa loro, non più la mia.
NOn so nemmeno come si accende la TV della cucina o dove si trovano le brioches…
Nella noia di qst solitudine forzata però arrivano tante consapevolezze.
Quelle forti che fanno rumore o semplicemente quelle che fanno eco a cose che già si sapevano.
Si, perchè uno dei difetti che non ho è quello di non far finta di non sapere, anzi mi accorgo subito quando qualcosa che luccica finge di essere oro e magari è solo un bracciale misero di un marocchino.
E a quanto pare ci sono troppi braccialetti dei marocchini in giro.
Anche chi ti ha rimproverato che la mia freddezza è la colpa di tanti allontanamenti.
Anche chi si chiama “amico” e poi sparisce.
Anche chi non si preoccupa di come stai ma ti chiede se hai un posto vuoto in macchina per andare chissà dove.
Anche chi ti parla solo di lavoro pur sapendo che stai crepando.
Anche quei ragazzi ai quali dai il cuore e se ne fregano di te….
Al contrario si capiscono le persone che ci sono “sempre” nonostante i km o le discussioni avute in passato.
Poche, pochissime, da contare su due, tre dita, non di più.
E poi c’è il mio cuore talmente in ansia che me ne mette pure a me.
Ma come ho detto tutto ciò non è nulla di nuovo.
Siamo circondati da così tante persone ma secondo me ci si sente sempre più soli.
Io ne ho avuto prova giovedi sera quando la febbre saliva e avevo bisogno di chiamare qualcuno per farmi accompagnare alla guardia medica.
Dopo tante riflessioni ero li da solo, con la febbre a 38.
A quanto pare tra le tante persone che conosco non ho intravisto nessuno che potesse davvero aiutarmi.
Ed è un pò sconfortante.
Ma come sempre non ci si demoralizza.
Diventiamo grandi anche per queste cose.
Per affrontare le delusioni che le altre persone sono sempre pronte a regalarti.
Il problema è che poi io mi vendico… con l’indifferenza e qst brucia alle persone pronte a rinfacciartelo alla prima occasione…
Una volta un’amica ha detto che “finchè le fa comodo sorride a tutti”.
E’ una teoria che mi spaventa.
Ma credo che siano davvero in tanti ad attuarla.
Omologarci a loro oppure essere sempre più soli nella coerenza di essere “belle persone”?
La risposta vacilla…
Ci penserò su…
Per ora mi riduco a dire che l’amicizia, quella descritta nei film o nelle favole, è davvero una bella cosa, una bella cosa che non c’è più.
Sarà il mio pessimismo causato dalla febbre o solo la verità che nessuno ha il coraggio di dire ad alta voce.
Per oggi mi sfogo così.
Magari domani me ne pento.
Magari domani cancello tutti i numeri dal cellulare e ricomincio da capo.